La nostra prova su strada
Chevrolet Trax 1.7D

Fin dal suo debutto la Chevrolet Trax non ha nascosto il suo obiettivo: sottrarre consensi a protagoniste come la Nissan Juke o la Skoda Yeti. Senza dimenticare la Mokka, la consorella Opel, con la quale condivide moltissimi aspetti, tecnici e non. Rispetto a quest'ultima, peraltro, guardando ai listini non sembrerebbe proprio intenzionata a recitare la parte della più modesta: possono "ballare" alcune centinaia di euro, come nel caso della nostra 1.7D LT, che costa 450 euro meno di una Mokka equivalente (allestimento Cosmo, per essere precisi), ma non ci sono mai differenze che possano realmente spostare il baricentro della faccenda.

Caratteristiche. A bordo, poi, si ritrova la stessa sensazione di spaziosità, che viene puntualmente confermata dalle misure del nostro Centro prove: ai posti anteriori si sta bene, ma, in proporzione, il meglio è riservato a chi siede dietro, dove c'è un bel divanetto per nulla risicato e con spazio per la testa e le ginocchia. Come sulla Mokka si ha la stessa sensazione generale di "ben fatto", pur con una differenza: la sorella della Opel è un pochino più ricca, mentre la Trax bada meno alle apparenze e punta maggiormente sulla robustezza. Nel complesso, il risultato è comunque apprezzabile, anche se la sensazione finale è un pochino meno appagante, inutile negarlo. Del tutto diversa, invece, la strumentazione, che propone un classico contagiri analogico, sulla sinistra, accompagnato da un grande display che raccoglie tutte le altre informazioni. Al di là dell'originalità stilistica del quadro, all'atto pratico le grandi cifre del tachimetro e le tacche che indicano quanto gasolio c'è nel serbatoio si leggono bene, mentre le altre indicazioni pretendono un po' più di attenzione.

Come va. Il piacere di guida non è mai in cima ai motivi di acquisto di un'auto come questa e quindi, se la Trax non regala granché in termini di divertimento, in fondo non è un gran problema. Pur avendo lo stesso assetto della Mokka, però, la Trax è rigida, alle volte molto rigida sulle sconnessioni stradali. E in più il motore, soprattutto alle basse andature, si fa sentire senza mezzi termini, lasciando intuire che si tratta di un oggetto intrinsecamente poco silenzioso. Al di là di questo, il quattro cilindri 1.700 ha una piacevole gagliardia. Prende bene i giri, non ha mai il fiato corto e riesce a portarsi a spasso la tonnellata e mezza della Trax senza la minima difficoltà. I consumi riescono a rimanere contenuti in tutte le occasioni: alle andature autostradali, per esempio, sul filo dei 130 orari si percorrono oltre 14 chilometri con un litro, grazie anche a un cambio che non spicca per manovrabilità, ma che permette al motore di girare sempre "basso", migliorando la situazione anche dal punto di vista acustico.

In sintesi. Sono lontani i tempi in cui le sport utility erano (soltanto) grandi e grosse, e rappresentavano la quintessenza della scorrettezza sociale e dell'arroganza su quattro ruote. Ci sono voluti molti anni, ma da un po' sono arrivate ad avere anche dimensioni e prezzi paragonabili a quelle di una qualsiasi automobile e sono pian piano riuscite a convincere tutti delle loro buone qualità. Un discorso che vale anche per questa Chevrolet, la quale racchiude una bella quantità di spazio per i passeggeri e un bagagliaio non enorme, ma adeguato. Certo, un motore più silenzioso e un assetto meno rigido sarebbero stati i benvenuti, e lo stesso vale per qualche finitura un po' più accurata, ma si può chiudere un occhio, perché la Trax ricambia con buone prestazioni e consumi che non raggiungono mai livelli preoccupanti.

© Riproduzione riservata
avatar
stefano cervi
16 luglio 2013
Nn commento il vecchio diesel ormai da pensionare.pero' sapere che è così rigida nn è un bel pro secondo me. Visto che come dice 4R nn è che sia un'auto divertente almeno fosse confortevole! Cmq a mio personale giudizio trovo più carina esteticamente l'Opel così come gli interni molto più appaganti sulla Mokka
avatar
Silvano Fre'
16 luglio 2013
tutto sommato è molto meglio Opel Mokka, pur costruita come questa Trax in corea, la Mokka mi sembra più rifinita e consone ai gusti europei in quei pochi particolari che differenziano le due "gemelle".
avatar
Stefano Mor
16 luglio 2013
Come esterni è soggettivo in alcune viste preferisco opel in altre chevy, si entrambe produzione coreana ma confrontante come interni trax risulta molto più povera e meno finita nei particolari....poi quella esposta a geneve era assemblata malissimo (magari era un pre-serie), poi tra l'altro i prezzi sono simili tra le 2 sorelle
avatar
Diego Favareto
16 luglio 2013
Gli interni della Mokka sono incontestabilmente migliori. Unico neo, comune a tutte le attuali Opel, l'affollamento di tasti sulla console. In questo la Traxx è più pratica.
Comunque meglio auto come C3 Picasso, B-max, 500L e compagnia... più pratiche, più modulabili, più leggere, e per la Picasso più compattezza a parità di spazio sfruttabile.
avatar
Danny Wilde
16 luglio 2013
è quel muso così abnorme ed alto e proboscidoso che fa sentire le turbo mamme forti ed imbattibili, quando occupano le strade all'uscita delle scuole. dico solo che una bella donna non credo che comprerà questo mezzo. se desidera un mini suv, va sulla Captur, che conserva una qualche finezza. Ci vorrebbe una MicroEvoque. Sono sconsolato.