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Piccoli problemi di vista? Ecco un "ottotipo" che fa per voi. In gergo tecnico è il pannello con le lettere che serve agli oculisti per misurare l'acutezza visiva, cui è demandato il compito di decretare se abbiamo o meno bisogno degli occhiali. In relazione, però, a un'attività complessa come quella della guida, sulla quale incidono fattori di natura molto diversa - organici, fisiologici, neurologici e ambientali - riuscire a leggere una serie di lettere da qualche metro di distanza non è sufficiente.
Per valutare il reale stato di salute della vista servono diversi altri esami, che purtroppo la visita medica per l'abilitazione e il rinnovo della patente non contemplano; per le modalità con cui si svolge, per mancanza di strumentazioni specifiche, ma anche per l'anomalia tutta italiana di non demandare i test alle loro sedi istituzionali proprie: gli ambulatori specialistici.
Innanzi tutto, occorre indagare il campo visivo, volto a misurare, per esempio, la nostra visione periferica, specie quella laterale; poi, la capacità di accomodazione, che permette di valutare l'efficienza con cui l'occhio di chi sta alla guida riesce a mettere a fuoco in un breve lasso di tempo oggetti a varia distanza, come la strada e la strumentazione del cruscotto; quindi il senso cromatico, la sensibilità al contrasto, il coordinamento visivo e la pressione oculare, che può fornire una proiezione sullo stato funzionale dell'occhio nel futuro.
Tutti elementi che se monitorati con regolarità (l'ideale sarebbe, in assenza di patologie serie, una volta ogni due o tre anni a partire dai vent'anni) sono in grado di ravvisare qualsiasi difetto anche solo potenzialmente pericoloso per la conduzione di un veicolo. Il pannello con le lettere, però, non è che un primo approccio.