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Tesla Model XLa prova della 90D


Consideratela un intermezzo, la Model X. O qualcosa che unisce il prima e il dopo. Il raccordo perfetto tra un inizio fatto di auto di nicchia e alto di gamma (la Roadster e la Model S) e un futuro che, con l’arrivo della Model 3, si annuncia molto diverso. La famosa berlina da 35 mila dollari sarà in vendita nel 2018 e dovrebbe portare la Casa americana al traguardo del mezzo milione di auto prodotte ogni anno. Una road map verso un mondo elettrico che Elon Musk ha annunciato da tempo: una democratizzazione crescente dell’offerta nella quale s'inserisce alla grande anche la Model X.

Colpo di teatro: le Fancon wings. Con la Model X, i colpi di teatro iniziano subito: la porta del guidatore si apre automaticamente appena ti avvicini per salire e, quando sei a bordo, basta premere il pedale del freno per vederla chiudersi di nuovo da sola. Il movimento difetta forse di un po' di eleganza, ma l’effetto fantascienza è garantito, oltre che costoso: il tutto fa parte di un pacchetto da 5.200 euro, che portano il totale dell'esemplare in prova alla rispettabilissima soglia di 143.390 euro. A quel punto, la Tesla è pronta: come sulla Model S, non è previsto un tasto di avviamento. Basta mettere in Drive la levetta sul piantone e si parte. La Model X diventa ancora più istrionica quando si passa alla zona posteriore dell’abitacolo, dove le porte tradizionali sono sostituite dalle Falcon wings. Come vedete dalle immagini, si tratta di qualcosa di molto simile alle porte ad ali di gabbiano, rispetto alle quali introducono un ulteriore elemento, giocato tra funzionalità e scenografia: ciascuna è realizzata in due parti incernierate tra loro, in modo da ridurre lo spazio per i movimenti di apertura e chiusura. All’atto pratico, però, i mille sensori di cui sono dotate impediscono di completare l’apertura persino in box piuttosto larghi e, se si somma la lentezza dei movimenti, si finisce per considerare il tutto poco pratico.

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Confort e infotainment. Rispetto alla Model S si sta seduti più in alto, in posizione decisamente più dominante, e il parabrezza che sale senza soluzione di continuità fin sopra la testa è un’altra di quelle pennellate che aiutano a creare uno stacco rispetto al resto del parco circolante. Qualcosa del genere si è visto su alcune Citroën, ma alla Tesla sostengono che nessun'altra auto ha un parabrezza di queste dimensioni. Affermazione che in effetti, a guardarlo, viene facile sottoscrivere. E anche le alette parasole sono un piccolo capolavoro d'inventiva: in posizione di riposo rimangono “spalmate” sul montante e, quando servono, si ribaltano verso il centro, con un magnete che, a quel punto, le tiene salde alla zona del retrovisore centrale. Il resto dell’abitacolo, sotto il doppio profilo dell’impostazione e dello stile, ricorda da vicino quello della sorella berlina, a cominciare dalla finitura. La Model X è ben fatta, ma all'interno del “ben fatto" c'è ancora qualcosa che tradisce un senso della praticità tipicamente americano. Dettagli, cose minime, ma che in Europa di sicuro non sarebbero concesse su una supercar (ché tale è una Tesla, per prezzo e impostazione). E poi, nel solco della tradizione, c’è l’ormai immancabile schermo centrale da 17 pollici: grande, anzi enorme, ma come sempre poco adatto alla guida. Un tablet è perfetto da utilizzare in poltrona, ma su un’automobile serve qualcosa che sia pensato in maniera più specifica, tanto più quando, come in questo caso, occorre fare ricorso allo schermo per gestire sostanzialmente qualunque funzione. Oltretutto, vista la modernità della macchina, verrebbe da attendersi qualcosa di più dirompente dal punto di vista dell'interfaccia.

