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AutoDifesa | il blog di Mario Rossi

Archivio per 'October 2012'

    Non so quale base scientifica abbiano i sondaggi diffusi periodicamente online, come quello sulle imposte più odiate dagli italiani. Però mi ha colpito un dato: limitandosi alle imposte che riguardano strettamente il settore automobilistico, da febbraio a ottobre l'odio sarebbe diminuito (relativamente alle altre, s'intende).

    A febbraio, secondo contribuenti.it, le accise sulle benzina erano al secondo posto della top ten, a ottobre sono scese al quarto mentre il bollo auto dalla quinta posizione di otto mesi fa sarebbe sceso alla settima. Nessuna traccia, nella top ten, di superbollo, Ipt, imposta sull'Rc auto... Certo, l'Iva è salita al primo posto dalla quarta posizione di febbraio, però è un'imposta che colpisce tutti i beni di consumo, non solo quelli del settore auto.

    In realtà il sondaggio mi dà lo spunto per sondare a mia volta i frequentatori del mio blog, per sapere qual è il loro "sentiment". Dunque: escludendo l'Iva e limitando il giudizio a bollo, superbollo, accise, Ipt, imposta sull'Rc e "balzelli vari" (quelli che si pagano al Pra o alla Motorizzazione quando bisogna fare, duplicare o rinnovare documenti) qual è la vostra personale "classifica delle imposte/tasse/tributi/emolumenti più odiati"?

    P.s. Queste le classifiche di contribuenti.it

    FEBBRAIO 2012 1. Aggio esattoriale 2. Accise su benzina, energia elettrica e metano 3. Canone Rai 4. IVA 5. Bollo auto 6. TIA/TARSU 7. IMU/ICI 8. Contributi consorzi di bonifica 9. Ticket sanitari 10. Imposte sui redditi/Irap

    OTTOBRE 2012 1. IVA 2. IMU 3. Aggio esattoriale 4. Accise su benzina, energia elettrica e metano 5. Canone Rai 6. TIA/TARSU 7. Bollo auto 8. Contributi consorzi di bonifica 9. Ticket sanitari 10. Imposte sui redditi/Irap

    Mi ha colpito un dato che ho appena letto sulla mail di lancio del prossimo numero di una rivista economica specializzata nel settore automotive: "fatturato in calo del 44% per le officine delle reti ufficiali. Tengono invece gli indipendenti".

    Premetto che non so a quale periodo si riferisca il dato e che non conosco la ripartizione del fatturato complessivo dell'autoriparazione tra ufficiali e indipendenti. Gli ultimi dati ufficiali Istat, però, evidenziano, nel secondo trimestre 2012, una diminuzione del giro d'affari complessivo della "manutenzione e riparazioni di autoveicoli" di un più modesto (e coerente rispetto ad altri indicatori) 7,2% rispetto al 2° trimestre 2011.

    Sia come sia, si tratta di numeri che la dicono lunga. Anche perché da un paio d'anni c'è la tendenza a tenere la vecchia auto, a rimandare l'acquisto. Ciò, a rigor di logica, significa macchine mediamente più vecchie in circolazione e, quindi, più soggette a guasti/rotture o a manutenzione. Per non parlare dell'aumento dell'Iva... Anche se, va detto, la macchina si usa meno o con più attenzione (e i dati sui consumi di carburanti, in calo del 10% nei primi nove mesi rispetto allo stesso periodo del 2011 lo dimostrano).

    Al di là dei numeri, però, mi interessa la vostra, con l'ovvia precisazione che il termine indipendente non significa necessariamente risparmio o peggio: nell'ultimo anno è cambiato il vostro modo di fare manutenzione? Rispetto al passato vi rivolgete di più agli indipendenti? La variabile prezzo è diventata più importante o addirittura l'unica che prendete in considerazione? Nella vostra cerchia di conoscenze/amicizie avete notizia/sensazione di un taglio delle spese legate alla manutenzione dell'auto, di una tendenza a rimandarle? Il risparmio rischia di diventare più importante della sicurezza?

