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AutoDifesa | il blog di Mario Rossi

Archivio per 'October 2011'

    Venerdì scorso ero a Roma a un convegno sull'auto: interventi sottotono, musi lunghi e pessimismo tra i relatori e tra i partecipanti. Tra qualche giorno il ministero delle infrastrutture comunicherà i dati sulle immatricolazioni di ottobre, che permetteranno di stimare con migliore approssimazione il consuntivo 2011. L'Unrae, l'associazione degli importatori di autoveicoli esteri, ha parlato di 1,75 milioni di "pezzi", l'11% in meno rispetto al 2010. Con la previsione di un ulteriore rallentamento del 3-4% nel 2012. Jacques Bousquet, presidente dell'Unrae, ha ammesso che oggi "ci vuole davvero un buon motivo per cambiare auto". In Italia il 34,1% delle auto in circolazione è Euro 0, 1 e 2, cioè ha più di 10 anni. E nemmeno questo sembra un buon motivo per cambiare auto...

    Qualche giorno fa mi è capitato tra le mani un verbale di violazione dei limiti di velocità svizzero. Al di là delle diverse "tecniche" di accertamento, non si può non restare colpiti dalla semplicità e dalla chiarezza della polizia cantonale di Nidwalden rispetto alla fumosità e ai bizantinismi di una polizia municipale italiana, per esempio quella di Borgetto, in provincia di Palermo (ma è così ovunque in Italia, lo cito solo perché, casualmente, ce l'ho sotto mano).

    Mi limito a confrontare solo un passaggio, la descrizione della violazione. Ve la riporto pari pari, tra virgolette, così come è riportata sui due verbali, entrambi notificati successivamente, e recentemente, a due lettori:

    POLIZIA CANTONALE DI NIDWALDEN "La nostra apparecchiatura per la registrazione della velocità ha registrato venerdì 22 ...., ore.... la seguente infrazione del limite di velocità: - velocità misurata: 106 km/h - velocità consentita: 80 km/h - margine di sicurezza: 6 km/h - velocità punibile: 20 km/h - luogo... - veicolo... In conformità con l'ordinanza del Dipartimento federale di giustizia e polizia del 10 agosto 1998, la polizia è autorizzata a effettuare controlli della velocità tramite radar senza obbligo di notificare l'infrazione al conducente sul posto".

    POLIZIA MUNICIPALE DI BORGETTO "Il giorno ... alle ore ... in S.S. ... altezza ... km ... direz. ... il conducente del veicolo autovettura .... targa .... ha violato l'articolo 142/2-7 del C.d.s. poiché: circolava alla velocità di km/h 57, come indicata sulla risultanza fotografica, superando di km/h 2,00 la velocità massima consentita nel tratto di strada percorso determinata con ordinanze dell'ente proprietario n. 5/78 e 43/01 (limite di velocità km/h 50). La velocità effettiva (km/h 52,00) è stata determinata, ai sensi dell'art. 345/2c. D.P.R. 16/12/92 N. 495, così come modificato dall'art. 197 D.P.R. 16/9/96 N. 610, tenuto conto della riduzione pari al 5% della velocità con minimo di 5 km/h, comprensiva anche della tolleranza strumentale stabilita in sede di approvazione dell'apparecchiatura, di proprietà degli organi accertatori, Eltraff srl mod. Velomatic 512 matr. ... Omol.Decr. LL.PP. n. 20923 del 02/03/2007 e successive modifiche e integrazioni (sottoposto a taratura presso il centro SIT in data ... certificato n. ...) utilizzato per la rilevazione, la cui installazione è avvenuta secondo le indicazioni fornite dal costruttore (art. 4. D.M. del 29/10/1997). Si attesta che l'utilizzo è indicato da appositi segnali stradali  di indicazione permanenti, previsti dall'art. 1/A del D.M. Trasp. del 15/08/2007 in attuazione dell'art. 3/1 lett. b) D.L. 03/08/2007 n. 117 e secondo le previsioni dell'art. 142 c.6/bis del C.d.s. e dell'art. 79 del Reg. di esecuzione del C.d.s. La violazione non è stata immediatamente contestata causa: accertamento della violazione per mezzo di strumento che determina l'illecito dopo che il veicolo è già distante dal posto di accertamento (art. 384/e Reg. Es. Cds). Strada individuata con Decr. Pref. n. ... del ... ai sensi art. 4/2 L. 168/02"

    Lascio a voi ogni commento...

