Ogni anno, in tutto il mondo, 1,2 milioni di persone perdono la vita e 50 milioni restano ferite per incidenti stradali; solo in Europa, secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, le vittime sono 127.000, mentre in Italia ogni giorno si verificano oltre 600 incidenti gravi in cui muoiono in media 14 persone.
Una strage, dunque, che giustifica l’attenzione e l’allarme sociale sollevato da temi come l’eccesso di velocità e la guida sotto l’effetto di alcol e stupefacenti.
C’è però il rischio che siano poco considerati altri fattori importanti: come le condizioni psicofisiche e visive del guidatore.
L'analisi dei dati Aci-Istat rivela che oltre il 59% degli incidenti è dovuto a cause connesse in vari modi con la visione.
Si va dal mancato utilizzo delle lenti, all'uso di lenti non adeguate, all’abbagliamento, all’elaborazione non corretta delle «informazioni» raccolte attraverso gli occhi. In questa casistica rientrano, per esempio, gli incidenti imputati dalle forze dell’ordine a comportamenti come la «guida distratta o indecisa», ma anche quelli dovuti ai segnali di «stop» bruciati, alle precedenze a destra «dimenticate» o ai pedoni «non visti».
Insomma, vederci bene per chi guida è fondamentale e sono tanti i fattori che influenzano il processo visivo: la luminosità dell’ambiente, le caratteristiche dell’oggetto che si osserva, la capacità visiva di chi osserva, il suo stato psicofisico,la sua attenzione visiva.
Dedichiamo alcune pagine web a queste problematiche, augurandoci che aiutino tutti a capire quando vederci bene sia importante per la sicurezza sulle strade.
Occhio alla vista, insomma…

