Citroën C4 Cactus

La Citroën C4 Cactus è una compatta lanciata nel 2014, che si distingue nel panorama del segmento per l’originalità di alcune soluzioni stilistiche. Le scelte dei designer le regalano una spiccata personalità e un’aria allegra e scanzonata, che strizza un po’ l’occhio al mondo del fuoristrada. Questa impostazione è evidente soprattutto sui primi esemplari, caratterizzati dalla vistosa presenza degli AirBump, ampi inserti nella carrozzeria, e da un assortimento di colorazioni vivaci, con gli elementi di plastica in contrasto. Il profondo restyling del 2018 ha modificato il 90% degli elementi esterni, rendendo la linea più convenzionale e relegando gli AirBump nella parte bassa delle fiancate. A prescindere dall’anno di produzione, l’abitacolo ha sempre un’impostazione semplice e ordinata, con pochi tasti fisici e molti comandi accentrati nel touch screen. Le forme morbide e rassicuranti dell’interno ricordano un ambiente domestico, con sedili grandi e accoglienti, che possono anche essere rivestiti da tessuti variopinti e Alcantara.

I MOTORI
La Citroën C4 Cactus è stata venduta con un buon assortimento di motorizzazioni. Il fronte a benzina ha come principale protagonista il tre cilindri 1.2 PureTech, declinato in diversi livelli di potenza. Sulla prima serie lo si trova in versione aspirata, con 75 o 82 CV, mentre le C4 Cactus più recenti lo montano nella variante turbo da 110 o 131 CV. Quanto invece alle vetture a gasolio, nel tempo si è passati dai 1.6 e-HDi e BlueHDi da 92 e 99 CV al turbodiesel 1.5 BlueHDi, a sua volta proposto in due configurazioni, da 102 o 120 CV. Tutte le versioni sono a trazione anteriore, mentre non mancano le alternative al classico cambio manuale. L’automatico EAT6 esalta la comodità preservando il piacere di guida, mentre il robotizzato ETG6 si rivela un po’ lento nei passaggi di marcia.

PRO E CONTRO
La Citroën C4 Cactus è un’auto originale, che vanta anche qualità più di sostanza, rispetto alla simpatia del design e alla capacità di resistere bene ai piccoli urti in ambito urbano. Spaziosa e ben dotata, se si eccettua qualche lacuna in materia di Adas, la prima serie vanta un assetto capace di sopportare bene ogni sollecitazione. La seconda edizione riesce a fare ancora meglio in questo senso e ha come fiore all’occhiello ammortizzatori dotati di smorzatori idraulici progressivi che limitano il fondo corsa e permettono di adottare un assetto un po’ più morbido. In questo modo, la C4 Cactus ottiene un comportamento che ricorda l’effetto “tappeto volante” delle DS di una volta, a costi però ragionevoli e senza una particolare complessità. La leggerezza fa sì che le scelte a livello di taratura non si paghino tra le curve, dove emerge un comportamento gradevole e sicuro. La massa ridotta aiuta anche a contenere gli spazi d’arresto in frenata e i consumi, a prescindere dal motore montato. Un difetto comune a tutte le C4 Cactus è la presenza di finestrini posteriori che si aprono soltanto a compasso.

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