Fiat Bravo/Brava

La Fiat Bravo e la Fiat Brava sono le auto con cui la Casa torinese cercò di rimpiazzare la Tipo e di accaparrarsi un’ampia fetta del cosiddetto segmento C, quello delle compatte, nella seconda metà degli anni Novanta e nei primi anni Duemila. Per riuscire meglio nel suo intento la Fiat pensò di proporre due vetture dalle sagome diverse, capaci così di soddisfare le esigenze di un pubblico più vasto. La Fiat Bravo di quegli anni è dunque una due volumi a tre porte dall’aria sportiva lunga 403 cm, mentre la sua omologa con nome declinato al femminile, la Fiat Brava, è una berlina a due volumi e mezzo di 419 cm, con una spiccata vocazione familiare. In quest’ottica il massimo era tuttavia rappresentato nel listino Fiat dalla terza sorella, la Marea. Tanto la Brava quanto la Bravo godono ormai di una diffusione piuttosto limitata sul mercato dell’usato, essendo state sacrificate a più riprese in occasione delle varie campagne di rottamazione varate nel corso del tempo. Entrambe queste Fiat erano al passo con i loro tempi e risultano tuttora funzionali e pratiche sia dal punto di vista della plancia che da quello dei comandi, con solo qualche lieve sbavatura a livello di finiture.

I MOTORI
La Fiat Bravo e la Fiat Brava sono state vendute con motorizzazioni sia a benzina sia a gasolio. La maggior parte degli esemplari attualmente in circolazione è proprio turbodiesel e tra loro spiccano le unità JTD, più recenti e brillanti. Quanto al fronte a benzina, i motori più venduti sono quelli d’accesso alla gamma, con le cilindrate di 1,4 e 1,6 litri. Sulla loro base diversi clienti hanno realizzato in passato vetture a doppia alimentazione benzina e Gpl, neanche poi così rare tra le inserzioni pubblicate. In ottica collezionistica solo le versioni più sportive della Bravo chiamate HGT destano l’interesse degli appassionati delle youngtimer. Sotto il loro cofano ci sono propulsori a cinque cilindri e venti valvole con potenze arrivate con gli ultimi sviluppi a superare anche i 150 CV.

PRO E CONTRO
In occasione della doppia prova del 1996 Quattroruote scelse non a caso l’aggettivo “friendly” per descrivere le Fiat Bravo e Brava. Ancora oggi le due vetture mettono a subito a loro agio il guidatore e i suoi compagni di viaggio con arredi di buona qualità. La Fiat Brava (ma le stesse considerazioni valgono tutto sommato anche per la Bravo) vanta in particolare un abitacolo molto versatile e sempre apprezzabile per spaziosità in rapporto agli ingombri esterni. L’interno può infatti offrire cinque comodi posti e un buon bagagliaio oppure un vano di carico di volume notevole, ricavato sacrificando in toto o in parte i posti posteriori. Su strada emerge un comportamento gradevole, con un buon confort e un sottosterzo evidente ma facile da correggere quando si aumenta l’andatura. Il taglio delle lamiere limita un po’ la visibilità posteriore nel caso della Brava, a causa della forma dei montanti e delle dimensioni ridotte del lunotto. Alcuni esemplari sono privi di airbag, una grave lacuna dal punto di vista della sicurezza.

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