Evoluzione lenta
Great Wall Hover 5

Rieccoli. I cinesi della Great Wall ci riprovano con la Hover 5. Malgrado il nuovo "abito", senz?altro più accattivante, e nonostante tutte le novità introdotte, è mancato quel salto qualitativo che sarebbe stato lecito aspettarsi a quasi cinque anni dal debutto italiano. Così hanno provato a puntare sul prezzo, ma bisogna fare bene i conti: se è vero che il modello base a due ruote motrici costa poco più di 18.000 euro, per il nostro esemplare a quattro ruote motrici con impianto Gpl ce ne vogliono almeno 24.000.

Caratteristiche. Non fatevi ingannare dalle apparenze: il "vestito" è quello di una moderna sport utility, ma sotto la carrozzeria c?è una fuoristrada classica, persino un po? datata. Le persone di bassa e media statura non hanno problemi a sistemarsi al volante, mentre i più alti potrebbero essere costretti ad assumere posture sacrificate, sebbene il sedile sia dotato di comode regolazioni elettriche, anche in altezza, e sia possibile variare l?inclinazione del volante. Chi guida ha davanti a sé un quadro strumenti semplice semplice e con una dotazione essenziale, ma di facile lettura. Sulla consolle spicca il grande display con cui può gestire l?impianto audio e visualizzare le immagini della telecamera posteriore: un aiuto importante in manovra, ma non fondamentale per valutare ingombri e distanze.

Interni. Anche l?abitacolo fa una certa scena, ma non è tutto oro quello che luccica. Plastiche rigide e lucide, accostamenti estetici approssimativi, imprecisioni nel montaggio, soluzioni tecniche superate. I sedili sono rivestiti di pelle robusta, ma non particolarmente pregiata: sono ampi, ma duri come quelli delle utilitarie di qualche anno fa. Insomma, un abitacolo in chiaroscuro, con tante ombre e qualche luce, e non privo di alcune curiose contraddizioni. Come i sedili riscaldabili e la regolazione in altezza delle cinture, di serie, che contrastano con la maniglia che il passeggero utilizza per la regolazione dell?escursione longitudinale del suo sedile: un tondino di ferro verniciato e piegato su cui è stato infilato un tubetto di plastica trasparente. Quanto a spazio, invece, non ci si può lamentare. Generosa anche la capacità del bagagliaio, oltre 400 litri, per nulla penalizzato dalla presenza della bombola del Gpl (70 litri).

Prestazioni. Una punta massima di 165 km/h, uno scatto, si fa per dire, da 0 a 100 km/h in oltre 15 secondi: chiedere di più a questo 4 cilindri 2.400 con la potenza di un moderno 1.600 sarebbe troppo. E va anche peggio quando si seleziona l?alimentazione a Gpl. Da segnalare, infine, la fatica della frizione a sopportare le accelerazioni più decise: a freddo, slitta vistosamente. Per quanto riguarda i consumi, la Hover 5 è tanto assetata, troppo se consideriamo le prestazioni. Le percorrenze sono molto basse, soprattutto in città, dov?è difficile fare più di 6-7 chilometri con un litro di benzina. E, comunque, le medie generali non superano mai gli 8. Si fa poi ancora meno strada passando al Gpl, che ha una resa inferiore di circa il 30%, ampiamente compensata, però, dal minor costo del carburante.

Come va. Lo sterzo è lento ed evanescente: si fa davvero fatica a seguire le traiettorie senza ricorrere a continue correzioni e non si ha mai il giusto feedback. E a correre in aiuto nelle manovre d'emergenza non c?è nemmeno l?Esp. Il cambio fa quello che può. La modesta coppia costringe a farne largo impiego, enfatizzando così la scarsa manovrabilità nella selezione veloce delle marce. Ma il vero tallone d?Achille della Hover 5 è la frenata. Lunghissima a freddo e sull?asciutto, sul bagnato e i fondi a bassa aderenza in genere diventa poco gestibile. Per non parlare della resistenza alla fatica: dopo qualche frenata a pieno carico il pedale va giù e gli spazi d?arresto crescono in modo preoccupante. Tanto che non è stato possibile completare il nostro abituale test, perché all?ottava staccata l?impianto si è arreso, costringendo il collaudatore a sospendere la prova per evitare di mandare arrosto le pastiglie. In compenso, la Hover 5 mostra di sopportare con buona disinvoltura le sollecitazioni imposte dall?impiego in fuoristrada. Il robusto telaio, le sospensioni abbondantemente dimensionate, la trazione integrale e le marce ridotte aiutano nei passaggi più accidentati.

Confort. Per quanto riguarda il confort, infine, il ponte posteriore trasferisce parecchie sollecitazioni, ma il disturbo è più che sopportabile per gli occupanti. Migliorabile, invece, l?insonorizzazione dell?abitacolo: già a 100 all?ora il livello dei decibel è piuttosto alto.

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