La nostra prova su strada
Mini Cooper S Coupé

C?è tanto da raccontare sulla Mini Coupé, ennesimo capitolo della marca, rilanciata una decina di anni fa dalla BMW. Dopo il re-make della berlinetta, la Clubman e la 4x4 Countryman, la Coupé riesce ancora una volta a stupire. Destinata a diventare l?oggetto del desiderio per chi voglia fare colpo sugli amici e possa permettersi un assegno da oltre 30.000 euro, questa Mini non delude di certo: col 1.600 turbo da 184 CV e l?assetto da kart, è una vettura unica nel suo genere. La sua vera rivale, alla fine, è la Cooper S normale. Che, per certi aspetti, va meglio.

Caratteristiche. Dentro, a parte il montante che viene addosso al guidatore, sottraendo visibilità nelle curve a sinistra, si ritrova esattamente quel che s?è lasciato sulla Cooper S berlina. Dall'altezza da terra alla plancia, con l?enorme tachimetrone sempre lì al centro, anche se la sua funzione è stata stravolta, con la lancetta ?scomparsa? sul bordo e tutta la parte centrale destinata al display del navigatore. Stile e qualità, come da tradizione, danno vita a un risultato unico, con tanto di levette cromate, pelle su volante e cambio e plastiche morbide al tatto, senza dimenticare le luci di atmosfera e il pomello multifunzione sul tunnel che sa molto di iDrive della BMW. Se già la Mini berlina offriva un?accessibilità posteriore critica e misure insufficienti per due adulti, qui senza troppi rimpianti è stato tolto il divano. Si guadagnano centimetri dietro ai sedili e un bagagliaio degno di questo nome, con ben 302 litri di capienza. Il grande portellone è un po? pesante da sollevare, ma comodo se si maneggiano oggetti ingombranti.

Prestazioni e consumi. Va di più della berlina? Risposta: no. Sulla nostra pista i numeri ottenuti dalla Coupé sembrano fotocopiati (vedi Quattroruote di giugno 2010, nella prova-confronto con MiTo e DS3). Balla solo qualche decimo, imputabile a troppe variabili. L?aerodinamica è migliore sulla Coupé, che però pesa 36 kg in più rispetto alla berlina, per un totale di 1.330 kg. In ogni caso, la Mini Cooper S Coupé diverte come poche automobili: il suo quattro cilindri turbo spinge fin dal basso e tra 4.000 e 6.400 giri tira fuori voce e cattiveria, senza farsi pregare, con tanto di spoiler che si solleva sopra gli 80 all?ora. Buona pure la ripresa in sesta. Anche per quanto riguarda i consumi la Cooper S Coupé stupisce, con una media di 11,7 km/litro. Difficile chiedere di meglio a un turbo da 184 CV capace di prestazioni di questo livello, merito della tecnologia, dal Valvetronic allo Start&Stop. E con la sesta piuttosto lunga ci si avvicina ai 13 km/litro persino viaggiando ai limiti autostradali.

Su strada. Avevano promesso un effetto kart ed è esattamente quello che si prova alla guida. Zero rollio, sterzo direttissimo, e in più quell?alettone teoricamente capace di aggiungere 40 kg di deportanza (in realtà la sua funzione è di evitare l?alleggerimento del retrotreno). Tutto perfetto e divertente, ma sul giro di pista non emergono sostanziali miglioramenti rispetto alla berlina. Qualche problema, poi, emerge nei test sul bagnato. Niente di grave grazie all'ESP, ma senza che qualcuno si metta in testa di poter fare a meno dell?elettronica: l?assetto così piatto e neutro della vettura, unito a uno sterzo diretto e difficile da calibrare, in condizioni limite rendono possibili sovrasterzi che soltanto un pilota esperto può controllare. Nonostante assetto e gommatura da 17 pollici, comunque, la Mini Coupé riesce ad assorbire con apprezzabile efficacia anche le peggiori asperità della strada: l?unico problema, casomai, è rappresentato da qualche cigolio di troppo e dall?insonorizzazione dell?abitacolo, con motore e rumori di rotolamento che penetrano nell'abitacolo senza essere granché filtrati. A pensarci bene, però, a chi piacerebbe una Mini Cooper S Coupé troppo addomesticata?