A VOLTE RITORNANO
Mini "One" e "Cooper"

Alla fine, della "Mini", quella originale, è rimasta solo l'idea. BMW ha mantenuto la promessa fatta circa quattro anni fa e ha realizzato un'automobile carica di personalità, diversa da tutte le altre e che certamente non faticherà a trovare entusiastici consensi da parte degli automobilisti. I quali, forse, s'accontenteranno di sapere, a prescindere dalle prestazioni, che la Mini è, in fondo, un prodotto tedesco e perciò degno di attenzione (anche se abbiamo riscontrato qualche bizzarria anglosassone, come il complicato meccanismo di ribaltamento dei sedili anteriori o certi particolari, per lo più nascosti, di finitura).

Dettagli, comunque, che di fronte al risultato complessivo non compromettono la sostanza della Mini. E men che meno scalfiscono l'inossidabile immagine di cittadina "chic" e un pochino snob che ha saputo magistralmente ereditare dalla vecchia "Mini" inglese. Su strada si sono rivelate piacevoli e facili da guidare: la "Cooper", equipaggiata con un "1600" da 85 kW-115 CV già Euro 4, è più brillante, vivace, mentre la "One", che ha lo stesso motore di 1.6 litri ma da 66 kW-90 CV soltanto, soffre un po' quando si forza l'andatura.

Da BMW, ovviamente, la dotazione di sicurezza: Abs e quattro airbag sono di serie, mentre il controllo dinamico della stabilità è proposto a un prezzo abbastanza contenuto, meno di un milione di lire. E dentro, come si "vive"? Si sta bene davanti, un po' meno dietro. Del resto, se si chiama Mini un motivo ci deve pur essere, no?