Taxi in Europa
A Roma la "maglia nera"
È un quadro tutt'altro che confortante quello che emerge da un'inchiesta condotta dai vari Automobile Club europei nell'ambito del programma internazionale EuroTest, che ha lo scopo di verificare l'efficienza del servizio taxi.
Nessuna al top. Deviazioni lunghe e costose, limiti di velocità non rispettati, passaggi col rosso, imprecazioni contro il traffico: nessuna delle 22 città nelle quali è stata effettuata l'inchiesta ha ricevuto il punteggio "Molto buono". Ci sono state sette "Buono", fra cui Barcellona, Berlino, Parigi e Milano, otto "Sufficiente", fra le quali Salisburgo, Bruxelles, Ginevra, Zurigo, e sei "Insoddisfacente" tra cui Amsterdam, Madrid, Praga e Roma. Una sola, infine, è risultata "Scarsa": Lubiana, in Slovenia.
Fra le principali criticità individuate, spiccano la difficoltà nel comunicare in inglese con i tassisti, di cui molti non accettano il pagamento con carta di credito, l'accompagnamento in destinazioni sbagliate (o, in alcuni casi, i passeggeri sono stati fatti scendere troppo lontani dal posto richiesto), l'incapacità di fornire informazioni utili sui punti d'interesse, pulizia e ordine carenti e scarsa trasparenza in merito alle tariffe o all'identificativo di autista e Compagnia.
Roma: la corsa peggiore. "Un servizio di taxi efficiente e di qualità - ha dichiarato il presidente dell'Aci, Enrico Gelpi - è una componente essenziale per lo sviluppo della mobilità urbana del terzo millennio. Per questo occorre investire, in particolare, nella formazione specifica per i conducenti". Per la cronaca, la miglior corsa singola si è svolta a Barcellona (dall'aeroporto alla stazione ferroviaria principale), mentre la peggiore è avvenuta a Roma (dalla stazione Termini alla Fiera). Il conducente ha perso la strada due volte, ha richiesto 69 euro invece dei 62,90 euro indicati sul tassametro; nn prezzo, fra l'altro, più alto rispetto ai circa 50 euro indicati sul listino del taxi per il percorso diretto. Inoltre, l'auto in questione era priva di aria condizionata, aveva un finestrino rotto e fazzoletti di carta usati sparsi per l'abitacolo.
Alessandro Carcano

Qualsiasi studente fuori sede con un auto potrebbe racimolare dei soldini nel fine settimana, per i suoi studi o quant'altro. Licenza ben in vista sul cruscotto, controllabile da parte delle forze dell'ordine on-line sul pagamento della tassa forfettaria giornaliera dovuta. Lo stato incassa, noi abbiamo meno morti sulle strade e meno evasori fiscali su macchine bianche!
Adriano, tu lo sai che non sono tutti come te vero? Se lo sai questo mi basta. Il fatto che tu sia onesto non vuol dire che lo siano gli altri! E purtroppo gli ALTRI sono troppi.
Beppe io lo so perfettamente, spesso e volentieri me lo fanno notare i clienti. ciò su cui vorrei posare l'attenzione sono pochi semplici concetti: -parte dell'evasione potrebbe essere eliminabile con strumenti statali, eppure non lo fanno -non ci si arricchisce come si può pensare facendo le cose in regola. se ci fosse una liberalizzazione totale l'evasione aumenterebbe e i posti di lavoro
Si sa che questi test, se non a scopo meramente dimostrativo, sono inutili e inapplicabili alla realtà per il semplice fatto che, durante un viaggio in taxi, le variabili che incidono sull'esperienza sono praticamente infinite.
Non c'è niente di vero! Ero a Roma con i miei cugini francesi ed erano stupefatti dal sistema di gestione dei taxi di Roma, che chiamati dall'albergo o dal ristorante o dal cell. arrivano nel tempo indicato e comunque sempre in pochi minuti. Validi anche i servizi di noleggio con conducente. Ma chi fa queste inchieste? Viaggia? Ma avete mai preso i taxi a Parigi, Londra o Praga?
semmai tutto il contrario! ho preso taxi in tutto il mondo, e credimi che nessun posto è peggio di roma! chiami il taxi e stai ore al telefono per trovarne uno, se lo trovi non è detto che arrivi e se arriva non sai se ti porta a destinazione.... è una vergogna! questo settore andrebbe totalmente liberalizzato,altro che notai e farmacie!!!
le licenze taxi sono cedute a carissimo prezzo anche se la (quasi) totalità dei taxisti giura (e dichiara al fisco) di guadagnare a malapena da vivere. a me pare, allora, che ci sia molto "nero" il che spiega l'avversione dei taxisti per ogni possibile liberalizzazione ...
Infatti nelle grandi citta' una licenza non la trovi a meno di 180/200000 euro.Mi chiedo ma chi e' cosi' stupido investire tali cifre per lavorare 12 ore al giorno per soli 1200 euro al mese?Condivido il pensiero dell'amico tassista che dice che basterebbe mettere un tassametro/registratore cassa.Lo proponga ai suoi colleghi che, proprio perche' non evasori,l'hanno sempre osteggiato.Saluti.