    Ha superato quota 40 mila firme la proposta dell'associazione Lorenzo Guarnieri di Firenze (www.lorenzoguarnieri.com) di introdurre nel codice penale il reato di omicidio stradale. Ne abbiamo scritto su Quattroruote in edicola, illustrando i contenuti della proposta e dando voce al partito dei favorevoli e a quello dei contrari. Ne riporto un paio per parte:

    Matteo Renzi, sindaco di Firenze (Pd): "una battaglia sacrosanta. Non si vuole punire chi fa un errore, ma chi si mette alla guida in maniera irresponsabile".

    Luca Zaia, governatore del Veneto (Lega Nord): "è un atto di civiltà. Chiunque si mette alla guida in maniera irresponsabile e provoca la morte di una persona dovrebbe andare in carcere. Che differenza c'è tra un'arma e un'auto?"

    Donatella Ferranti, deputato del Pd: "già oggi il magistrato può applicare la specie dell'omicidio volontario. Però questo non può essere stabilito a priori, deve essere accertato dagli inquirenti caso per caso. Gli strumenti ci sono, non servono altre figure di reato".

    Stefano Donati, comandante della polizia municipale di Bari: "non è un deterrente l'inasprimento della pena, ma la certezza della pena".

    Certo fa impressione leggere quanto dichiarato da Giuseppa Cassaniti Mastrojeni, presidente dell'Associazione vittime della strada, madre di una ragazza uccisa a 17 anni da un'auto che andava a 111 km/h in centro città: ““il morto è morto”, ci disse il magistrato che avrebbe dovuto sostenere le ragioni di mia figlia, “ora diamo una mano ai vivi””...

    E voi? Che cosa ne pensate?

    Scusate se torno sull'argomento dell'Ipt ma quello che sta succedendo negli enti locali è troppo divertente (si fa per dire) per non essere raccontato. Il fatto è che dopo aver preteso dal governo l'aumento dell'imposta per gli atti soggetti a Iva, cioè per le auto nuove e usate acquistate nelle concessionarie e negli autosaloni, le province si stanno accorgendo dei danni che la novità rischia di provocare ad alcune di loro. E già, perché l'imposta proporzionale alla potenza (compresa tra 3,51 e 4,56 €/kw) e non più di importo fisso compreso tra 151 e 196 euro (ogni amministrazione ha facoltà di aumentare fino al 30% l'importo base, e infatti 105 su 110 lo hanno fatto, 48 fino al massimo consentito) è in vigore solo nelle province delle regioni a statuto ordinario, 86 su 110. Nelle altre (Aosta, Trento, Bolzano, in Sicilia e in Sardegna) l'Ipt non è cambiata. Premesso che l'imposta si paga all'amministrazione in cui risiede l'acquirente nel caso di vetture nuove e in quella ove ha sede la concessionaria o l'autosalone nel caso di vetture usate, che significa tutto ciò? Che, per esempio, una persona di Portogruaro che vuole acquistare una Volkswagen Golf 2.0 TDI da 140 cv usata forse preferirà farlo in un salone della vicina San Vito al Tagliamento, in provincia di Pordenone, distante appena 17 chilometri da casa sua, dove pagherà 181 €, piuttosto che nel suo paese, in provincia di Venezia, dove pagherà, per la stessa identica formalità burocratica, 434 €. O magari farlo nel salone di Portogruaro della concessionaria che ha sede a San Vito, senza nemmeno fare quei 34 chilometri... Ma più che sulle vetture usate, la partita si gioca sulle auto aziendali. Ai noleggiatori (a lungo e a breve termine) e alle società di leasing basterà aprire una sede secondaria in una provincia di una regione autonoma per immatricolare lì il proprio parco auto. Si parla di centinaia di migliaia di veicoli all'anno, cioè centinaia di milioni di euro, che potrebbero migrare, per esempio, da Roma ad Aosta. Insomma, adesso la partita si gioca tra le province. Con quelle ordinarie che, con l'appoggio della Lega Nord, cercano di convincere quelle autonome ad allinearsi alla stangata... E quelle autonome che rispondono picche, avendo tutto da guadagnare, in presenza di bilanci sani, da questa situazione. E' il federalismo fiscale, bellezza...

    Devo dirvi la verità, mi colpisce la quantità di pubblicità di macchine sui quotidiani, paginate a colori a raffica. Per non parlare degli spot in tv o alla radio. Certo, tradizionalmente l'auto, insieme agli alimentari e alla telefonia, è tra i "big spender" nel mercato pubblicitario...

    Mi sono fatto due conti: nei primi sei mesi del 2011 le Case automobilistiche hanno "investito" in pubblicità 501.284.000 euro (Fonte Nielsen Media Research). Lo so, lo so che è un discorso da bar, se però si divide questa cifra per 1.012.849, le auto immatricolate in Italia nello stesso periodo, si scopre che tra gennaio e giugno 2011 per ogni vettura targata i costruttori hanno speso in "advertising", in media, 495 euro, centesimo più centesimo meno.

