Nella valle dei marchesi
Da Saluzzo a Chianale attraverso la val Varaita, una zona ricca di chiese e borghi di montagna.
Saluzzo
PercorsoDa Saluzzo prendete la provinciale 589 verso Verzuolo. Proseguite poi sulla destra, verso Venasca- Sampéyre. Proseguite sul fondovalle fino al bivio di Casteldelfino e voltate ancora a destra in direzione Pontechianale. Passate le frazioni di Rabioux e Castello, mancano pochi chilometri a Chianale.
Cosa vedere Saluzzo racchiude un centro medievale sovrastato dalla Castiglia, il castello arroccato che fu residenza dei marchesi di Saluzzo. Fra la salita al castello e la via di San Giovanni, spicca la torre civica costruita nel 1462, parte dell'antico palazzo comunale. La chiesa di San Giovanni (dal 1325 custodita dai domenicani) è stata l'edificio religioso più importante della città, fino alla costruzione del duomo. Risale al Rinascimento invece casa Cavassa, oggi museo civico di Saluzzo. Qui il 25 giugno 1789 nacque Silvio Pellico: la sua casa di origine medioevale sorge nella piazzetta dei Mondagli, appena al di fuori della cerchia delle mura duecentesche.
La strada che conduce a Verzuolo (rinomato per le colture di alberi da frutto, come kiwi e pesche) è pianeggiante. Il castello era in origine a pianta quadrata, con torri agli angoli (oggi ne rimane una sola). L'antica parrocchiale di san Giacomo e san Filippo, eretta nel 1389, conserva il campanile romanico, affreschi del XVI secolo e un fonte battesimale del trecento.
Si prosegue, sempre sulla destra, verso Venasca-Sampéyre, percorrendo una valle detta "smeraldina", per la sua vegetazione. Da qui la strada sale, con una pendenza lieve ma costante, e si arriva ai 971 metri di Sampéyre. Il piccolo centro merita una sosta: siamo nelle terre dei marchesi di Saluzzo, che "sponsorizzarono" la costruzione e la decorazione di chiese e pievi lungo la valle. Qui si trova uno dei più famosi santuari del Piemonte, quello della Madonna Nera di Becetto, edificato nel 1200 e ancora oggi meta di pellegrinaggi. Nel comune di Sampeyre, come in tutta la valle Varaita, si parla ancora correntemente la lingua occitana. Tra le feste legate a questa cultura c'è "lou chanto viol" (o "lu cianto viol") una manifestazione di musica popolare che si tiene l'ultima domenica di agosto. Ogni cinque anni si organizza invece la "baìo", rievocazione storica della cacciata dei saraceni dalla valle.
Proseguendo, passate le frazioni di Rabioux e Castello, si corre lungo il lago artificiale di Castello, che origina da una diga, e si sale fino ai 1610 metri di Pontechianale, circondata da cime oltre i 3mila metri e pascoli. È un luogo di villeggiatura frequentato sia d'estate sia d'inverno, ideale soprattutto per gli appassionati dello sci: dalle vallate (per esempio il vallone di Soustra o quello di Vallanta) si accede a piste in alta quota, ben soleggiate e panoramiche, e a cime notevoli come il Monviso. Chianale ha il piccolo centro, diviso dal torrente Varaita: a tenere uniti i due nuclei, un ponticello in pietra, in corrispondenza della piazzetta con fontana, il cuore del paese. Qui sorge l'antica chiesa di Sant'Antonio, fondata nel XIV secolo e utilizzata come Parrocchiale dal 1459 fino al 1600. All'interno è stato recentemente riportato alla luce un ciclo di affreschi del XV secolo. Chianale è il punto di partenza per escursioni a piedi verso i rifugi della zona.
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