Fiat Barchetta

La Fiat barchetta è il modello con cui nel 1995 la casa torinese è rientrata nel segmento delle spider dopo una lunga assenza. Lunga poco più di 3 metri e 90, ha due elementi estetici molto originali: le maniglie a scomparsa e una nervatura che solca tutta la fiancata, frutto della matita del designer greco Andreas Zapatinas. La barchetta è rimasta in produzione fino al 2005 ed è stata realizzata in quasi 60.000 esemplari, un volume che le garantisce ancora oggi una buona diffusione sul mercato dell’usato. Nel corso della sua carriera, l’auto ha beneficiato di un solo restyling, avvenuto nel 2003. L’intervento si è tradotto più che altro in un facelift, con l’adozione di una mascherina trapezoidale in luogo della semplice fessura che ha caratterizzato il muso nei primi anni di produzione. L’abitacolo non ha invece subito stravolgimenti negli arredi, rimasti giovanili e volutamente spartani. La barchetta non ha mai avuto un listino articolato, ma va segnalato come nel tempo siano state confezionate tante serie speciali, caratterizzate da particolari accostamenti cromatici tra carrozzeria e rivestimenti. In ogni caso, la capote in tela si apre e si chiude manualmente, operazione semplice e rapida da compiere. Alcuni esemplari possono disporre di un hard-top, fornito all’epoca come accessorio.

I MOTORI
La Fiat barchetta è stata prodotta sempre con un solo motore, regolarmente abbinato a un cambio manuale e alla trazione anteriore. Si tratta di un quattro cilindri a benzina 1.800 aspirato, con distribuzione bialbero e variatore di fase sul lato dell’aspirazione. Questa tecnologia rende robusta e lineare la curva di erogazione, con la coppia che resta sempre su valori prossimi a quello massimo. La potenza è di 130 CV, un valore che si traduce in una notevole vivacità negli spunti. Nel 1999 la meccanica fu aggiornata con una centralina più evoluta e un collettore d’aspirazione a geometria variabile, che assicuravano una maggiore elasticità in ripresa. Il collettore tornò a essere fisso nel 2001, anno in cui la barchetta si guadagnò l’omologazione Euro 3.

PRO E CONTRO
Sviluppata su un pianale derivato da quello della Punto, la Fiat barchetta ha dimensioni e massa contenute, un baricentro molto basso e un comportamento divertente e sincero. Questa spider si rivela, infatti, rapida negli inserimenti in curva e agile nei cambi di direzione, ma comunque stabile e sicura anche alle andature più elevate. L'assetto ben calibrato permette di sfruttare appieno tutto il potenziale della meccanica, che si fa apprezzare per la progressione vivace. I limiti dell'auto riguardano più che altro la sua praticità, limitata da un abitacolo che veste il pilota e il passeggero in modo molto attillato e da un bagagliaio che vanta una capacità di soli 165 litri, al quale si accede da un’apertura piuttosto stretta. Discreta la qualità delle finiture: diverse plastiche hanno un’aria un po’ economica e si nota qualche imprecisione negli assemblaggi. La capote, essenziale nella sua fattura, non assicura un grande isolamento né dal freddo né dai rumori.

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