Mini Clubman

Con il nome di Mini Clubman si possono identificare due auto di epoche ben distinte. L’appellativo Clubman fu utilizzato infatti la prima volta nel 1969 per la versione più chic ed elegante della Mini di allora. Quella Clubman, che aveva un frontale più squadrato rispetto a quello originario, prevedeva anche una variante station wagon battezzata Estate. È proprio a quest’ultima che si è ispirata la Mini Clubman dei tempi moderni, rappresentando la versione familiare della compatta anglo-tedesca. La prima generazione è apparsa nel 2007 con una carrozzeria lunga poco meno di quattro metri e dall’impostazione molto originale. A distinguerla era infatti una porticina posteriore, che si apriva controvento sul lato destro dell’auto e favoriva l’accesso al divano. Un altro elemento distintivo era la presenza di due sportelli con apertura ad armadio in luogo del classico portellone posteriore. Tale caratteristica è stata confermata anche sulla seconda generazione, arrivata tra il 2015 e il 2016, ed è già quella che oggi vanta la maggior diffusione a livello di usato. La Clubman più recente mantiene l’impostazione da wagon raffinata della progenitrice, ma è cresciuta di una trentina di centimetri e si è convertita a forme più convenzionali, con quattro classiche porte e un aumento significativo dello spazio disponibile e della praticità in genere.

I MOTORI
Tra gli annunci relativi alle Mini Clubman usate si trova una grande varietà di motori e di alimentazioni, oltre che di trasmissioni. A prescindere dagli anni di produzione, le versioni d’accesso sono le One, mentre quelle più sportive portano la sigla JCW, che sta per John Cooper Works. Tra questi due estremi si pongono in un crescendo di prestazioni la Cooper e la Cooper S, con l’aggiunta sempre di una D in fondo al nome nel caso degli esemplari turbodiesel, che, tra l’altro, sono quelli più numerosi in vendita. Sul mercato abbondano le proposte a cambio automatico mentre più rare, ma comunque non introvabili, sono le Clubman dotate di trazione integrale All4.

PRO E CONTRO
La Mini Clubman è per tradizione un’alternativa intrigante alla classica Mini e con il tempo ha saputo diventare una vera auto da famiglia, senza perdere l’aria allegra di sempre. L’evoluzione l’ha portata a essere abitabile e versatile, grazie a un vano di carico con capacità che va da 360 a 1.250 litri. Ce n’è abbastanza, insomma, per renderla credibile nei panni della station wagon compatta di fascia premium, un ruolo che le spetta anche per gli accostamenti cromatici ricercati, i materiali di pregio utilizzati e gli equipaggiamenti, che sugli esemplari più ricchi sono quasi da ammiraglia. Ciò vale sia in ambito infotainment sia a livello di assistenza alla guida, ma va tenuto presente che una vettura infarcita di optional può vedere il prezzo salire di molto. L’allungamento del passo e l’aumento della stazza fanno venir meno il celebre kart feeling, ma la Mini Clubman resta divertente, precisa e sicura, complice uno sterzo ben tarato. In viaggio si apprezza la buona silenziosità, mentre il lavoro delle sospensioni è soltanto discreto. Ottima, infine, la visibilità anteriore, grazie ai montanti del parabrezza sottili e verticali, mentre il doppio battente in coda può dare fastidio in manovra.

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