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VairanoRing | il blog di Carlo di Giusto

    Configurare è un'arte

    29.01.2016 | tag:

    Alzi la mano chi non si è mai perso negli incantevoli meandri dei configuratori online, anche solo per puro cazzeggio. L'attività di mettere insieme talvolta improbabili combinazioni, spesso costosissime, se la gioca alla pari con la consultazione compulsiva degli annunci di auto esotiche usate. Roba da malati di macchine, ma so che qui trovo terreno fertile, gente che (mi) capisce. Potete confessare liberamente, qui nessuno vi giudicherà.

    Quando poi si tratta di ordinare la macchina nuova, però, come agite? Io non ho mai compreso del tutto quelli che acquistano la macchina "in pronta consegna", così come l'ha scelta qualcun altro, se non per un fatto di pura necessità contingente (tempo e/o denaro, per intenderci).

    Un po' per l'entità dell'esborso, che è sempre impegnativo, e un po' per il fatto che non si cambia auto ogni due per tre, la configurazione della propria macchina dovrebbe essere sempre qualcosa di molto personale, individuale, tarato sui gusti e sulle preferenze di chi poi quell'automobile la dovrà usare per anni.

    E non è solo un fatto di piacere personale: chi sa di tenere la macchina per tanto tempo e di usarla tutti i giorni dovrebbe preoccuparsi anche di sceglierla a prova di futuro, cioè con quelle dotazioni che dovrebbero garantire un domani sia un utilizzo di durevole soddisfazione sia una maggior appetibilità sul mercato dell'usato. Il prezzo inevitabilmente sale, ma come dice un mio amico, "meglio soffrire un giorno - quando la si paga - e godere tutti gli altri"...

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Via Mazzocchi 2.0 | il blog del direttore Carlo Cavicchi

    Tempi duri anche per le premium tedesche

    08.11.2018 | tag:


    Chi lo avrebbe mai detto? Sono tempi duri anche i colossi tedeschi dell’auto. Molti danno la colpa agli standard WLTP per misurare con più accortezza i dati reali dei consumi in condizione di marcia su strada, fatto sta che dopo BMW anche Mercedes ha annunciato un vero crollo degli utili nel terzo trimestre di quest’anno. In particolare BMW, quando era uscita allo scoperto, aveva sorpreso tutti perché è la prima volta da dieci anni in qua che la casa bavarese si trova a rivedere al ribasso le sue previsioni annuali.
    Vediamo allora di fare un po’ di ordine riguardo alle norme WLT che sono entrate in vigore il primo di settembre e che pretendono che tutte le nuove omologazioni rispondano ai criteri di misurazione introdotti adesso. Se si ascoltano le voci che provengono da tutti i costruttori il problema è uno solo: c’è la fila ai laboratori per far verificare che le vetture rispondano ai criteri imposti. Per questo i piazzali sono pieni. In realtà pare che non tutti i modelli siano proprio confacenti e che pure l’obbligo di aggiornare quelli più datati non sia così facile da essere messo in pratica. Fatto sta che entro agosto c’è stata un’offerta esagerata di auto, arrivate sul mercato con sconti esagerati pur di eliminare gli stock in casa, mentre adesso stagnano le vendite di veicoli nuovi che stanno patendo i ritardi per essere in regola.
    Di sicuro erano davvero tanti anni che non si vedevano così in sofferenza i conti dei marchi premium tedeschi e questo fa un po’ impressione. A parziale spiegazione, almeno per quanto riguarda BMW, ci sono poi i problemi che si sono aggiunti a causa della guerra commerciale tra Washington e Pechino. In Cina infatti è in atto una vera ritorsione verso gli Stati Uniti che finisce con il penalizzare con nuove tasse tutte le SUV che sono prodotte a Spartanburg, in Carolina del Sud, e che piacciono tanto agli automobilisti del Dragone. Un danno calcolato in almeno 300 milioni di euro.
    Non ho parlato di Audi perché in Vw danno soltanto i dati consolidati e non splittati per marchi, ma a sentire gli spifferi pare proprio che la situazione sia in linea con la concorrenza. Morale: giorni difficili anche dove regnava sempre la festa. E questa è davvero una notizia.

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AutoDifesa | il blog di Mario Rossi

    Sorpresa, le auto senza Rc sono solo 1,3 milioni (forse)

    14.07.2017 | tag:

    Fece scalpore, un paio d’anni fa, la denuncia dell’Ania, l’Associazione fra le imprese assicurative: in Italia circolano 3,9 milioni di veicoli senza copertura Rc auto. Qualche giorno fa la Polizia Stradale (ne parla qui accanto anche l'amico Carlo) ha reso noti i dati di una vasta operazione di contrasto alla mancata copertura assicurativa denominata “Mercurio Eye Insurance”. Dal 3 all’8 luglio 4 mila pattuglie della polizia di stato, di cui 250 dotate di sistemi di controllo automatizzato, hanno controllato 408.883 veicoli in tutte le province italiane. Di questi, “solo” (si fa per dire) 2.419 erano privi di assicurazione e sono stati sequestrati, lo 0,59%.

    Per carità, è stato controllato meno dell’1% del circolante, però se si proietta questo dato sulla totalità dei veicoli immatricolati in Italia (52.658.694 a fine 2016), quelli privi di copertura sarebbero solo 311 mila…

    Se invece si prendono in considerazione i soli controlli “manuali” effettuati, nell'ambito della stessa operazione, da agenti di polizia stradale, circa 23 mila, i veicoli privi di copertura sono risultati, in proporzione, molti di più, ben 583, il 2,5% di quelli fermati. Se proiettassimo questo dato sul circolante, risulterebbe che i veicoli privi di assicurazione sarebbero poco più di 1,33 milioni, esattamente un terzo di quanto stimato due anni fa dall’Ania.

    Premesso che proiettare un dato parziale, statisticamente non rappresentativo, sulla totalità di un insieme è sbagliato e spesso porta a errori clamorosi, probabilmente la verità sta nel mezzo. Certo, se i controlli su strada fossero capillari, se operazioni come quelle della Polizia fossero effettuate più spesso (e da tutti i corpi di polizia), le cose migliorerebbero. Se poi il legislatore autorizzasse anche i controlli automatici della copertura Rc utilizzando le “telecamere” esistenti (Ztl, Tutor, Autovelox eccetera)…