Mercato auto Brasile
Vendite su grazie a nuovi incentivi
Che gli incentivi alle vendite delle auto funzionino ormai è fuori di dubbio. Quando furono introdotti in Italia il mercato rispose con incoraggianti segnali positivi, anche se i detrattori sostenevano che significava "drogare" il mercato falsandone la reale capacità. Sarà, però in Brasile la pensano diversamente, visto che il Governo ha appena varato il nuovo programma di bonus fiscali per chi acquista una vettura nuova.
Attese positive. Un'iniziativa che, prevedono gli addetti ai lavori, farà di nuovo volare i fatturati delle fabbriche grazie appunto alla spinta imposta da Dilma Rousseff, presidente dello Stato sudamericano, per arginare la crisi dell'auto in un mercato in calo del 3,3% nei primi tre mesi dell'anno. Il Governo ha deciso, dunque, di stimolare il consumo e l'innovazione puntando sulla riduzione delle imposte sui prodotti industriali del 7% - fino al 31 agosto - in base al modello. Diminuiscono anche le tasse sui finanziamenti dal 2,5 all'1,5% abbattendo in concomitanza i depositi cauzionali sui prestiti per un ammontare di circa 8,8 miliardi di dollari. Le banche dal canto loro rilanceranno l'accesso al credito rendendo meno onerose le condizioni praticate ai clienti e le case limeranno i prezzi dall'1 al 2,5% evitando i tagli al personale.
I dati di vendita. A beneficiarne sarà soprattutto la Fiat, leader di mercato da quasi 11 anni con una quota del 22,1%. Ma anche altri big, come Volkswagen, General Motors e Ford. Fino al 12 giugno il mercato brasiliano aveva registrato l'acquisto di 104 mila veicoli al mese con una media giornaliera di 14.827 vetture. Nel giugno dell'anno scorso la vendita di vetture era arrivata ad appena 13.664 unità al giorno.
Silvio Campione

Gli incentivi statali valgono solo per prodotti nazionali, i veicoli importati sono invece penalizzati. I costruttori nazionali godono di una rendita di posizione enorme, offrono prodotti cari e obsoleti approfittando della tassazione all'import, è prassi pagare come optional servosterzo, chiusura centralizzata e condizionatore, niente ABS, la mia Gol non ha tergilunotto, interessi min 1% mese.
Non capisco perche' Marchionne non si lamenta che i prodotti importati sono tassati,appunto,al 30% e non usufruiscono di incentivo.Che uomo,due teste due misure,in Brasile va bene cosi' in Europa bisogna daziare la Corea.Poca gente e' cosi' ridicola.
La Fiat (come anche la VW e probabilmente le altre case citate) produce le auto per il mercato brasiliano direttamente in Brasile, per questo motivo non subisce i dazi.
Spero che le Palio,sullo stesso ragionamento di Marchionne con la Corea,che arriveranno in Europa siano daziate al 30%.Brasile o Corea stessa cosa sono.Saluti.
@ Edoardo. I dazi doganali per i paesi che fanno parte del WTO, sono contrattati. I dazi sull'auto brasiliana quindi son frutto di accordi. E son reciproci: all'import e all'export. Quindi ci importa paga e chi esporta paga. Ci sono dazi doganali anche sulle importazioni/esportazioni di auto dagli USA. Solo che per gli USA son più bassi.
Anche da noi in talia dovrebbero fare incentivi per rilanciare il mercato ed il cosumismo. Allo stato gli ritornerebbero indietro i soldi totalmente. Purtroppo questo monti non lo capisce e sta ammazzzando il cosumo di beni e quindi le tasse che entreranno nello stato
do ragione. tutte le auto( o comunque il 90%) dele auto vendute in brasile sono prodotte in loco