Caro carburanti
Scende il petrolio, ma non la benzina

Pubblicata il 22/08/2011 | tag: Caro carburanti


Il prezzo del petrolio, già in discesa nei giorni scorsi, ha fatto segnare quest'oggi ulteriori ribassi grazie soprattutto alle notizie che arrivano dalla Libia: i ribelli, infatti, starebbero conquistando il Paese e il regime di Gheddafi sembra che ormai abbia le ore contate. Nelle borse europee, il greggio viene scambiato nella giornata odierna a 81,44 dollari al barile, l'1,2% in meno rispetto ai giorni scorsi e quasi il 9% in meno dall'inizio dell'anno. La notizia, però, sembra non essere arrivata i petrolieri che come di consueto non adeguano tempestivamente i loro listini abbassando i prezzi alla pompa.

Balletti e responsabilità. Un "film" già visto, d'altra parte, con il solito balletto di accuse delle associazioni dei consumatori da una parte e la voce grossa delle istituzioni dall'altra che si alternano periodicamente senza che poi nulla cambi in concreto. Come da copione, infatti, è caduto nel vuoto l'invito di Paolo Romani, ministro per lo Sviluppo economico, che la settimana scorsa aveva chiesto ai petrolieri "un segnale di responsabilità verso i cittadini in un momento di crisi". Una richiesta sacrosanta, ma che ha anche del paradossale considerando la pioggia di accise sui carburanti decisa negli ultimi mesi proprio dal Governo (ben tre, due per sostenere la cultura e una per fronteggiare l'emergenza immigrati). La crisi economica rischia di rendere il clima torrido degli ultimi giorni ancora più incandescente e fa presagire a un autunno non privo di problemi.

216 euro in più all'anno. Nel 2010, quando il petrolio era scambiato ai livelli attuali - tra 81 e 84 dollari al barile - il prezzo della benzina era di circa 1,42 euro al litro. Come mai allora oggi la verde oscilla attorno a 1,60 euro? Se lo chiedono Adusbef e Federconsumatori, che definiscono la situazione "inaccettabile, soprattutto in una fase di grave crisi delle famiglie e del Paese. Ed è per questo che oltre alle denunce metteremo in campo tutte le iniziative di contrasto, politiche e legali". Secondo le associazioni di tutela dei consumatori, ogni pieno costa in media sull'automobilista nove euro in più, pari a 216 euro all'anno. Un quadro della situazione ancor più chiaro e allarmante viene fornito da un'indagine del Centro studi Promotor. Secondo l'analisi, nel primo semestre di quest'anno gli italiani hanno speso per i carburanti da autotrazione 30,7 miliardi di euro, ovvero 3,9 miliardi in più rispetto ai primi sei mesi del 2010. "Di questa imponente spesa alla pompa - spiega una nota il centro studi - ben 15,1 miliardi sono andati al fisco, che ha incamerato dai consumi di benzina e gasolio 669 milioni in più rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente". Una situazione che certamente non può favorire la propensione all'acquisto di auto nuove.

Prezzi medi alla pompa. Sul territorio nazionale quest'oggi i prezzi medi della benzina in modalità servito variano da 1,604 euro al litro degli impianti Esso a 1,613  euro al litro della Tamoil, mentre quelli del gasolio vanno da 1,482 euro al litro sempre della Esso a 1,496 della Tamoil (fonte Quotidiano Energia).  Un risparmio fino a dieci centesimi al litro viene offerto da alcune compagnie negli orari notturni in modalità self-service, mentre rivolgendosi alle cosiddette no-logo si possono risparmiare fino a 12-15 centesimi al litro.

Roberto Barone


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23 commenti



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    Carlo Broglia | Milano
    22 agosto 2011 alle 22:31

    Domanda e offerta. Finche' gli italiani continuano a comprare benzina a questi prezzi, le compagnie petrolifere terranno i prezzi alti. Il governo fa finta di lamentarsi, ma dato che le tasse sono una percentuale sul prezzo del carburante, non ha un vero motivo per intervenire. I consumatori, oltre a lamentarsi, dovrebbero iniziare una seria riduzione dei consumi.

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    Salvatore Celestino | Bronte
    22 agosto 2011 alle 22:42

    sono davvero allibito, siamo nella m***a fino al collo, pieni di tasse insulte che servono solo a svuotarci le tasche, ma NESSUNO fa qualcosa, ma dico io, i politici, non dovrebbero gestire, capire i problemi, aiutare la popolazione? Signori, questi ci stanno solo fregando i soldi, al pari dei petrolieri! Facciamo qualcosa!!!! quattroruote, fa qualcosa!

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    Gaetano De prizio | Reggiolo
    23 agosto 2011 alle 17:16

    Con questo Governo di menefreghisti, le cose non cambieranno mai... L'attuale classe politica è collusa con la peggior imprenditoria scorretta e ladra.... Che pena, loro e gli italiani che li hanno votati....

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    Renato Varisco | Agrate brianza
    24 agosto 2011 alle 00:01

    Tirare troppo la corda NON conviene a nessuno, governo, petrolieri e produttori in primis. Diamo una accelerata alle auto elettriche, sperando che poi i nostri S-governanti, col loro proverbiale ingegno, NON inventino altre accise. Magari sulla spedizione dei mille, o solle crociate in terrasanta.....

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    Carlo Broglia | Milano
    25 agosto 2011 alle 16:28

    L'idea di ridurre drasticamente il consumo di benzina mi piace. Molto Colpirebbe le case petrolifere, le tasse e soprattutto i paesi produttori di petrolio che, nella maggior parte dei casi (Arabia Saudita, Iran, Libia...) sono dittature in cui i soldi del petrolio restano beneficio di pochi, se non addirittura girati a terroristi.

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    Ambrogio Gatti | Triuggio
    25 agosto 2011 alle 09:55

    Le tasse sui combustibili sono indispensabili per lo Stato, altrimenti come pagheremmo le pensioni a chi ha lavorato solo 15 anni, agli invalidi in perfetta salute, come mantenere le migliaia di posti di lavoro statali assolutamente improduttivi, come mantenere 950 parlamentari ed i loro privilegi (es. il capo dello Stato ha 35 auto blu ed una quarantina di autisti a sua esclusiva disposizione) ?