Nissan Leaf

La Nissan Leaf è una delle pioniere della mobilità elettrica: dal 2011 si muove spinta solo dall’energia contenuta nelle sue batterie. Per sottolineare questa sua diversità e per ragioni di efficienza aerodinamica, questa compatta a cinque porte punta su uno stile originale, adottando forme filanti, che si sono fatte più tese con l’avvento della seconda generazione, lanciata nel 2018. Design a parte, le due serie sono accomunate dal medesimo telaio e sostanzialmente dalle stesse dimensioni interne, mentre a cambiare sono gli arredi, le prestazioni e la dotazione tecnologica. I passi avanti si registrano su molti fronti, dall’assistenza alla guida per arrivare alla connettività, tema non secondario per le auto elettriche. La Leaf 2.0 ha introdotto anche l’e-Pedal, che dà la possibilità al conducente di partire, accelerare, decelerare e anche fermarsi modulando semplicemente la pressione sull’acceleratore.

I MOTORI
Le Nissan Leaf della prima generazione adottano un motore sincrono da 109 CV alimentato sugli esemplari più datati da una batteria da 24 kWh. Dal 2016 la Casa Giapponese ha introdotto una nuova batteria da 30 kWh, in grado di garantire una maggiore autonomia. Il vero salto di qualità in questo senso, così come in fatto di prestazioni, lo compie però la Leaf 2.0, presentata con un nuovo motore sincrono a magneti permanenti da 150 CV e 320 Nm di coppia supportato da un pacco batterie da 40 kWh. In un’evoluzione tanto rapida quanto costante, Nissan ha inserito poi in listino nella seconda metà del 2019 una versione della Leaf chiamata e+, che introduce un powertrain inedito con un accumulatore più capiente e un motore più potente. I kWh raggiungono infatti quota 62, mentre la potenza massima si attesta a 218 CV. Il reparto trasmissione punta di regola su un riduttore a rapporto fisso e sulla trazione anteriore.

PRO E CONTRO
Al di là delle scontate considerazioni sull’autonomia, che limita un po’ la versatilità d’impiego degli esemplari più datati, la Nissan Leaf si rivela un’auto pratica e godibile. Buona parte del merito va all’abitabilità, dal momento che l’elettrica giapponese si rivela molto spaziosa. Anche i passeggeri che si accomodano sul divano possono allungare le gambe senza difficoltà e hanno centimetri in abbondanza pure per le spalle. Solo il padiglione incombe un po’ sulle teste, ma senza farsi mai davvero fastidioso. Alla fine, chi se la passa peggio è, a sorpresa, il pilota, a causa di una seduta un po’ alta e del volante che non si regola in profondità. Il bagagliaio, molto capiente, ma dalla soglia un po’ alta, soddisfa le esigenze di carico di una famiglia. Su strada, la Leaf sfodera un temperamento brillante, con reazioni vivaci a ogni intervento sull’acceleratore, in accelerazione così come in ripresa. La sua indole, in ogni caso, non è sportiva. Lo sterzo e l’assetto hanno infatti una taratura piuttosto turistica e sconsigliano di mettere troppa irruenza nella guida, anche per via dei freni poco incisivi. Meglio prendersela con calma e godersi la notevole silenziosità di marcia, affidandosi magari anche agli efficaci sistemi di assistenza alla guida del ricco pacchetto ProPilot.

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