Indycar
È morto Dan Wheldon [video]
- 8 Commenti
- 2 Preferite
Doveva essere il giorno della grande sfida per il titolo dell'Indycar tra Dario Franchitti e Will Power, invece purtroppo verrà ricordato come quello della prematura scomparsa di Dan Wheldon. Ieri, a Las Vegas, il due volte vincitore della 500 Miglia di Indianapolis (la seconda ottenuta proprio quest'anno) ha perso la vita a causa delle ferite riportate in una maxi-carambola che ha visto coinvolte la bellezza di 15 monoposto.
Impatto con le protezioni. Quella del 33enne è stata l'ultima ad entrare nel groviglio di vetture ed è decollata sopra a quella di Charlie Kimball. L'angolo di impatto con le protezioni non gli ha lasciato scampo: la Dallara della Sam Schmidt Motorsports si è schiantata con la parte superiore sul muretto esterno e il roll bar non ha resistito alla forza dell'urto.
Anche il trasferimento all'University Medical Center di Las Vegas si è rivelato vano, ma fin da subito è stato chiaro quanto la situazione fosse drammatica. Pochi minuti più tardi, infatti, è arrivata la notizia ufficiale della sua morte. Campione della serie statunitense nel 2005, il pilota britannico lascia la moglie Susie e due figli piccoli, Sebastian ed Oliver, di appena 3 anni e 7 mesi.
Gli altri piloti. Nell'incidente sono rimasti lievemente feriti anche altri tre piloti: Will Power, che si temeva potesse avere riportato delle lesioni alla schiena, è già stato dimesso dall'ospedale. Pippa Mann e JR Hildebrand invece dovranno passare un'altra notte in osservazione, anche se solamente a scopo precauzionale. Da sottolineare il bel gesto che i colleghi hanno rivolto a Wheldon, decidendo di non proseguire la corsa, ma di completare cinque giri in parata in suo onore. Per una volta anche il mondo del motorsport non se l'è sentita di dire: "the show must go on"...

Per quanto possano essere sicure le vetture Indy (Dallara è una garanzia), i rischi dovuti agli ovali sono maggiori rispetto ad altri tracciati, basta poco per innescare botti paurosi. Gli incidenti mortali sono più frequenti che in altre categorie. Dispiace per Wheldon, con 2 figli piccoli. La vittoria fortunosa a Indianapolis di quest'anno è stata molto malripagata.
Hai ragione, per una botta del genere ci sarebbe voluta la corazza di un carrarmato perché resistesse... il rischio maggiore, tuttavia, viene dalla velocità: andando a 300 km/h di media (e anche di più), ogni contatto è moltiplicato negli effetti, e mi sa che c'è poco che puoi fare in quei momenti... comunque una scena terrificante, R.I.P. DAN.
Se fossi in Jean Alesi ci ripenserei: le corse negli ovali sono per specialisti e difficilmente perdonano gli errori, vedi cosa accadde a Nelson Piquet o al nostro Alex Zanardi.
Beh, a dire il vero il nostro Zanardi ci correva dal '96 negli ovali, vincendo ben 2 titoli. Non si può proprio dire fosse un novellino....concordo però con te, fossi Alesi lascierei perdere.
Sì chiaro, nel caso di Alex era per rimarcare ogni contatto a quelle velocità diventa tragico...
Eh no, con il tuo nick non puoi scrivere questo. Mansell andò nella Indycar perdendo una 500 miglia di Indianapolis ad una ripartenza (per inesperienza) e portandosi a casa il campionato. I piloti corrono perchè è il loro essere piloti che glielo fa fare. Se Jean si sente di correre ad Indy non lo biasimo, anzi, complimenti Jean!!!
Le corse americane sono delle vere e proprie pagliacciate...che provocano molti piu morti che le europee
Onore a Dan Wheldon!!!