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BentleyLa prova della Bentayga


Ci sono voluti quasi cento anni, 97 per la precisione, per arrivare a una Bentley come questa. E magari i puristi storceranno il naso, ma la Bentayga è destinata a ritagliarsi un posto importante nella storia della Casa inglese, perché sarà prodotta a ritmi finora sconosciuti dalle parti di Crewe. Il linguaggio stilistico è quello al quale siamo abituati dai primi anni Duemila, anche se le inevitabili novità sotto il profilo delle proporzioni riducono (e non di poco) la sensualità delle linee.

Tanti cavalli, tanta massa. Dentro, basta un gesto minimo come aprire e chiudere le bocchette dell’aria e ci si trova calati nella più profonda e radicata tradizione british. Anche se alcuni tasti sulla plancia hanno un aspetto economico, se le maniglie sul tetto sono di tipo non frenato e tornano in posizione di riposo in modo un po' frettoloso e rumoroso, se l'impianto multimediale è vecchiotto, l’atmosfera generale non ne risulta incrinata, ma resta altrettanto straordinaria anche quando la Bentayga comincia a muoversi. Per disimpegnarsi nella vita di tutt’i giorni, bastano i primi 2.000-2.500 giri, un campo di utilizzo nel quale il dodici cilindri di origine Audi-Volkswagen risulta talmente vellutato da dare l'impressione che la Bentayga si muova in virtù di un invisibile elastico che la traina. Se, invece, s'insiste sull'acceleratore, c’è la cattiveria più confortevole che possiate immaginare: l’allungo è splendido e, nel più totale silenzio, ci si trova a velocità innominabili. E osservare tutto questo stando seduti al primo piano contribuisce ad amplificare la sensazione di andare forte come non si immaginerebbe. Il W12 biturbo non è figlio del downsizing né annovera la parsimonia tra le sue virtù più spiccate, ma è quel che serve per far dimenticare la monumentalità del corpo vettura. Ed è così che la Bentayga, al semaforo, riesce a lasciare indietro persino una Cayenne Turbo S. D'altra parte, 5 metri e 14 di lunghezza e un peso di 2.673 chili non sono grandi premesse per l’handling. Nonostante tutto la Bentayga riesce a non trascurare completamente la tradizione di famiglia in materia di sportività. Non è la leggerezza fatta automobile, ovviamente, ma non dà neppure la sensazione che i cambi di direzione siano un'operazione contro natura. La massa mette invece a dura prova i freni: hanno resistito a tutte le nostre prove in pista, ma un po' più di mordente ci starebbe bene, visto che parliamo di un'automobile capace di superare i 300 orari. Per godere con la Bentayga, però, non c’è bisogno di andare forte, perché il confort, ci fosse bisogno di dirlo, è principesco. Anzi, sullo sconnesso, la sensazione da tappeto volante a volte è leggermente velata da qualche piccolo saltellio di troppo. Colpa, con tutta probabilità, della gommatura optional presente sul nostro esemplare, che prevede cerchi da ben 22 pollici. Poi, per proseguire con i lati meno esaltanti, aggiungerò che dietro si sta bene soprattutto in due e che la distanza dei sedili anteriori non è proporzionale alle dimensioni della vettura e al suo rango.

In sintesi. Potete persino considerarla alla stregua di un'anticipazione, la prima sport utility della Bentley. Perché è vero che la Range Rover, e quindi l'idea della sport utility di lusso, esiste da quasi mezzo secolo, ma qui siamo a un livello ancora più alto: insomma, la Bentley parte da dove le sue rivali finiscono, in un certo senso. E non è soltanto questione di prezzi di listino, che sono un semplice punto di partenza. Sulla vettura in prova, per esempio, mancava l'accessorio più folle ed esclusivo: l'orologio al centro della plancia, infatti, può essere sostituito da un Breitling dotato di Tourbillon, uno dei meccanismi più complessi e raffinati che si possano immaginare. Un oggetto talmente laborioso da realizzare che ne vengono prodotti soltanto quattro all'anno. Con prezzi di conseguenza, visto che per averlo sulla plancia della propria Bentayga bisogna sborsare circa 150 mila euro, peraltro al netto delle tasse.

Alessio Viola
(Prova su strada ripresa da Quattroruote di agosto 2016)

Pregi e difetti
Pregi Difetti


BENTLEY Bentayga W12

Qualità della vita a bordo. Confort, finiture, stile: qui tutto concorre a trasformare un semplice viaggio in qualcosa di assolutamente peculiare.

Motore/prestazioni. Il dodici cilindri è notevolissimo: aristocraticamente morbido, ma capace d'imprimere accelerazioni straordinarie.

Freni. I quattro dischi tengono a bada 2.573 kg. Svolgono bene il loro compito, ma la sensazione è che non siano certo sovradimensionati. Quelli carboceramici sono in arrivo.

Impianto multimediale. Un touch screen ormai superato. Niente da dire sui tablet posteriori, invece, che sono moderni e ben fatti.

Dati rilevati
Velocità
MASSIMA 302.010 km/h (IN VII)
Accelerazione
0-100 KM/H 3.9 s
400M DA FERMO 12.1 s
1KM DA FERMO 22.0 s
RIPRESA A MIN/MAX CARICO
70-120 KM/H 4.2/4.2 (IN D)
1 KM DA 70 KM/H 20.9 (IN D)
FRENATA
100 KM/H
A MINIMO CARICO
41.7 m
CONSUMI MEDI
STATALE 8.3 km/l
AUTOSTRADA 8.7 km/l
CITTÀ 4.3 km/l
Pagelle
Abitabilità4
Accelerazione5
Accessori5
Audio e navigazione3
Bagagliaio3.5
Cambio5
Climatizzazione5
Confort5
Consumo1.5
Dotazioni sicurezza4.5
Finitura4.5
Freni3
Garanzia3
Motore5
Plancia e comandi4
Posto guida4.5
Prezzo2
Ripresa5
Sterzo4
Strumentazione4
Su strada4
Visibilità4
 

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