La nostra prova su strada
Fiat Panda 4x4 1.3 MJT

Sempre libera e pronta a tutto. Ma senza più quell'aria spartana ed essenziale tipica della prima serie del 1983. La Panda 4x4 è tornata, ed è un'altra cosa anche rispetto al modello del 2004, che ha sostituito. È diventata più macchina, gli ingombri sono cresciuti, ma la sua filosofia è stata soltanto aggiornata, con una maggior vocazione urbana e chic, pur mantenendo il lato avventuroso. Alla Fiat, infatti, hanno lavorato parecchio sulla dotazione elettronica per l'off-road, come sulla qualità degli interni: obiettivi, secondo noi, centrati. Due le motorizzazioni, il benzina Twin-Air di 0.9 litri da 85 CV e l'1.3 MJT da 75, entrambe dotate di Start&Stop. Noi qui ci concentriamo sulla diesel, abbinata al cambio manuale a cinque marce.

Caratteristiche. L'allestimento è unico (Climbing), la dotazione di serie adeguata (autoradio, climatizzatore manuale, fendinebbia, specchi regolabili elettricamente), ulteriormente completabile per quanto riguarda la modularità dei sedili. La qualità di base, la trazione integrale e il motore diesel fanno sì che il prezzo di listino ? 17.650 euro ? non sia proprio da utilitaria, ma più in linea con quello di un modello del segmento C. Il nostro esemplare, poi, con alcuni accessori, supera i 20.000 euro: non certo pochi, anche se qui si paga soprattutto la versatilità d'impiego. Il look, solido e deciso, si basa su un corpo vettura rialzato, sui passaruota pronunciati e sui paracolpi laterali che recano impresso il logo del modello; ma nella vista d'insieme incidono parecchio anche le protezioni più avvolgenti dedicate al frontale e alla coda.

Interni. Di buona fattura i sedili, abbastanza ampi e ben profilati, in tessuto e con inserti di eco-pelle che si ritrovano anche sui pannelli porta. Il volante e il pomello del cambio rivestiti di pelle (optional) offrono poi un tocco di classe e un bel feeling. In pratica, l'unica traccia della trazione integrale si ritrova nel tasto Eld (blocco elettronico del differenziale), posizionato davanti alla leva del cambio. I comandi si trovano facilmente, raggruppati come sono sulle razze e su "isole" in bella mostra sulla console. Alla base del mobiletto centrale si trova poi un nuovo vano portaoggetti, peraltro poco sfruttabile. Lo spazio disponibile non è cambiato in modo significativo, ma tutto è stato traslato verso l'alto di circa 5 cm, inclusa la posizione del guidatore rispetto al suolo e l'altezza della soglia di carico. Il quinto passeggero ? laddove previsto dalla relativa opzione visto che la Panda è omologata per quattro ? deve armarsi di santa pazienza, soprattutto nel caso di lunghe percorrenze. Invariata anche la cubatura del bagagliaio, che è di 206 litri, con forma del vano abbastanza sfruttabile, anche se non si può contare su una grande modularità, perché lo schienale del divano posteriore si reclina in un pezzo unico. La variante frazionata, il divano scorrevole e il sedile anteriore destro reclinabile a tavolino si pagano a parte.

Come va. La posizione di guida rialzata vale parte del biglietto. Perché esalta la già buona visibilità della vettura, caratterizzata da ampie superfici vetrate e montanti poco fastidiosi. L'agilità tipica della Panda si ritrova anche sulla 4x4, pur con la massa cresciuta di 110 chili a parità di motore. La guida rimane gradevole, alla portata di tutti, e anche nei percorsi misti, in montagna, non sfigura affatto. Le sospensioni sono state riviste per l'impiego fuoristradistico, così l'assetto risulta solido e, a volte, sull'asfalto ondulato tende un po' a "saltellare". Inoltre la reazione sugli ostacoli brevi è secca, e a farne maggiormente le spese sono i passeggeri che siedono dietro.

Confort di marcia. Il 1.300 si fa sentire anche a caldo e, nonostante l'abitacolo risulti ben isolato da rumori di rotolamento e fruscii, ruvidità e ticchettii del diesel sono una costante. Quest'unità offre una buona dose di brillantezza e muove la 4x4 senza fatica, anche se in autostrada bisogna fare i conti con una quinta corta. Il cambio ha una buona manovrabilità ed è affiancato da una frizione modulabile, che si apprezza nell'off-road: la rapportatura (un po' spaziata) rende la ripresa abbastanza convincente in quarta e quinta, a patto di mantenere il motore sopra i 1.500 giri. La prima corta torna molto utile lontano dall'asfalto, perché consente di togliersi d'impaccio in situazioni di forte pendenza e scarsa aderenza, anche se bisogna ripartire da fermi. Certo, qui la trazione integrale permanente è decisiva, ma anche i sistemi elettronici giocano una partita importante: l'Esp, infatti, è completo di funzione Eld, attivabile dal guidatore, che frena le ruote in perdita d'aderenza, trasferendo la coppia su quelle in presa. Per quanto riguarda i consumi, infine, si sfiorano addirittura i 18 chilometri al litro in città, con i 16 di media, mentre nella situazione più sfavorevole ? ossia l'autostrada ? resta appena sotto i 13. In questo modo passa in secondo piano anche il fatto che abbia un serbatoio da soli 35 litri.

In sintesi. A ogni passaggio, la Panda 4x4 ha saputo aggiornarsi. Da rude e tremendamente efficace, qual era la prima, a "borghese" e ben accessoriata. Ora ha compiuto un altro passo, diventando più grande e acquisendo un'aria più esclusiva, pur senza perdere di vista il suo obiettivo: la versatilità d'uso. Non si parla di percorsi estremi o troppo impegnativi, ma questa prova ha confermato la bontà della formula. Qualcosa, si sa, è sempre migliorabile: il diesel è un po' rumoroso e ai bassissimi giri ha poca coppia. Inoltre un divanetto un po' più sfruttabile non avrebbe guastato. Resta, in ogni caso, l'impressione di un'auto solida, ben fatta e simpatica, che asseconda al meglio il desiderio di uscire dagli schemi di tutti i giorni.



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Fernando Marinò
31 dicembre 2012
molto bella ma come dite voi stessi, 20mila euro per una panda sono decisamente troppi.
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alberto mosca
31 dicembre 2012
.........infatti preferisco la susuki suift 4x4 che costa molto meno ed è molto +macchina.....
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Federico Caobelli
31 dicembre 2012
verissimo. Anche se la versione in prova era anche arricchita di parecchi accessori e non è stato ovviamente calcolato un probabile sconto. Visto che già di base la dotazione è ottima, penso che sui 16000 una 4x4 la si possa portare a casa. Non pochi, ma il mezzo è valido.
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Dan C.
31 dicembre 2012
Credo che sia una questione di esigenza e necessità. La solita funzionalità della Panda abbinata alla trazione integrale regala parecchi vantaggi. Va paragonata più a un piccolo SUV che non al resto della gamma Panda. La Swift è un'ottima macchina ma dubito che possa regalare la stessa funzionalità fuori dalle strade asfaltate.
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mark x
31 dicembre 2012
peccato per la frenata lunga e per la tenuta di strada in curva (ha preso solo 2,5 stelle in accelerazione laterale)