Siamo sicuri che chi guida sulle nostre strade ci vede sempre bene?
A giudicare da uno studio condotto su un campione di circa 1.000 guidatori dall'Università degli Studi di Milano Bicocca non è proprio così…
Il lavoro di Silvio Maffioletti, Renato Pocaterra e Silvia Tavazzi, docenti e ricercatori dell'università milanese è partito da un'analisi dei dati statistici sull'incidentalità, basata sulla bibliografia scientifica internazionale relativa al processo visivo e alla sicurezza stradale, per poi definire e sviluppare un nuovo protocollo di analisi visiva finalizzata a sondare le capacità visiva dei soggetti sottoposti allo studio.
I risultati sono stati clamorosi: oltre il 30% del campione (formato da titolari di patente B), non era in possesso dei requisiti visivi minimi prescritti dal Codice della Strada… Inoltre lo studio ha dimostrato l'opportunità di tenere in considerazione altre competenze visive essenziali (oltre a quelle imposte dalla normativa) che rivestono un ruolo importante per la sicurezza quando si guida, ma che non sempre vengono soddisfatte. Il 18,6% del campione ha evidenziato di disporre di un'acutezza visiva inadeguata anche utilizzando strumenti di compensazione (occhiali, lenti a contatto) ritenuti idonei; l'1,9% è risultato dotato di una visione cromatica inadeguata; il 2,35% di un campo visivo non idoneo; il 24,5% di una visione notturna insufficiente; il 3,2% di una visione binoculare imperfetta. Tutte problematiche che sfuggono oggi alle modalità di esame per il rilascio o il rinnovo della patente, determinanndo potenziali situazioni di pericolo a causa dell'inadeguatezza di questi guidatori.


