Adatto anche a principianti, richiede da uno (per i più allenati) a più giorni con pernottamenti nei centri abitati. Frequenti i punti di sosta, dove ci si ferma per dormire o rifornirsi di viveri (focaccia anche la domenica mattina). Attenzione perché solo nei paesi si trova l’acqua.
Cinque Terre in kayak
Arrivo: Portovenere
Distanza: 50 km circa
Tempo di percorrenza: 2/3 giorni
Ritorno: in treno fino a Sestri Levante, quindi in auto per il recupero dell’imbarcazione. Oppure via mare per lo stesso itinerario
Punti d’appoggio: Riva Trigoso, Moneglia, Deiva Marina, Bonassola, Levanto, Monterosso, Vernazza, Corniglia, Manarola, Riomaggiore
Cartografia
Non occorre una carta nautica specifica. È sufficiente una
mappa 1:50.000 che comprenda anche i sentieri per eventuali
escursioni. Ottime Kompass o FMB.
Informazioni
Pernottamento: www.cinqueterre.com www.webliguria.com
Sul kayak da mare: www.sottocosta.it, associazione italiana
per la cultura e la diffusione del kayak da mare
Condizioni di vento e mare: www.meteoam.it www.weatheronline.com
Kayak e attrezzatura: www.tuttocanoa.it
Consigli
Obbligatorio il salvagente. Utili una pompa per svuotare il kayak
dall’acqua e i razzi da segnalazione. Con più imbarcazioni
si consiglia una ricetrasmittente, più funzionale ed economica
del cellulare. Sono consigliati i mezzi guanti per evitare vesciche
alle mani. E poi cappello, occhiali, crema, tanta acqua,
radio, antizanzare e viveri.
Kayak da mare
Rispetto ai modelli da fiume, il kayak da mare è più chigliato,
lungo e veloce. È infatti pensato per procedere in linea retta,
per meglio seguire la rotta e non per assecondare la corrente
come accade sui corsi fl uviali. Ha i ponti di prua e di poppa
chiusi e separati da un’apertura, comunemente chiamata
pozzetto, dove si siede il pilota. Il kayak da mare è provvisto
di paratie stagne, utili per il trasporto dell’attrezzatura e come
riserva di galleggiamento anche con il pozzetto pieno d’acqua.
Accessori
Sull’imbarcazione non devono mancare bussola, pagaia di
riserva (indispensabile in caso di rottura o perdita della principale),
elastici sul ponte per fissare saldamente l’attrezzatura
all’esterno. Importante una pompa per svuotare la sentina.
Un consiglio per lo stivaggio dei materiali è usare diverse sacche
impermeabili piuttosto che una sola.
Velocità
Un pagaiatore mediamente allenato può tenere una velocità di
crociera di 3 nodi (5,5 km/h), mentre con più preparazione si
può viaggiare a 4 nodi (7,4 km/h), con punte di 5 o 6 (11 km/h).
Molto dipende dal vento e dalle condizioni del mare. In una
giornata, con medio allenamento, si possono percorrere una
quarantina di chilometri.
Preparazione
Per affrontare il mare in sicurezza è consigliabile frequentare un
corso con istruttori qualificati. Tecniche come l’eskimo o altre
manovre di sicurezza non vengono naturali, ma devono essere
apprese mediante l’esercizio sotto la guida di un maestro.
Scegliere la misura
Un sistema per individuare la misura di kayak si basa sulla formula:
volume del kayak = tre volte il peso dell’equipaggio e del
materiale (V = 3P). Ad esempio, per due persone di 70 kg con
un carico di 30 kg va bene un volume pari a 510 litri. Più difficileè capire in quali condizioni prevalenti si utilizzerà il natante. Nel
caso lo si carichi meno del previsto, questo sarà meno stabile
e più soggetto all’azione del vento, mentre un sovraccarico
aumenta il pescaggio e la fatica nella remata. È consigliato il
kayak con timone che migliora la pagaiata e aiuta a mantenere
la rotta in presenza di venti laterali. Inoltre dà un senso di
maggiore stabilità. Una buona tecnica di pagaiata è comunque
più efficace dell’uso del timone.
La legge
In Italia non esiste ancora una legislazione specifica per il
kayak da mare, a differenza di altri stati come la Francia.
Innanzitutto è molto complicato stabilire a quale categoria di
imbarcazioni appartenga e quali norme ne regolino l’utilizzo.
L’associazione Sottocosta sostiene che il kayak, nel Codice
della Navigazione, potrebbe essere assimilato a mezzi a remi
come sandolini, pattini e pedalò. Pertanto la distanza massima
dalla costa da rispettare sarebbe di un miglio marino, corrispondente
a 1852 metri. In ogni caso è obbligatorio il giubbotto
salvagente omologato. Per dubbi si possono contattare le
capitanerie di porto locali: La Spezia, tel. 0187258100,
laspezia@guardiacostiera.it – Sestri Levante, tel. 018541295,
sestrilevante@guardiacostiera.it.
Trasportare il kayak
Il primo consiglio (ovvio) è fissare accuratamente il kayak
sul portapacchi o sulle barre del veicolo, in modo che non si
muova durante eventuali brusche frenate o curve. Va legato
saldamente nelle culle o negli invasi e, se viene posizionato
sulle barre, occorre inserire della gomma antiscivolo. Meno
scontato è rispettare le norme del codice della strada che regolano
il trasporto dei carichi sporgenti. In pratica: il kayak non
deve mascherare i dispositivi di illuminazione, di segnalazione
e le targhe; non deve limitare la visibilità del conducente (attenzione
ai tiranti!); non può sporgere anteriormente; può sporgere
posteriormente fino a un massimo di 3/10 della lunghezza
del veicolo (attenzione a rispettare le misure al centimetro
altrimenti si incappa in sanzioni!). Apporre sempre il cartello di
segnalazione di carico sporgente (omologato da 50x50 cm).
Libri
AA.VV., Il kayak da mare, Sottocosta (pp. 134; € 22,00)
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