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VairanoRing | il blog di Carlo di Giusto

    Configurare è un'arte

    29.01.2016 | tag:

    Alzi la mano chi non si è mai perso negli incantevoli meandri dei configuratori online, anche solo per puro cazzeggio. L'attività di mettere insieme talvolta improbabili combinazioni, spesso costosissime, se la gioca alla pari con la consultazione compulsiva degli annunci di auto esotiche usate. Roba da malati di macchine, ma so che qui trovo terreno fertile, gente che (mi) capisce. Potete confessare liberamente, qui nessuno vi giudicherà.

    Quando poi si tratta di ordinare la macchina nuova, però, come agite? Io non ho mai compreso del tutto quelli che acquistano la macchina "in pronta consegna", così come l'ha scelta qualcun altro, se non per un fatto di pura necessità contingente (tempo e/o denaro, per intenderci).

    Un po' per l'entità dell'esborso, che è sempre impegnativo, e un po' per il fatto che non si cambia auto ogni due per tre, la configurazione della propria macchina dovrebbe essere sempre qualcosa di molto personale, individuale, tarato sui gusti e sulle preferenze di chi poi quell'automobile la dovrà usare per anni.

    E non è solo un fatto di piacere personale: chi sa di tenere la macchina per tanto tempo e di usarla tutti i giorni dovrebbe preoccuparsi anche di sceglierla a prova di futuro, cioè con quelle dotazioni che dovrebbero garantire un domani sia un utilizzo di durevole soddisfazione sia una maggior appetibilità sul mercato dell'usato. Il prezzo inevitabilmente sale, ma come dice un mio amico, "meglio soffrire un giorno - quando la si paga - e godere tutti gli altri"...

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Via Mazzocchi 2.0 | il blog del direttore Carlo Cavicchi

    Monitorare i ponti con i telefonini? Pare sia meglio che con i sensori

    19.09.2018 | tag:


    Dopo la tragedia del ponte di Genova lo scorso mese di agosto ormai una vera psicosi si sta impossessando di molti automobilisti, adesso timorosi ogni volta che devono affrontare un cavalcavia.
    Come si è letto, si sta pensando di monitorare quelli più a rischio (ma bisognerebbe farlo con tutti, soldi permettendo) grazie a sensori capaci di misurare il numero e l’intensità delle vibrazioni. Eppure pare che ci sia un sistema a costo quasi nullo ed efficacia addirittura superiore: sfruttare i tanto criminalizzati telefonini che sono sempre al centro dell’attualità per i rischi conseguenti alla distrazione al volante.
    Lo sostengono quelli del Massachussets Institute of Technology, il leggendario MIT di Boston, dimostrando che gli smartphone che stanno condizionando la nostra vita sono in grado, grazie agli accelerometri di cui sono dotati, di rilevare in maniera istantanea lunghezza, altezza e profondità e registrare il tutto, in particolare anche le vibrazioni di un punte che si sta attraversando.
    Possibile? Certo che sì, assicurano quelli che se ne intendono (e al MIT non scherzano per nulla) arrivando a dire che i telefonini sono addirittura più accurati nei rilevamenti e soprattutto tanti di più rispetto ai sensori fissi che si possono montare sui viadotti. Addirittura chiariscono che ogni sensore mobile fornisce dati significativamente migliori in termini di risoluzione rispetto a uno fisso, ed è quindi da solo in grado di offrire informazioni paragonabili a quelle raccolte da oltre un centinaio di sensori permanenti. Mica male!
    Il suggerimento sarebbe quello di creare una rete allargata di segnali, estremamente utile per evitare tragedie o possibile tragedie, proprio contando sulla diffusione capillare ormai raggiunta dai cellulari in giro per il mondo. A suo modo è poi quello che fa Google Maps che è in grado di riconoscere in tempo reale le condizioni del traffico (e quindi segnalare ingorghi o strade bloccate) proprio sfruttando i segnali che arrivano dai telefonini fermi sulle strade.

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AutoDifesa | il blog di Mario Rossi

    Sorpresa, le auto senza Rc sono solo 1,3 milioni (forse)

    14.07.2017 | tag:

    Fece scalpore, un paio d’anni fa, la denuncia dell’Ania, l’Associazione fra le imprese assicurative: in Italia circolano 3,9 milioni di veicoli senza copertura Rc auto. Qualche giorno fa la Polizia Stradale (ne parla qui accanto anche l'amico Carlo) ha reso noti i dati di una vasta operazione di contrasto alla mancata copertura assicurativa denominata “Mercurio Eye Insurance”. Dal 3 all’8 luglio 4 mila pattuglie della polizia di stato, di cui 250 dotate di sistemi di controllo automatizzato, hanno controllato 408.883 veicoli in tutte le province italiane. Di questi, “solo” (si fa per dire) 2.419 erano privi di assicurazione e sono stati sequestrati, lo 0,59%.

    Per carità, è stato controllato meno dell’1% del circolante, però se si proietta questo dato sulla totalità dei veicoli immatricolati in Italia (52.658.694 a fine 2016), quelli privi di copertura sarebbero solo 311 mila…

    Se invece si prendono in considerazione i soli controlli “manuali” effettuati, nell'ambito della stessa operazione, da agenti di polizia stradale, circa 23 mila, i veicoli privi di copertura sono risultati, in proporzione, molti di più, ben 583, il 2,5% di quelli fermati. Se proiettassimo questo dato sul circolante, risulterebbe che i veicoli privi di assicurazione sarebbero poco più di 1,33 milioni, esattamente un terzo di quanto stimato due anni fa dall’Ania.

    Premesso che proiettare un dato parziale, statisticamente non rappresentativo, sulla totalità di un insieme è sbagliato e spesso porta a errori clamorosi, probabilmente la verità sta nel mezzo. Certo, se i controlli su strada fossero capillari, se operazioni come quelle della Polizia fossero effettuate più spesso (e da tutti i corpi di polizia), le cose migliorerebbero. Se poi il legislatore autorizzasse anche i controlli automatici della copertura Rc utilizzando le “telecamere” esistenti (Ztl, Tutor, Autovelox eccetera)…