    Nello stesso periodo del 2010 (1.165.337 vetture immatricolate nel primo semestre) le Case avevano investito un po' meno, 487.837.000 euro, pari, in media, a 419 euro per ogni macchina targata. Insomma, l'investimento medio pubblicitario per auto targata è aumentato del 18% in un anno (di crisi).

    E la guerra tra le Case continua...

    p.s. Volkswagen Group Italia è il sesto "top spender" in Italia, unica casa automobilistica presente nella top ten degli investitori di Nielsen media research.

    Qualche giorno fa i Carabinieri di Milano hanno arrestato il comandante della polizia locale di Arconate, Pierangelo Valorio, 39 anni, l'agente Massimo Castrucci, 32 anni, e l'ex agente Christian Festa, 30 anni. In servizio ad Arconate è rimasto un solo agente, estraneo alle accuse. Pare (pare) che i "vigili" si siano spartiti una cifra compresa tra 25 mila e 35 mila euro, soldi «trafugati» in sette mesi, tra il settembre 2009 e l' aprile 2010, dalle casse del comando

    Copio pari pari dal Corriere della sera: "I vigili - secondo le accuse - fermavano gli automobilisti, li multavano con la sanzione più alta possibile, e poi chiedevano agli automobilisti di pagare subito la sanzione al comando per evitare il ritiro della patente e la perdita dei punti. Il verbale effettivamente riportava la maxi sanzione, anche 500 euro per volta. Ma alla fine del mese, quando i soldi venivano «girati» dal conto del comando alle casse della tesoreria comunale, gli originali dei verbali venivano fatti sparire o contraffatti. Da 500 euro si passava a 65 e così via. In questo modo nelle case del municipio finivano solo pochi spiccioli. Il resto spariva, così sostiene la procura della repubblica di Milano, nelle casse degli agenti «infedeli»".

    Non è la prima volta che si indaga su uomini in divisa. Le prime inchieste attorno alle multe fatte dalle polizie municipali risalgono alla fine degli anni 90 (Brescia, Latina, Brindisi). Da allora sono state moltissime le denunce dei cittadini, le indagini di polizia, carabinieri e guardia di finanza e i fascicoli aperti dalla magistratura sul business delle multe (a Milano, Verona, Salerno eccetera).

    Nel mirino degli inquirenti, però, c'era sempre il noleggio delle apparecchiature per il controllo della velocità o per il passaggio con il semaforo rosso. Il reato, anzi, l'ipotesi di reato, (con l'eccezione del caso dei Velomatic "truccati") era sempre lo stesso, turbativa d'asta (accompagnato, eventualmente, dal falso e dall'abuso d'ufficio): una ditta privata, spesso esclusivista di un'apparecchiatura, anzi, dell'unica apparecchiatura con certe caratteristiche tecniche in commercio in quel momento, forniva al comune lo strumento (e spesso lo gestiva direttamente) in cambio di una percentuale sulle multe.

    Il tutto, agli albori del business, cioè nella seconda metà degli anni 90, avveniva non solo infischiandosene del codice della strada, che non consentiva e non consente l'intervento dei privati negli accertamenti di violazioni delle norme e nella gestione delle apparecchiature, ma anche del codice degli appalti, cioè senza gara, per affidamento diretto da parte dell'amministrazione o, peggio, con semplice determina del comandante di polizia municipale. Nella migliore delle ipotesi mediante una scientifica spartizione degli appalti tra i diversi noleggiatori.

    Un sistema che ha permesso a molti comuni di raddrizzare bilanci, di costruire faraonici comandi di polizia locale, di dotare la polizia municipale di macchine appariscenti, e che, soprattutto, ha permesso ai noleggiatori di Autovelox, Velomatic, Photored, T-Red eccetera di arricchirsi a dismisura, incassando, grazie ai comuni compiacenti, fino al 50% dell'importo delle multe.

    In una dozzina d’anni di indagati in divisa ce ne sono stati, eccome, ma per la cronaca giudiziaria nessun funzionario di polizia si sarebbe mai arricchito personalmente, nonostante il giro d'affari milionario che il business generava. Forse perché mai nessun inquirente ha messo il naso nei conti correnti dei comandanti di polizia? Forse perché nessun inquirente ha mai utilizzato strumenti d'indagine sofisticati come microspie, telecamere nascoste, intercettazioni telefoniche, indagini patrimoniali? Forse.

    Per carità, le accuse ai vigili di Arconate dovranno essere provate... ma, finalmente, dopo i noleggiatori di autovelox e i comuni, anche gli agenti hanno iniziato ad arricchirsi con le multe. Era ora.