Volkswagen Golf 2.0 TDI La nostra prova su strada

Pubblicata il 24/12/2012 | tag: Volkswagen, Volkswagen Golf




Sintesi della prova Quattroruote n° 687 del 12/2012. Acquista la prova completa in formato pdf.

Quando dalle catene di montaggio sono già uscite 30 milioni di Golf, la faccenda diventa difficile. O molto facile, secondo i punti di vista. Non si può certo immaginare, infatti, che tutto possa cambiare e che questa Volkswagen si trasformi, all'improvviso, in qualcosa di realmente diverso da quello che è sempre stata. In ogni caso, a rendere diversa questa settima generazione non sono i millimetri in più nella lunghezza (56) o nel passo (59). Sono più importanti, semmai, i 28 millimetri in meno d'altezza, assieme a uno stile nel quale dominano i tratti orizzontali. Risultato: le paciose Golf 5 e 6 finiscono in soffitta e ci ritroviamo davanti una 7 ben piantata a terra, dove le linee tese e "maschie" conferiscono un gran bel carattere all'insieme. Ed è qui che, piaccia o non piaccia, sta la rivoluzione.

Caratteristiche. Abituati a un posto guida che da sempre è una certezza, appena ci si siede al volante le convinzioni vacillano. Il pedale della frizione ha una corsa molto lunga ed è un po' troppo "alto" rispetto agli altri due. Alla fine ci si fa l'abitudine, ma può essere un ottimo pretesto per passare al cambio automatico, che vale tutti i 1.900 euro del suo prezzo. Per il resto, si ritrova la bella posizione di guida della Golf e, a prescindere dalle personali disposizioni di ciascuno, tutti saranno ben impressionati dalla visibilità. Nell'impostazione generale, la plancia ricorda quella della serie precedente, con l'ampia console centrale che adesso è leggermente rivolta verso il guidatore. Tasti, manopole e comandi vari sono disposti con accuratezza e tutto si trova con facilità, pur con qualche piccola eccezione, dovuta alla gran quantità di funzioni che sono state concentrate nel nuovo sistema multimediale.

Come va. Le sospensioni isolano molto bene l'abitacolo dalle imperfezioni della strada e si arriva subito alla conclusione che la "7" ha poche rivali dal punto di vista della comodità. Non soltanto per l'assetto, ma anche perché è stato fatto un gran lavoro in materia di silenziosità. Per quanto riguarda il propulsore, in questa nuova "release" è diventato davvero silenzioso e rotondo, al punto che ormai si fa fatica a capire quando i benefici effetti della turbina comincino a farsi sentire sul serio. Insomma, il turbo lag non ci si ricorda neppure che possa esistere e il TDI prende i giri con estrema disponibilità persino quando si marcia con un filo di gas. E poi c'è il solito allungo: 150 cavalli magari non sono sufficienti a rendere aggressiva un'automobile che pesa 1.513 chilogrammi in ordine di marcia, ma bastano e avanzano per una guida divertente e spigliata. Il tutto senza impegnare troppo il portafogli, perché la Golf 7 riesce a consumare poco in tutte le situazioni: a prescindere dal percorso i 50 litri del serbatoio non sono mai sembrati pochi.

Sa anche divertire. Di agilità la nuova Golf ne ha da vendere, grazie anche al nuovo telaio Mqb. Per la sportività vera e propria bisogna ancora aspettare un pochino, quando arriverà la GTI, ma già in questa versione sa farsi apprezzare e rispettare. La "7" è vivace, cambia direzione con una bella prontezza e, curva dopo curva, ti convince. Persino in quelle più strette, dove il differenziale elettronico Xds dà una mano. In ogni caso, la vivacità non mette in discussione il feeling generale e neppure la sicurezza, che rimane quella di sempre. Nelle prove sul bagnato, l'Esp ha qualche ritardo, ma nella vita di tutti i giorni si apprezzano soprattutto l'immediatezza e la facilità di guida. Come le sue antenate, anche la "7" è la classica auto che dopo pochi minuti ti sembra di guidare da sempre. Il merito è anche della morbidezza dei comandi, dalla frizione alla leva del cambio, senza dimenticare lo sterzo, che ha la giusta pesantezza in tutte le situazioni.

