Toyota Yaris
Dalla Francia gli esemplari per gli Stati Uniti
A partire dal mese di maggio del 2013, le Toyota Yaris costruite nella fabbrica francese di Valenciennes verranno esportate anche verso gli Stati Uniti. La Casa nipponica ha ufficializzato così una decisione analoga a quella presa da Sergio Marchionne per Mirafiori, dove si produrrà la Suv di segmento B marchiata Jeep e destinata anche ai mercati d'Oltreoceano.
Al riparo dal calo europeo. Iniziative come quella annunciata nei giorni scorsi della Toyota, hanno l'obiettivo di ridare ossigeno alle fabbriche automobilistiche europee, provando a saturarne la capacità produttiva in un momento nel quale il mercato del nostro continente non riesce a generare una domanda in grado di mettere al sicuro la sopravvivenza stessa degli impianti produttivi.
Otto milioni di nuovi investimenti. Le Yaris francesi prenderanno anche la strada del Canada e di Puerto Rico: la Casa stima di esportarne sull'altra sponda dell'Atlantico un totale di circa 25.000 esemplari l'anno. La realizzazione delle Yaris per l'America Settentrionale si tradurrà per l'impianto di Valenciennes in un investimento aggiuntivo di otto milioni di euro, necessari per adeguare le linee produttive alle nuove esigenze: la piccola Toyota monta nella versione americana un 1.5 a benzina e un cambio automatico specifici, oltre ad altre componenti diverse da quelle europee, come i paraurti posteriori. F.S.

Saranno contenti i francesi! Detto questo, di tutte le auto uscite in questi ultimi mesi, la Yaris è quella che vedo di più in giro.
Non vedo il bisogno di evidenziare Marchionne quasi come se la Toyota avesse copiato.Innanzitutto la decisione di Toyota e' di esportare a breve termine un numero di vetture ed il paragone sarebbe stato opportuno se lo stesso FIAT avesse fatto con la 500.Per Mirafiori si parla di fine 2014 e molto probabilmente non se ne fara' nulla.L'informazion era sufficiente senza la solita pubblicita' occulta
Che piffero c'entra marchionne... proprio a volercelo incastrare... lo stabilimento francese di Toyota non è nuovo, anzi, e dimostra solo una cosa: che Renault (mezza statale) e Peugeot (gestione parafamiliare) non hanno avuto paura ne impedito la costruzione in patria di stabilimenti di altri costruttori. In Italia mi pare che la storia sia ben diversa. Che poi oggi a Toyota convenga usarlo...
... è solo buono per la manodopera francese. Se oggi quello stabilimento fosse ad Atessa (dove c'è già la honda Moto e la fabbrica dei furgoni fiat/psa) o a Termini Imerese, potremmo trarne noi i benefici. Invece, è in francia! Si proprio dagli sciovinisti francesi. Sciovinisti si, ma chi porta soldi e lavoro... porte aperte.
Quoto. È proprio così Benedetto.
Si chiama ancora Echo? Ci sarà ancora anche a 3 volumi?
Chi ha scritto questo articolo è un genio! Toyota sta facendo l'esatto contrario di Marchionne che produce in Cina. I giapponesi stanno dimostrando che non c'è bisogno della delocalizzazione selvaggia e il nostro prode articolista scrive "Toyota come Marchionne". Che fantasia! Complimenti.
Infatti,il Direttore dove bacchettarlo per "falso in articolo".Quale sia la pena prevista non lo so,ma comunque una pena deve essere data.
Daniele, mi dispiace contraddirti, ma il riferimento è contestualizzato nell'ambito dello stabilimento di Mirafiori, dove - salvo ripensamenti - sarà prodotta la piccola Jeep da esportare negli Usa. L'operazione Toyota ha lo stesso scopo: saturare gli stabilimenti europei, altrimenti destinati a soffrire.
Toglierei il salvo ripensamenti perche' non sara' prodotta..Avrebbe ragione se per es. la 500 fosse stata prodotta in Polonia ed esportata in USA,invece per una macchinetta da 50000 pezzi all'anno la FIAT ha preferito privilegiare le pressioni degli USA rispetto alle esigenze dell'Europa.Del resto la Francia non e' L'Italia e la FIAT non e' piu' neanche europea.Parere personale.