Baja 1000
Battaglia tra la polvere

Pubblicata il 21/11/2011


Baja 1000 Il Ford F-150 dei vincitori della Baja 1000 2011, Scott e Andy McMillin.
Baja 1000

Si è conclusa a Ensenada la 44° edizione della Baja 1000: a tagliare il traguardo per primo in una nuvola di polvere è stato l'equipaggio degli statunitensi Norman, Cody e Holladay, che ha coperto il tracciato di 705 miglia (1128 km) in 14 ore 14 minuti e 25" su una moto Honda CRF450X alla velocità di 49.1 miglia orarie (ovvero 78,5 km orari, una media altissima per chi corre tra rocce e sabbia). Tra le auto, i primi all'arrivo sono stati Scott e Andy McMillin, padre e figlio, veterani di queste gare, che con il loro pick-up Ford F-150 hanno compiuto l'impresa in 14 ore 51 minuti e 36".

Gara durissima. Anche quest'anno la gara si è confermata durissima e selettiva: dei 278 team presenti alla partenza solo 155 sono arrivati al traguardo. Tra le curiosità e le tante classifiche di classe, spicca l'impresa di Justin Davis, 18enne californiano che ha corso da solo nella categoria Unlimited, con la sua Chevrolet a ruote scoperte, arrivando primo di classe e sesto assoluto, ma anche la performance di Viry Felix, giovane pilota messicana specializzata in off road, che con il suo buggy Volkswagen si è piazzata prima nella categoria Sportsman 4x4.

Tradito da una cinghia. "Il paraplegico ha retto benissimo, il quad si è rotto". C'è un mix d'ironia e amarezza nelle parole di Nicola Dutto, 41 anni, cuneese, che da Ensenada racconta come si è interrotta la sua gara. "La cinghia del variatore è andata k.o. dopo 200 miglia, quando ero in terza posizione nella mia classe. Un gran peccato". Resta la soddisfazione di esserci stato, a poco più di un anno dal terribile incidente che lo ha costretto su una carrozzina proprio mentre si preparava ad affrontare la Baja 1000 del 2010 con la sua moto. Ma passata l'amarezza per il ritiro, si fanno largo le emozioni e i ricordi di quella prima parte di gara. "Quelle 200 miglia fatte di filato hanno avuto un sapore speciale", racconta Nicola, "e la notte passata nel buio assoluto del deserto, in attesa di essere recuperato dalla squadra, è stata impagabile: una di quelle situazioni che ricordi per tutta la vita". L.C.


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