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Per ovviare alla necessità di ridurre le emissioni, specie in città, e di avere un’autonomia accettabile per abitabilità ed autonomia, si sono realizzate e si realizzano vetture che abbinano motori a combustione interna con motori elettrici: gli ibridi. Con questi veicoli non è necessario portare a bordo una grande quantità di batterie pesanti come avviene per i veicoli esclusivamente elettrici e si hanno avviamenti rapidi anche nel caso di fuel cells*.L’ibrido è un sistema di propulsione che utilizza due differenti fonti d’energia. L’attuale tendenza è quella di abbinare un motore a combustione interna con uno elettrico a bordo dello stesso veicolo. Tale accoppiamento può avvenire in modo “indipendente”, «serie» o in «parallelo». Nel primo caso i due motori sono completamente autonomi e finzionano in modo alternativo. Nel secondo caso il motore endotermico funziona a numero di giri il più possibile costante (così da ridurre consumi ed emissioni inquinanti) e serve esclusivamente per fare ruotare una dinamo che ricarica le batterie, utilizzate a loro volta per alimentare un motore elettrico che muove la vettura. Nell’ibrido «parallelo» detto anche bimodale, invece, il motore endotermico non solo ricarica le batterie, ma può anche muovere direttamente il veicolo. In altri termini, nel tipo serie il lavoro propulsivo arriva da uno solo dei motori a bordo (generalmente quello elettrico mentre l’altro funziona per caricare le batterie e interviene come propulsore solo quando quello elettrico non ce la fa) mentre nel parallelo arriva, alternativamente o contemporaneamente, da entrambi.Il primo veicolo ibrido in commercio a un livello di produzione di 2.000 unità al mese, dalla fine del 1997, è di tipo “parallelo” con motore termico a ciclo Atkinson* che gira a velocità costante: una Toyota (“Prius”) che abbina un motore 1,5 l con un motore elettrico da 30 kW del tipo a magneti permanenti, con batterie nickel-idruri, senza cambio E VIENE OFFERTA A SOLO 5 MILIONI più DELLA BERLINA EQUIVALENTE CON SOLO MOTORE A SCOPPIO. Il veicolo funziona elettrico in avviamento e a bassi carichi; ordinariamente invece funziona con una combinazione dei due sistemi collegati con un sistema epicicloidale* e sempre in modo di far funzionare il motore termico al suo massimo rendimento, con recupero di energia nei rallentamenti. La gestione è ovviamente tramite centralina computerizzata. Ne sono state prodotte 37.000 unità fino a maggio 2000, quando è uscita la Prius ibrida di seconda generazione con motore elettrico da 33 kW.La Honda “Insight” è un “mille” lean burn* con motore - generatore elettrico (10 kW) in serie a sostegno (o di supporto a quello termico), sistemato come volano - motore, che ricava energia da un pacco batterie Ni - idruri metallici e le ricarica in rallentamento o quando non c’è eccessiva richiesta. Audi in passato aveva costruito una ibrida con motore elettrico dietro e Diesel davanti, indipendenti cinematicamente tra loro. Tuttavia l’assenza di un cambio pretendeva troppa coppia alle batterie allo spunto riducendo fortemente la vita delle stesse. Il secondo modello (la Duo oggi in uso) ha il cambio ed è solo trazione anteriore. Altri ibridi ancora allo stato di prototipi sono la Chrysler Intrepid ESX2, la Ford P2000 (LSR) e la Honda J-VX, la Jeep Commander ecc.