In sintesi. C'erano i pantaloni a zampa di elefante, la guerra fredda, la teleselezione. E lei era già lì: muoveva i primi passi, non era ancora una leggenda, ma era già nei listini di Quattroruote. Oggi, invece, un mito lo è, eccome. Attraverso i decenni ci sono state edizioni più azzeccate di altre e la classifica ciascuno l'ha già ben chiara in testa. Questa Golf, in ogni caso, ci sembra una delle meglio riuscite: un po' per lo stile, un po' perché il consueto desiderio di perfezione ed equilibrio riesce a non farsi fagocitare dal freddo rigore teutonico. A ben guardare, c'era da aspettarselo: il sette non è mai un numero qualsiasi.


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123 commenti



  1. Avatar utente
    Gianluca D'arcadia | Ingegnere | Latina
    27 gennaio 2013 alle 12:58

    Se un marchio italiano propone una compatta segmento C con ben 1500kg di peso tutti a dire "è pesante, è pigra è lenta ecc.ecc. peccato per il peso" vedi la campagna denigratoria perpetrata alla 159 e la Brera durtante tutto l'arco della loro esistenza. Questa Golf pesa più di 1500kg e 4R si spertica di lodi con "è agile e sa divertire, pronta,vivace....". Per favore un po' di obiettività.

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    A. A. | Torino
    28 gennaio 2013 alle 10:07

    Sono d'accordo! per non parlare dell'incipit a inizio articolo o la parte sulla frizione. Per qualsiasi auto del gruppo fiat sarebbe stato un difetto grave, ma qui va bene oppure viene consigliato l'automatico come pretesto...

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    Carlo Ferrazzoli | Roma
    30 gennaio 2013 alle 15:13

    Ma scusa per caso la Giulietta pensi pesa di meno? Non mi sembra.

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    Ma2 Ma2 | Mondo
    3 aprile 2013 alle 08:53

    la 2000 tdi pesa così, le altre pesano molto meno... in primis le versioni a benzina, leggendo i pesi a vuoto e comparandoli con le concorrenti, è la più leggera...

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    Omega Vx | Milano
    2 febbraio 2013 alle 11:28

    Io dico solo che quando entro nella Tiguan di un mio conoscente mi viene lo scoramento. è di una tristezza imbarazzante. il tutto a 32mila Eurosoldi. Ti credo che poi non si rompe. Non c'è dentro niente!

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    Ugo Fantozzi | Milano
    3 febbraio 2013 alle 13:35

    Premetto che non sono un fan della Vw, ma la linea di questa golf è discutibile, in foto sembra bella, poi vista dal vivo capisci che è un copia incolla della serie precedente e se la guardi da dietro ha i fianchi di donna in sovrappeso. Poi "a partire da" ventiseimilatrecentoeuro, per un' auto a 3 porte e ben pochi optional di quelli che contano mi sembra davvero un' assurdità!

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    Marco Polo | Roma
    5 febbraio 2013 alle 13:21

    Dopo essere stato conquistato dalla Golf 4 nel 2003 ad un prezzo anche allora ben superiore alle concorrenti di fascia ed aver avuto una serie di noie (costose) meccaniche e di componentistica, mi sono riproposto di non lasciarmi più influenzare dal design e dall'apetto robusto. Concordo con i molti giudizi suesposti, conviene orientarsi con prodotti meno costosi e tutto sommato più performanti

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    Stefano Azzi | Castel goffredo
    4 marzo 2013 alle 13:39

    Secondo me per recensire una GOLF oramai fanno un copia/incolla di questa: http://www.quattroruote.it/prove/evoluzione-continua-volkswagen-golf-tdi/sintesi e cambiano le foto.....

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