Seat Mii

La Seat Mii è la variante spagnola della piccola da città prodotta dal Gruppo VW anche come Volkswagen up! e Skoda Citigo. Rispetto alle cugine, la Mii si differenzia più che altro per il taglio del frontale e per alcuni elementi di dettaglio. Per il resto, è frutto di un sostanziale copia e incolla. La lunghezza della Mii è di 356 cm e la carrozzeria, dalle forme pulite e geometriche, vede le ruote sistemate alle estremità del pianale, con un passo di ben 242 cm e sbalzi molto ridotti. Nei primi anni di produzione, la Seat ha proposto questa citycar anche in variante a tre porte, ma nel tempo, visto l’andamento degli ordini, è rimasta solo la cinque porte. Questa soluzione favorisce l’accesso all’abitacolo, che è uno tra i più ampi e ospitali all’interno del segmento A. Omologata per quattro persone, la Mii accoglie infatti senza problemi nella zona posteriore anche adulti di media statura. Il posto di guida, in particolare, si dimostra adatto a guidatori di tutte le taglie, nonostante il volante si regoli solo in altezza e non in profondità. Buona la conformazione del sedile, con poggiatesta integrato, e corretta la disposizione dei comandi sulla plancia, che ha un disegno lineare ed è confezionata con cura, così come gli altri arredi.

I MOTORI
La Seat Mii è stata venduta inizialmente con due motorizzazioni mille a tre cilindri a benzina, da 60 o da 75 CV. A queste si è aggiunta nel corso del tempo la Mii Ecofuel, con alimentazione bifuel benzina/metano e una potenza di 68 CV. Questa versione ha una diffusione limitata, ma rappresenta una scelta interessante per risparmiare sul carburante. Tra le alternative degne di nota ci sono anche gli esemplari con il pratico cambio robotizzato Ags, adatto ad affrontare senza stress il traffico urbano. Vocazione cittadina anche per le rare Mii Electric.

PRO E CONTRO
La Seat Mii è un’ottima soluzione al problema della mobilità quotidiana. Le sue dimensioni compatte, la facile percezione degli ingombri e l’ampiezza delle superfici vetrate la rendono infatti facile da gestire anche negli spazi stretti. La piccola di Martorell se la cava bene, in ogni caso, anche quando gli orizzonti si allargano. Tra le curve, infatti, si dimostra gradevole e sincera e si adatta anche a un utilizzo autostradale, restando silenziosa e rilassante anche ad andatura sostenuta. La vivacità è limitata, ma il cambio si fa apprezzare per manovrabilità e giusta rapportatura. Il limite principale, nell’ottica di un impiego a 360 gradi, è alla fine rappresentato dal bagagliaio. La scelta di privilegiare l’abitabilità posteriore fa sì che il vano abbia una capacità appena sufficiente e la presenza di una soglia piuttosto alta complica le operazioni di carico e scarico.

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