La nostra prova su strada
Mercedes B 180 CDI Premium

Quello che, a prima vista, potrebbe sembrare un semplice restyling, in realtà è una delle più grandi rivoluzioni targate Mercedes degli ultimi anni. Ci sarà anche un pizzico di prosopopea nel proclama di Stoccarda, inevitabile quando gli «inventori dell?automobile» parlano di una loro creatura, però c?è molto di vero.

Corpo vettura. La Classe B, nata sei anni fa come Classe A allungata, ora è tutt?altra cosa. Pianale innovativo, che sarà presto condiviso da diversi modelli (persino dell?Infiniti), altri motori, nonostante le identiche sigle (il 180 CDI è davvero un milleotto, non più un due litri di potenza ridotta), plancia completamente riprogettata e tanta tecnologia per la sicurezza, ereditata dalla Classe C e dalle altre sorelle più grandi. Non cambiano in modo significativo, invece, l?abitabilità e, soprattutto, il prezzo: siamo sempre dalle parti dei 30.000 euro. Sulla Premium in prova, però, ci sono tanti dispositivi di serie, navigatore satellitare e fari bi-xeno compresi, tali da giustificare la spesa non esattamente da auto compatta. La Classe B si è allungata di una decina di centimetri (ora ne misura 436) e allo stesso tempo il nuovo pianale mostra un passo ridotto da 2,78 a 2,70 metri precisi; la larghezza rimane praticamente invariata (un solo centimetro in più), mentre l?altezza cala di ben cinque.

Interni. Salendo a bordo, si viene accolti da una plancia che è molto migliorata dal punto di vista della qualità e persino della sfarzosità rispetto alla vecchia Classe B. Quel che colpisce subito è il «tablet» apparentemente appoggiato in cima alla console. Simile a un iPad per aspetto e dimensioni (sette pollici), in realtà non è touch screen e non è nemmeno un vero computer, ma serve per le varie funzioni dell?auto, dal navigatore satellitare all?autoradio, e si manovra attraverso il manopolone del Comand, sul tunnel. Un autentico «pezzo» di Classe C, invece, è il volante, di pelle, a tre razze, con 12 tasti per utilizzare tutto, dal trip computer al Bluetooth, senza mollare la presa. Ora, rispetto alla versione precedente, è regolabile anche in profondità (di serie), cosicché trovare la posizione corretta è più facile. A proposito di posizione di guida: sulla nuova Classe B si sta più in basso di una decina di centimetri. E si guadagna persino spazio sopra la testa. Il posto guida è ampiamente regolabile, il sedile rifinito con ecopelle è comodo e ben profilato, il volante è inclinato il giusto e la leva del cambio, infine, è ben raggiungibile e manovrabile. Unica nota dolente, la scomoda posizione della presa Usb, in fondo al pozzetto centrale. Dietro lo spazio è abbondante e anche passeggeri di alta statura possono affrontare viaggi moderatamente lunghi. Però la seduta corta (e cortissima al centro) non offre un sostegno adeguato sotto le gambe e il divano non è scorrevole. La capienza del bagagliaio è di 357 litri.

Motore. Il quattro cilindri 1.8 non è altro che il noto 2.1 utilizzato longitudinalmente sulle berline più grandi, a trazione posteriore, ridotto di cilindrata e montato in senso trasversale. Le prime impressioni e le rilevazioni del nostro Centro Prove spazzano via ogni perplessità: lo 0-100 in 11,1 secondi e il chilometro da fermo in 32,6 garantiscono che si tratta di auto scattante. Buona pure la ripresa in sesta, indice di un propulsore pieno e omogeneo, capace di spingere anche dai bassi regimi. In attesa del nuovissimo cambio automatico 7G Dtc, a doppia frizione, il manuale a sei marce si dimostra un abbinamento del tutto azzeccato: dagli innesti rapidi e precisi, ben rapportato e con la sesta lunghissima (60 km/h a 1.000 giri/minuto).

Consumo. L'aerodinamica migliorata e il downsizing del turbodiesel hanno apportato evidenti benefici sul fronte del consumo: la media di 15,8 km con un litro di gasolio seppellisce il vecchio dato ? 13,7 km/l ? della B 200 CDI. I risultati migliori si ottengono sulle statali, a velocità costante, ma le percorrenze rimangono più che dignitose pure nel traffico cittadino, anche grazie al dispositivo Eco, cioè lo Start&Stop, che a ogni sosta spegne e riavvia il motore.

Su strada. L'allestimento Premium prevede di serie l'assetto sportivo. Non è solo questione di cerchi e pneumatici ribassati, ma proprio di taratura delle sospensioni. Risultato: è «piatta» e copia la strada in modo persino esagerato, per una monovolume. Ciò si traduce in ottimi risultati nei test di stabilità, dove si apprezzano la rapidità dello sterzo, la tenuta del retrotreno in tutte le condizioni, i corretti interventi dell?Esp.

Confort. Dopo quanto si è appena detto, non stupisce che la capacità di assorbimento delle asperità stradali sia un pochino limitata... La cosa riguarda soprattutto i posti dietro, dove si registrano scossoni forti, su gradini e tombini. Tra l?altro, le sospensioni risultano un po? rumorose sulle sconnessioni. Ci sono buone notizie, invece, sul fronte degli altri rumori, come il fruscio aerodinamico o la rombosità del motore. Quello che era un difetto piuttosto evidente della vecchia Classe B, cioè un confort acustico scarso, è stato risolto con una soddisfacente insonorizzazione dell?abitacolo.

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