La nostra prova su strada
Hyundai i10

La nuova Hyundai i10 nasce in Europa ed è prodotta Turchia, dov'è stato ampliato uno stabilimento supertecnologico da 200.000 vetture l'anno. Le concorrenti con cui dovrà vedersela per ritagliarsi uno spazio tra le citycar, sono la Panda (che resta il modello di riferimento), la Picanto (la cugina col marchio Kia), la Chevrolet Spark e, soprattutto, la Volkswagen up!, la solita nemica tedesca nell'ennesimo scontro a distanza Seul-Wolfsburg.

Com'è fatta. Lunga 367 cm (8 in più dell'i10 uscente), allargata e abbassata (di 7 e 5 cm), la nuova Hyundai si presenta bene, più slanciata e con linee profondamente riviste. Apprezzate le linee, equilibrate e piacevoli persino con "ruotine" da appena 14 pollici, e preso nota di dettagli sfiziosi come i Led per le luci diurne, si scopre che il vero balzo, in termini di qualità percepita, è nell'abitacolo. Plancia, pannelli porta e tessuti bicolore con tanto di cuciture a contrasto creano un bell'effetto cromatico, senza contare che le cinture di sicurezza sono regolabili in altezza. Certo, manca sia un display per il navigatore sia l'attacco per un eventuale portatile, e il piantone resta regolabile solo in altezza, però l'aria che si respira è completamente diversa da quella un po' low cost della versione precedente.

Spazio di bordo. Tutto si trova al posto giusto e, soprattutto, c'è tanto spazio. Alle spalle di un guidatore alto un metro e 80, può accomodarsi un passeggero di uguale statura, senza ritrovarsi con le ginocchia contro lo schienale o con la testa che sfiora il padiglione. Infine, dietro si trova un signor bagagliaio per questo tipo di auto. La soglia rimane un tantino alta e scomoda, ma le rivali offrono meno, e quindi merita un plauso. Anche per il ribaltamento dei sedili, che consente di sfruttare un vano regolare e adatto a piccoli traslochi.

Come va. Finalmente anche la Hyundai ha un bel tre cilindri a benzina (il diesel c'era già). Non frulla, spinge bene e, nonostante la potenza modesta (66 CV), assicura prestazioni più che dignitose. Come gli altri "millini" della concorrenza, dà il meglio tra i 2.500 e i 4.500 giri, pur potendo salire anche oltre quota 6.000. L'i10 risulta piacevole alle andature tranquille, dove si rivela silenziosa e "morbida", sotto tutti i punti di vista. L'auto è maneggevole, sempre facile e intuitiva. L'unico difetto, del tutto comprensibile, sta nella modesta capacità di ripresa, che costringe a ricorrere al cambio abbastanza spesso: in città, con scalate terza-seconda per ritrovare un po' di scatto, e sulle statali, dove in quinta manca del tutto lo spunto per eventuali sorpassi. In ogni caso, non è una vettura "ferma". Tutt'altro. In autostrada, per esempio, si raggiunge e si rischia di oltrepassare il limite di velocità senza accorgersene, tanto è silenziosa e progressiva nel prendere giri.

Confort. Un altro plauso va alle sospensioni, in particolare a quelle anteriori, per la loro capacità di filtrare le imperfezioni stradali. Qualche sacrificio in più deve sopportarlo, sui tratti sconnessi, chi siede dietro. Le buone sensazioni dello sterzo, leggero in manovra e abbastanza consistente e preciso in velocità, completano un quadro positivo. Esp di serie e sei airbag fin dalla versione base fanno parte della ricca dotazione, assieme a dispositivi non proprio scontati: la Style, per esempio, è dotata di assistenza alle partenze in salita e di attivazione automatica dell'hazard in caso di frenata brusca. Piccola delusione, invece, alla voce consumi. Il piccolo tre cilindri coreano si rivela un tantino più assetato rispetto ai mille delle rivali.

In sintesi. L'offensiva coreana riparte dalle piccole. La i10 punta in alto, al salto di qualità, con l'obiettivo di emulare un boom come quello della prima Toyota Yaris. La vettura è spaziosa, ben fatta e decisamente arricchita quanto ad accessori. Il suo nuovo tre cilindri si rivela un buon motore: silenzioso e privo di fastidiose vibrazioni. Non fa miracoli in ripresa e non brilla in tema di consumi, ma è sempre molto gradevole.

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Stefano Simonetti
23 dicembre 2013
Finalmente una piccola equipaggiata con ruote normali, non ribassate, si sentirà la mancanza di un automatico di ultima generazione ed un navigatore ben integrato in plancia. Brava Hyundai
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fabrizio zingaretti
23 dicembre 2013
Direi che nell'ambito della sua affollata categoria potrebbe comunque ritagliarsi un piccolo spazio, gradevole nell'insieme, bravi!
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diego vezzola
23 dicembre 2013
1> "equilibrate e piacevoli persino con "ruotine" da appena 14 pollici".Ebbene io sulla mia Y,ho fatto il downsizing e son passato dalle 15 alle 14 e non le trovo ruotine.Semmai c'è il "vizio" oggi di montare ruote sproporzionate!
2> "nonostante la potenza modesta (66 CV)".66cv sono una potenza modesta per un mille?che deve avere 150cv?chi ha un 1.2 fire da 65 cos'è un sottosviluppato? bhà :(
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Silvio Dante
23 dicembre 2013
ma gliel'hanno disegnata alla Ford 5 anni fa?
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Giovanni De Marchi
24 dicembre 2013
La macchina mi piace parecchio....sono curioso di vedere la prossima I20.
L'unica cosa che mi preoccupa è il consumo relativamente elevato per un tre cilindri di questa cubatura....non è affatto competitivo.
Credo sia un difetto comune di tutti i 3 cilindri mille...l'unico che sia salva credo sia quello dell Up!
Probabilmente il 1.2 sarà + equilibrato...avendo quasi gli stessi consumi