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AutoDifesa | il blog di Mario Rossi

Archivio per 'May 2014'

    Era il 16 aprile e nel cosiddetto “decreto spending review” il governo, dopo 87 anni dalla sua istituzione, dopo cinquant’anni di polemiche sulla sua utilità e un paio di tentativi (falliti) di abolizione da parte dell’allora ministro Pierluigi Bersani negli anni 2000, aveva di fatto soppresso il Pra.

     

    Otto punti chiave

    Nel capitolo sulla “riorganizzazione di pubbliche amministrazioni”, infatti, c’era un articolo sulla “Registrazione della proprietà dei veicoli”, l’articolo 14, che in estrema sintesi stabiliva i seguenti principi:

    1. “Le funzioni relative alla registrazione della proprietà degli autoveicoli ... sono svolte dal ministero delle infrastrutture e dei trasporti” (anziché dal Pra, ndr);

    2. “Il personale dell’Automobile Club d’Italia, già adibito al funzionamento del Pubblico registro automobilistico, è trasferito nei ruoli del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti”;

    3. “All’Archivio nazionale dei veicoli (della motorizzazione civile, ndr) sono trasferiti tutti i dati contenuti negli archivi magnetici (del Pra, ndr) destinati al popolamento di apposita sezione dell’archivio stesso”;

    4. “Nella carta di circolazione ... sono annotati i dati relativi alla proprietà degli autoveicoli, dei motoveicoli e dei rimorchi”;

    5. “Entro tre mesi dall’entrata in vigore del presente decreto, con decreto del ministero dell’Economia e delle finanze, sono individuate le tariffe relative alle operazioni derivanti”;

    6. “Nelle more dell’emanazione del decreto ... resta in vigore l’attuale sistema tariffario” (pari a 27 euro di “Emolumenti Pra” più 9 euro di “diritti motorizzazione”, ndr).

    7. “L’attuazione delle disposizioni ... comporta un risparmio di spesa pari ad almeno 60 milioni di euro all’anno a decorrere dall’anno 2015” (derivanti dalla differenza tra i ricavi del Pra, pari a circa 190 milioni pagati ogni anno dagli automobilisti, e il suo costo, pari a circa 130 milioni, ndr);

    8. “Con deliberazione dell’Assemblea ... l’Automobile club d’Italia, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, adegua il proprio statuto”.

     

    Una “manina” misteriosa

    Tutto chiarissimo, tutto nero su bianco. L’indomani, però, accade qualcosa di strano. Una “manina”, come si suol dire in questi casi, cancella l’articolo 14 dal decreto legge, che infatti il 18 aprile entra in consiglio dei ministri “mutilato” nella parte che prevede il passaggio del Pra alla Motorizzazione e, di fatto, la sua scomparsa con il trasferimento all’Archivio nazionale veicoli di tutti i dati in esso contenuti. Il provvedimento “mutilato” viene approvato dal governo e il 24 aprile il decreto legge n° 66 è pubblicato sulla Gazzetta ufficiale con il titolo “Misure urgenti per la competitività e la giustizia sociale”.

     

    La “giustificazione” del governo

    In quei giorni ambienti governativi giustificano la “misteriosa” scomparsa dell’articolo 14 con il fatto che è in preparazione uno specifico provvedimento di riorganizzazione della pubblica amministrazione e che, più coerentemente con la materia, i contenuti dell’articolo 14 sarebbero finiti pari pari lì. Infatti il 30 aprile il presidente del consiglio, Matteo Renzi, annuncia il decreto “Sforbicia Italia” che, tra le altre cose conterrà anche “l’accorpamento di Aci, Pra e Motorizzazione”. L’annuncio sconcerta gli addetti ai lavori perché non si capisce cosa, ciò che ha detto il premier, voglia dire. Peraltro sconcerta anche il fatto che in realtà quel provvedimento sia solo annunciato. Il testo, infatti, arriverà solo il 13 giugno, ben 44 giorni dopo...

     

    Nencini tranquillo: “Il Pra finirà alla Motorizzazione”

    Nel frattempo, però, il viceministro delle Infrastrutture, Riccardo Nencini, in un’intervista a Quattroruote, ribadisce ciò che ci aveva detto a febbraio l’allora sottosegretario Erasmo D’Angelis: “l’unificazione degli archivi si farà sotto il tetto del ministero delle Infrastrutture. Non solo perché è giusto così, ma perché ciò è corretto considerando la rilevanza dei dati tecnici, giuridici e amministrativi dei veicoli”.

     

    Gli equilibri dopo il voto europeo

    Si vedrà che cosa accadrà nelle prossime tre settimane. Le indicazioni che lunedì arriveranno dalle urne, in particolare sui rapporti di forza all’interno della maggioranza, potrebbero infatti influire anche sulla direzione che prenderà la riforma, visto che il Pd del viceministro Riccardo Nencini appare determinato a portarla avanti come stabilito poco più di un mese fa, mentre l’Ncd del ministro Maurizio Lupi appare molto più prudente.

     

    L'ipotesi emendamento al decreto Spending review

    Oltre agli equilibri all’interno della maggioranza (e nelle stanze del ministero di piazza di porta Pia), sullo scacchiere su cui si sta giocando la partita del Pra aleggia sempre l’ombra di un blitz parlamentare del gruppo del Pd, tentato dal ripresentare l’articolo 14 sotto forma di emendamento al decreto sulla spending review, attualmente all'esame del Senato. Tutto ciò mentre nei corridoi dei palazzi del potere ferve, ovviamente, il lavorio delle lobby...