TROPPA GRINTA
Dodge Nitro 2.8 CRD

L'avete vista la pubblicità? Che botto. La personalità della Nitro è un po' tutta in quello spot dove basta dare contatto alla sport utility americana per far esplodere l'auto vicina, in panne e bisognosa di corrente.

Tutto va in questa direzione, compreso il look: un muso largo, squadrato, tutto "muscoli" e aggressività, e con una carica esplosiva alla nitroglicerina. E l'aerodinamica, i consumi, l'inquinamento? Sacrificati sull'altare di un look senza tanti compromessi.

Anche il "2800 CRD", già apprezzato su altri modelli di famiglia, di grinta ne ha da vendere. Con 177 CV e, soprattutto, 460 Nm di coppia (410 la versione a cambio manuale) il quattro cilindri common rail ha un buon temperamento. Spinge sempre con una certa vivacità, anche a basso regime, ed è sfruttabile in un ampio campo di funzionamento.

A confermarlo ci sono le brillanti prestazioni misurate dal nostro Centro prove ("0-100" in 10,8 secondi e "70-120" in meno di 10), ma soprattutto la piacevole sensazione di trovarsi al volante di una vettura disinvolta, pronta a recepire le sollecitazioni dell'acceleratore, specie in ripresa, complice il cambio automatico e nonostante l'handicap di una massa rilevante: quasi cento chilogrammi oltre il "peso forma" delle concorrenti più leggere.

In curva la Nitro si corica parecchio e, al limite, sottosterza ma dà sempre una certa confidenza al conducente, che ne avverte subito l'affidabilità e non si aspetta reazioni imprevedibili, nemmeno nelle manovre più critiche, dove comunque può sempre contare sull'intervento deciso, anche troppo marcato, del controllo di stabilità, tra le cui funzioni comprende anche un sistema antiribaltamento (Electronic Rollover Mitigation). Il tocco finale è assicurato dal cambio automatico, proposto in alternativa alla versione manuale, un cinque marce in buon accordo col motore.

La Nitro non ha particolari ambizioni in fuoristrada, specie la nostra versione "R/T", svantaggiata dall'aggiunta del vistoso spoiler anteriore. Del resto non è attrezzata per i terreni più insidiosi. Priva dei blocchi dei differenziali, delle marce ridotte e degli altri dispositivi utili a muoversi in condizioni difficili, può contare soltanto sul sistema di trazione integrale più semplice e meno versatile, quello che prevede l'inserimento (con un comando elettrico) di un collegamento rigido tra avantreno e retrotreno. Da disinserirsi appena superato l'ostacolo impegnativo o il terreno difficile o, comunque, appena si ritorna sull'asfalto.

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