Mercedes Slk

Nel 1996 la Mercedes SLK ha lanciato la formula della moderna roadster-coupé. Da allora sono apparse sul mercato tre generazioni: la prima, con il nome in codice R170, è rimasta in produzione fino al 2004, quando ha passato il testimone alla R171, ristilizzata nel 2008 e uscita poi di scena nel 2011. L’ha rimpiazzata la R172, che nel 2016 è stata infine sostituita dalla nuova SLC. Nel corso del tempo la filosofia del modello non è mai mutata, mentre da un punto di vista estetico il discorso è ben diverso: la generazione intermedia sfoggia infatti un frontale appuntito mentre quella più recente ha un look più grintoso e massiccio. Anche l’abitacolo cambia volto e nell’ultima evoluzione ricorda quello della SLS, sfoggiando finiture di ottima qualità. Di lei va ricordato un optional sorprendente, il tetto Magic Sky Control, che ha il pannello centrale sopra l'abitacolo di vetro speciale, la cui trasparenza può essere regolata agendo semplicemente su un pulsante.

I MOTORI
Questa Mercedes è diffusa soprattutto con il motore 1.8 a benzina sovralimentato. Sulle SLK R171, così come sulle vecchie R170, la sovralimentazione è garantita da un compressore volumetrico. Gli esemplari più recenti adottano invece un turbo con due livelli di potenza: le SLK 200 hanno 184 CV e le 250 venti in più. Il modello R172 è anche disponibile in variante 250 CDI con motore a gasolio 2.1 biturbo, perfetta per chi ha percorrenze annue elevate. Rari ma molto sfiziosi sono poi gli esemplari a benzina di maggiore cubatura, come le raffinate SLK 350 da 306 CV e le aggressive 55 AMG, capaci di reggere il confronto con le supercar più blasonate.

PRO E CONTRO
L’SLK è una vera auto per quattro stagioni. In tetto è di fattura pregevole, isola bene l’abitacolo dal freddo e dai rumori e ha l’unica colpa di limitare un po’ la capacità di carico una volta ripiegato. Grazie alle bocchette per l’aria calda alla base del poggiatesta, introdotte con la seconda generazione e chiamate Air Scarf, questa Mercedes si scopre però con piacere anche nelle giornate invernali. L’assetto mette d’accordo un po’ tutti e filtra bene le buche assicurando al tempo stesso una buona tenuta in ogni frangente. Tra i pochi nei vanno invece ricordati la visibilità posteriore a tetto chiuso, che suggerisce cautela in manovra, e l’assenza di uno spazio alle spalle dei sedili dove sistemare giacche o borse.

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