    Ero piccolo, ma ricordo come se fosse ora quelle domeniche senza macchine. Ne approfittavamo per giocare a pallone in strada... Copio da Wikipedia: "Da domenica 2 dicembre 1973 fu imposto il divieto assoluto di circolazione dei mezzi privati, con l'eccezione dei medici in servizio con autorizzazione visibile, pena pesanti sanzioni amministrative fino a un milione di lire. L'attrice sex symbol Sylva Koscina", sottolinea l'enciclopedia online, "finì sui giornali per aver tentato di violare il divieto. Per gli spostamenti domenicali i cittadini dovevano ripiegare sul trasporto pubblico, bus turistici e sull'uso della salutare bicicletta. Erano bandite le insegne luminose animate e di grandi dimensioni. Le trasmissioni televisive RAI, allora monopolio statale, terminavano alle 22.45. I cinema chiudevano alle 22".

    Fu l’effetto del cosiddetto choc petrolifero, l’impennata dei prezzi del petrolio in seguito alla guerra del Kippur e alle tensioni politiche internazionali che ne derivarono. Fu uno spartiacque dopo l’introduzione, qualche mese prima, dell’Iva e, se non sbaglio, appena qualche settimana prima, dell’obbligo per tutti i contribuenti di presentazione della dichiarazione dei redditi.

    Oggi, invece, le tensioni sono sui debiti sovrani e sulla tenuta dell’euro e le conseguenze le paghiamo da un anno e mezzo. Però fa effetto leggere che per risparmiare il governo, a tarda notte, ha inserito nella cosiddetta legge di stabilità 2013 lo spegnimento o la diminuzione della pubblica illuminazione. Ne sapremo di più quando sarà disponibile il testo del provvedimento ed è sicuramente una misura che, se applicata per bene e non a scapito della sicurezza (penso ai lampioni "intelligenti", di cui abbiamo parlato su Quattroruote di luglio), degli aspetti positivi potrebbe averli. Ma il suo valore simbolico va ben oltre i contenuti e gli effetti su viabilità e conti delle amministrazioni pubbliche. E, forse, non è esagerato, dopo quasi 40 anni, parlare di "new austerity", di "austerity 2013".

    Insieme a Massimo Pincelli, ex funzionario della polizia locale di Milano, si parlava della possibile novità dello sconto per chi paga le multe subito. Ricordate il testo approvato qualche giorno fa in commissione trasporti alla Camera? Ebbene, se quel documento dovesse diventare legge l’importo delle multe sarà ridotto del 20% “se il pagamento avviene entro cinque giorni dalla contestazione o dalla notifica del verbale”.

    Ottime, come sempre, le intenzioni del legislatore, ma così com’è scritta la norma rischia di creare alcune situazioni paradossali. Prendiamo il caso del divieto di sosta “aggravato” (per esempio in prossimità di segnali stradali e semafori oppure agli incroci a meno di 5 metri oppure sui passaggi e attraversamenti pedonali e ciclabili, sui marciapiedi eccetera). Di solito l’agente (o l’ausiliario) che accerta la violazione lascia sul parabrezza dell’auto “incriminata” il cosiddetto preavviso, un foglio di nessun valore giuridico che consente all’automobilista che riconosca di essere in torto di pagare solo l’importo della violazione, 80 euro, al netto delle spese di accertamento e notifica, in genere pari a una dozzina di euro.

    Con un effetto paradossale: se il malcapitato automobilista decidesse di pagare l’indomani dovrebbe versare nelle casse del comune di turno 80 euro, appunto. Se decidesse di aspettare l’invio a casa del verbale e pagare entro i successivi cinque giorni avrebbe uno sconto del 20%, cioè dovrebbe pagare 64 euro. Anche aggiungendo le spese di notifica, in genere una dozzina di euro, pagherebbe di meno di quanto non dovrebbe fare subito. Con il vantaggio, si fa per dire, di poterlo fare mesi dopo (il verbale deve essere notificato entro i successivi 90 giorni) o addirittura di non doverlo proprio fare nel caso in cui il verbale fosse notificato fuori tempo massimo.

    Un paradosso che, in molti casi, renderebbe del tutto inutile il preavviso e il suo pagamento "immediato"... Di contro l' "obbligo" di pagare entro cinque giorni dalla notifica per poter usufruire dello sconto potrebbe scontrarsi con i tempi di disponibilità materiale del verbale. La notifica, infatti, per il ricevente si compie nel momento in cui il servizio postale gli consegna la multa (in prima battuta) oppure lascia l'avviso nel caso in cui il destinatario sia assente. In quel caso, evidentemente, bisogna tenerne conto e non fare riferimento al giorno in cui si ritira l'atto allo sportello. E cosa succederà a chi pagherà l'importo "scontato" oltre il 5° giorno dalla notifica? Insomma, lo sconto potrebbe non essere semplice come appare...