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Strumentazione ed elettronica. Nulla da eccepire, invece, sulla strumentazione. Al centro è dominata dalla rappresentazione della vettura, che fa capire cosa il sistema stia “vedendo” in quel momento: auto che precedono, che seguono e, in generale, l'andamento della strada. D’altra parte, la Tesla è famosa per la sua capacità di assistere il guidatore. In particolare, su questa Model X, è già montato il cosiddetto Hardware Two, ovvero il nuovo repertorio di elettronica con il quale la Casa promette una guida assistita che somiglia da vicino a una guida autonoma vera e propria. Al momento della prova, però, il tutto era ancora in modalità di apprendimento, cosa che ha impedito  persino l’utilizzo del regolatore attivo di velocità. A breve, si parla di settimane, il sistema sarà sbloccato con uno di quegli aggiornamenti software abituali per la Casa. 

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Tanta massa ben celata. Quando s'inizia a guidare, le dimensioni del corpo vettura spariscono quasi subito e questa Tesla, più di ogni altra cosa, dà la sensazione di essere ben piazzata a terra. Come la sorella berlina, è quasi diabolica nel dissimulare la sua massa: le batterie posizionate sul fondo dell'auto contribuiscono ad abbassare il baricentro e, dal punto di vista dinamico, ci si dimentica ben presto che questa è una Suv da oltre due tonnellate e mezzo. La Model X risponde con solerzia ai comandi impartiti dal guidatore, che gestisce il tutto attraverso uno sterzo rapido e progressivo. E queste buone qualità non entrano mai in conflitto con le ragioni del confort. Le sospensioni ad aria (di serie) isolano bene dalla strada e la silenziosità, se si escludono le velocità elevate, non è un problema: il motore non esiste (acusticamente parlando) e al resto pensa l'ottima profilatura aerodinamica. Le prestazioni sono di altissimo livello, con accelerazioni da vera sportiva e una ripresa che, a tratti, è persino brutale. I 90 kWh del “pieno" regalano un’autonomia notevole, per un'elettrica: oltre 300 chilometri. Quanto basta per non sentirsi troppo dei pionieri nell'uso quotidiano. Oltretutto, la crescente diffusione dei Supercharger anche in Italia consente ormai d'intraprendere viaggi di una certa rilevanza. Peccato, semmai, che sulle Tesla immatricolate da inizio 2017 il servizio non sia più gratuito: è previsto soltanto un bonus di 400 kWh (circa 1.600 km), oltre i quali si comincia a pagare (25 cent di euro per kWh). In ogni caso, i costi di ricarica restano bassi, rispetto alle prestazioni e al mood generale della vettura.

Alessio Viola e Marco Perucca Orfei

(Prova su strada ripresa da Quattroruote di aprile 2017, n. 740)
Pregi e difetti
Pregi Difetti


TESLA Model X 90kWh Dual Motor

Vivibilità a bordo. Non è solo questione di spazio, che è tanto e sfruttato bene, ma di qualità della vita, assicurata da un abitacolo elegante e ben organizzato.

Prestazioni. Sarà anche una crossover da famiglia, ma va incredibilmente forte. E, soprattutto, lo fa con la massima naturalezza.

 

 

Ergonomia. Quasi tutte le funzioni dell'auto fanno capo al grande schermo touch. Ma destreggiarsi tra i vari menu non è facile né intuitivo.

Porte posteriori. Sono indubbiamente scenografiche, ma per riuscire a essere anche pratiche hanno bisogno di molto spazio attorno.

Dati rilevati
Velocità
MASSIMA 250.5 km/h
Accelerazione
0-100 KM/H 5.3 s
400M DA FERMO 13.6 s
1KM DA FERMO 25.3 s
RIPRESA A MIN/MAX CARICO
70-120 KM/H 4.3/5.0 (IN D)
FRENATA
100 KM/H
A MINIMO CARICO
41.8 m
CONSUMI MEDI
STATALE 3.7 km/l
AUTOSTRADA 2.9 km/l
CITTÀ 3.3 km/l
Pagelle
Abitabilità4.5
Accelerazione5
Accessori4
Audio e navigazione4
Bagagliaio5
Cambio-
Climatizzazione4.5
Confort4.5
Consumo3.5
Dotazioni sicurezza3.5
Finitura4
Freni4
Garanzia4
Motore5
Plancia e comandi2.5
Posto guida4.5
Ripresa5
Sterzo4
Strumentazione2.5
Su strada4.5
Visibilità3.5
 

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