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Porsche GT2

LA PIÙ 911 DI TUTTE

Pubblicata il 11/01/2008
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Se in pista, la 911 definitiva è e resta la GT3 RS, la GT2, con un telaio appena meno racing, una sessantina di chili in più, (e soprattutto) una quantità di cavalli che mai s'erano visti su una 911, non è poi tanto meno corsaiola. II boxer, di base, è quello della Turbo, che, con opportune modifiche all'aspirazione e due turbine ancora più grosse, guadagna cinquanta cavalli. In totale diventano 530, quanto basta per renderla ufficialmente la 911 più potente mai prodotta.

Già al minimo, il flat six ha una tonalità un po' diversa dal solito, più rauca e decisa, che sembra un indizio e una conferma allo stesso tempo: tutti questi cavalli saranno più scorbutici di quelli di una Turbo. Sarebbe logico, quasi sottinteso. E invece no, anzi. Il ritardo di risposta delle turbine è persino meno evidente: sul far dei 2200 giri sono già sveglie e poco dopo soffiano a pieni polmoni, trasformando la GT2 nella fionda più costosa e appagante della storia.

La determinazione con la quale l'ago del contagiri cerca di raggiungere la zona rossa è entusiasmante e il cambio, manuale e soltanto manuale, si rivela un ottimo alleato: la leva è più maschia del solito, richiede un polso più deciso rispetto alle sorelle minori, ma la precisione e la velocità degli innesti sono quelli tipicamente Porsche.

Saranno pure discorsi un po' da bar, ma, in tutto questo, anche il tachimetro fa una certa impressione: quando già indica andature possibili soltanto sulle autobahn tedesche, basta affondare il piede destro per vederlo raggiungere, con la nonchalanche di quello di una moto sportiva, i numeri che cominciano per 3.

Curva dopo curva, rettilineo dopo rettilineo, la situazione diventa sempre più chiara e, in quattr'e quattr'otto, la GT2 ti conquista. Pur con l'aiuto delle Michelin semi-slick, 530 cavalli tutti sul retrotreno non sono mai uno scherzo, non possono esserlo, ma i passi avanti sono evidenti: rispetto alla precedente su base 996, la GT2 diventata più sincera, meno brutale. Più facile, verrebbe da dire, e non per la presenza del controllo elettronico della stabilità, un oggetto che sulla GT2 proprio non s'era mai visto. Un segno dei tempi, un dettaglio che rende un pochino più normale un'auto che tutto è tranne che normale.
 
E il riferimento non è puramente alle intrinseche (e straordinarie) qualità stradali, ma anche alla versatilità di questa Porsche, capace di chiudere un giro del vecchio Nürburgring in sette minuti e 32 secondi (d'accordo, al volante c'era Walter Röhrl, mica uno qualsiasi) o di accompagnarvi in ufficio tutte le mattine senza fare la benché minima piega. Tutto con la stessa naturalezza.


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I commenti dei navigatori


Eccezionale, come le sue rivali - manabeast333 (05/04/2008 h. 13.12 )
La GT2 è un'auto molto speciale, che richiede di ricalibrare il senso della velocità ...

..sembra di essere al bar - vmax63 (22/03/2008 h. 10.56 )
ho avuto diverse porsche ed alcune ferrari. sono entrambe macchine fantastiche con ...

Interni da mutilitaria - kyrios (11/02/2008 h. 11.16 )
Il cruscotto e gli interni sono tipicamente teutonici, minimali ed essenziali, assemblati ...

Nulla da dire.. ma viva le italiane - ale280 (22/01/2008 h. 19.10 )
Se passa una porsche la noto e come!! ma se passa una ferrari o una lamborghini, ...

X porsche the best - linor.8 (21/01/2008 h. 08.55 )
La Ferrari non ha storia? Non ci posso credere che si dicono ...


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