Cassazione
ASSICURAZIONI VALIDE ANCHE IN ALCUNE AREE PRIVATE


Cassazione Il parcheggio coperto di un centro commerciale.

La terza sezione della Cassazione civile, con la sentenza n° 5111 ha sancito che la copertura assicurativa obbligatoria, la Rc auto, è operativa anche in aree di uso pubblico o a queste equiparate, come le stazioni di servizio.

Il botto al rifornimento. Questi i fatti. In seguito a un banale tamponamento avvenuto in un'area di servizio, l'assicurazione aveva negato l'indennizzo sostenendo che il suolo su cui era avvenuto l'incidente, essendo di proprietà privata, la sollevava dall'onere del risarcimento. In prima istanza i giudici avevano accolto questa tesi qualificando una stazione di servizio come "area privata". La Cassazione, invece, seguendo un orientamento ormai consolidato nella giurisprudenza, ha ribaltato questa interpretazione sostenendo che le zone destinate alla distribuzione del carburante, benché di proprietà privata, sono aperte a un numero indeterminato di persone e pertanto equiparabili in tutto e per tutto a un suolo pubblico. Stessa cosa per i parcheggi dei centri commerciali: in entrambi i casi, si applicano le norme del Codice della strada e quelle dell'assicurazione obbligatoria.

Aziendali da reddito. Questa non è la sola sentenza di rilievo: il mese scorso, il 29 aprile 2011, la Sezione tributaria della Cassazione, con la sentenza n° 9549, ha stabilito che l'accertamento induttivo a carico di un imprenditore, scaturito dall'uso di una vettura di grossa cilindrata, è legittimo anche se il veicolo è un bene strumentale dell'azienda. I giudici hanno ricordato che, ai sensi dell'art. 2 del Dpr n. 600/73, "in tema di accertamento dei redditi, la disponibilità in Italia o all'estero di autoveicoli, costituisce un elemento indicativo di capacità contributiva". In altre parole: l'uso di un'automobile di lusso per l'attività lavorativa è una presunzione di reddito, con la conseguenza che l'imprenditore deve dimostrare la provenienza del denaro necessario al mantenimento del veicolo.

Cosimo Murianni


© Riproduzione riservata

7 commenti



  1. Avatar utente
    Paolomariagallotti
    26 maggio 2011 alle 14:24

    In base a quale folle cavillo le assicurazioni non siano tenute a pagare per incidenti in aree private nessuno lo sa, ma mi chiedo chi in parlamento non abbia pensato da decenni a sanare simile follia. La guerra alle vetture grandi, comode e sicure? La mentalità pauperista dove ciò che è bello è "peccaminoso" ci perseguita da decenni. Provate a vedere in Germania: altro mondo, per fortuna loro....

  2. Avatar utente
    Vittorio.cajo
    26 maggio 2011 alle 14:46

    Basta con questo qualunquismo volutamente miope che giustifica anche l'illegalità pur di non sacrificare "un mercato già in crisi". Chi ha un'auto di gran lusso deve essere in grado di dimostrarne la giustificazione del possesso (e relativa capacità di sostenerne gli oneri elevatissimi). E se qualcuno non se la compra "per paura" vuol dire che ha qualcosa da nascondere. Semplice.

  3. Avatar utente
    Orango14
    26 maggio 2011 alle 15:05

    che il governo(???)per prima cosa tolga la pensione a vita ai politici dopo 3 o 5 anni di lavoro,ai poveri lavoratori 40 anni + 1 di attesa.Tolga da camera e senato TUTTI quei sottosegretari ecc. che NON SERVONO A NIENTE.Già questa sarebbe una manovra fiscale di risanamento valida.purtroppo Tutti i politici pensano solo a riempirsi le prorpie tasche,cercando di illudere il popolo ITALIANO

  4. Avatar utente
    7ville
    26 maggio 2011 alle 15:12

    Mi sembra corretta la sentenza circa la risarcibilità di incidenti in "luogo aperto al pubblico". Non mi è chiara la cosa relativa alle auto aziendali. Per quasi venti anni ho svolto attività commerciale, usufruendo di una auto aziendale. Per la quota parte di utilizzo privato mi venivano applicate dall'azienda delle ritenute specifiche. Perché avrei dovuto pagare anche per la part

  5. Avatar utente
    Antonio Belpietro | Brescia
    13 giugno 2011 alle 18:20

    più che altro, visto che l'indirizzo di Cassazione è ormai consolidato (come dice correttamente il testo dell'articolo) ci si chiede perché le corti territoriali se ne escano ancora con sentenze a favore delle Compagnie. ci si chiede. ppi magari ci si risponde, ma non ad alta voce ...