Sintesi della prova Quattroruote n° 678 del 4/2012. Acquista la prova completa in formato pdf.

La prima serie del 1993 era forse fin troppo originale, ma anche innovativa e pratica, e in Italia ebbe successo. Non così la seconda, nata anonima e priva di una propria personalità. Ed eccoci all’attuale restyling, che vuole ridare il giusto carattere a un’auto che ha non poche qualità. Seguiteci in questa prova della 1.2 Live! da 75 CV che costa 11.700 euro.

Caratteristiche. La Twingo può essere personalizzata a proprio gusto attingendo alla lista degli optional, che propone adesivi per la carrozzeria, più cerchi di lega di due tipi e ben quattro colori diversi. E con il restyling che ha interessato soprattutto il frontale una cosa è sicura: ora non passa più inosservata. Il sedile è ben realizzato e sostiene bene. Le regolazioni, però, non sono amplissime e possono creare qualche difficoltà ai guidatori più alti. Ma il problema più evidente è il volante che, oltre a essere regolabile soltanto in altezza, è un po’ troppo inclinato in avanti: insomma, la posizione di guida è un po’ vecchio stile, così come il clacson, incorporato sulla levetta del devioluci. Gli altri comandi, invece, sono semplici e facili da utilizzare. La strumentazione principale è raccolta al centro, sulla plancia.



Interni. La Twingo è cresciuta di nove centimetri, ma solo per via del nuovo muso, perché il passo è rimasto inalterato, come pure le misure interne. Davanti si sta bene, ma è lo spazio a disposizione di chi viaggia dietro a sorprendere. I sedili posteriori singoli scorrono longitudinalmente per ben 22 centimetri, grazie al Pack confort (350 euro): un optional che permette alla Twingo di staccarsi delle concorrenti. Viceversa si può sfruttare la regolazione longitudinale per aumentare la capacita di carico del bagagliaio, che raggiunge i 275 litri (a filo della cappelliera), contro, per esempio, i 206 di up! e Panda. L’ambiente è quello solito, solo un po’ più allegro e sbarazzino, grazie a un sapiente gioco di colori. Ma si nota anche una maggior attenzione nella scelta dei materiali e più cura negli assemblaggi.

Prestazioni. Il 1.200 con 75 CV predilige i regimi più elevati: con il tempo di 12,7 secondi sullo "0-100", stacca di un secondo buono la up! e, a seguire, tutte le altre piccole di pari cilindrata/potenza. Il quattro cilindri, tuttavia, non è altrettanto brillante quando si tratta di riprendere dai regimi più bassi, dove, complice una quinta marcia piuttosto lunga, denota una certa pigrizia. In compenso consuma poco: con un litro di carburante si percorrono 15-16 chilometri, che scendono a 11 nella marcia cittadina, dove la piccola francese è penalizzata dalla mancanza dello Start&Stop. Adeguata, infine, l’autonomia, grazie al serbatoio da 40 litri. Per quanto riguarda il confort, a bordo della Twingo si vive sì bene, ma con un po’ più di decibel che sulle più recenti concorrenti. Quanto alle sospensioni, quelle davanti fanno il loro lavoro abbastanza bene, mentre il ponte posteriore s’irrigidisce parecchio sulle sconnessioni più evidenti, limitando non poco il confort di chi siede dietro

Su strada. La Twingo conserva il comportamento sicuro e affidabile della precedente versione. In curva tende a sottosterzare, in modo progressivo con l’aumentare della velocità e senza impegnare mai più di tanto il guidatore. Il retrotreno, poi, è ben ancorato per terra. Non si muove, se non quando lo si sollecita con violente manovre di emergenza, ma a quel punto interviene l’Esp a rimettere a posto le cose: peccato solo che per averlo servano 350 euro. Un po’ meno soddisfacente lo sterzo: la risposta è abbastanza pronta e progressiva, ma c’è sempre una certa indecisione ai piccoli angoli che rende il comando un po’ impreciso. Bene, invece, i freni, almeno finché si resta sui fondi omogenei. Gli spazi di arresto, infatti, si allungano parecchio quando le ruote di un lato dell’auto hanno un’aderenza ben diversa dalle altre (test di frenata su bagnato/ghiaccio). Qui la Twingo non si scompone, ma va lunga e sembra davvero non fermarsi mai.

In sintesi. Lo stile è importante, non c’è dubbio. Nel caso della Twingo sono state sufficienti poche, indovinate modifiche per ridare carattere a un’auto che ne aveva un gran bisogno. Meglio tardi che mai, dato che la piccola francese aveva, e ha, non poche frecce al suo arco. A cominciare dall'abitacolo ampio e organizzato in modo intelligente, in secondo luogo il comportamento sicuro e senza sorprese, e a seguire il consumo. Per contro, rispetto alle più recenti concorrenti, è un po’ meno confortevole. E per finire il prezzo: dagli 11.000 euro in su è allineato a quelli della concorrenza, ma in ogni caso resta piuttosto elevato.


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17 commenti



  1. Avatar utente
    Mirko Mignozzi | Scandicci
    5 giugno 2012 alle 18:56

    Premesso che de gustibus non disputandum est, la trovo semplicemente una delle auto più inguardabili mai prodotti (siamo quasi ai livelli di una Duna, o di una Arna): ovvio che, specie in tempi come questi, l'estetica non può essere certo messa al primo posto, ma credo che chi compra un auto come questa non possa certo accontentarsi dell'indubbia abitabilità, serve troppo di più.

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    Alby Big | Torino
    6 giugno 2012 alle 13:30

    certo che in Renault non fanno più una macchina decente da anni. Dopo l'Espace vecchia serie Scenic e la vecchia Twingo buio tutale da anni.Laguna tutte anonime Safrane oggetto non classificato Modus mah... PSA cresce nell'immagine e nei contenuti forse Renault punta tutto si Dacia...

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    Grandedanny ! | Calco
    23 giugno 2012 alle 11:45

    Non ci siamo per niente... Esterno soggettivo ma per i più orrenda... Interni meglio evitare di commentare, sul motore hanno già commentato tanti prima di me... Tirate voi le somme... Renault a mai più!!!

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    Carlo Emiliani | Guidonia
    28 giugno 2012 alle 14:29

    Più che brutta è sgraziata, è una piccola Modus già sgraziata di suo

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    Nicola Imbimbo | Avellino
    13 maggio 2013 alle 21:21

    HO ACQUISTATO UN CLIO NEW IN VERSIONE WAVE , HO PROVATO LA VERSIONE PIU' ACCESSORIATA CHE EVEVA LA REGOLAZIONE IN ALTEZZA DEL SEDILE ANTERIORE . HO CONSTATATO CON RAMMARICO CHE LA VERSIONE WAVE NE ERA SPROVVISTA DI QUI IL DISAGIO QUOTIDIANO SONO ALTO UN METRO E OTTANTA E SE MI ABASSO IN AVANTI LA MIA FRONTE URTA CONTRO IL RIQUADRO SPORGENTE CHE INCORNICIA IL PARASOLE.IL PERICOLO CRESCE SE TAMPONA

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