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AutoDifesa | il blog di Mario Rossi

Archivio per 'August 2014'

    Quando il dibattito politico e la difesa di legittimi interessi finiscono a schifio. Prendiamo la riforma del Pra, di cui si parla da sempre, che si prova a fare da vent’anni e che, tra l’altro, è prevista dalla legge di stabilità 2014, approvata a fine dicembre dell’anno scorso. Riforma che il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Maurizio Lupi era obbligato per legge ad attuare entro l’1 marzo 2014 e che invece, nonostante un paio di tentativi del viceministro Riccardo Nencini ad aprile e a giugno, rintuzzati in extremis, è ancora di là da venire.

    Di questa vicenda si sono occupate tutte le testate giornalistiche, generaliste e specializzate, della carta stampata e televisive. Il 28 luglio scorso se ne è occupata La7, nel corso del programma “In Onda”, con un servizio e un dibattito sulle presunte pressioni finalizzate a “sabotare” la riforma (è possibile rivederlo su You Tube, basta digitare "La7, Nencini, Sticchi Damiani").

     

    Nencini: c’è un gruppo di pressione

    Va in onda il servizio. A un certo punto Nencini, dopo aver ribadito ciò che più volte aveva dichiarato, anche a Quattroruote, e cioè che “tutto dev’essere unificato sotto il tetto del ministero" e che "i soldi pubblici in avanzo devono rimanere soldi pubblici” (il Pra nel 2013 ha fatto profitti per 20 milioni di euro che sono rimasti nelle casse dell'Aci, ndr), alla domanda se vi sia “una lobby dell’Aci che frena” risponde: “Se la traduco in italiano e la chiamo gruppo di pressione, sì”. E, poco dopo: “Vedo una forma di attenzione verso Aci abbastanza disseminata in maniera orizzontale e trasversale in tutto il sistema parlamentare”.

     

    Sticchi Damiani: Nencini non ha capito niente

    Da parte sua il presidente dell’Aci, Angelo Sticchi Damiani, all’accusa di “lobby più potente d’Italia”, risponde che “sono altre le lobby potenti. Noi rappresentiamo gli automobilisti”, spiegando poco dopo che, al contrario, “C’è qualcuno che spera che da questa operazione si possano creare dei vantaggi ad altri soggetti, che non è ovviamente la motorizzazione”. E concludere l’intervista con un “Nencini ci ha dato in testa. Posso dire una cosa? Perché non ha capito niente”.

     

    Nencini: applicare la legge

    Imbarazzo in studio. La conduttrice chiede al viceministro, presente in collegamento: “che cosa potete fare per sconfiggere la lobby e portare a termine la riforma?” Il vice di Lupi risponde: “applicare la norma che è prevista nella vecchia legge di stabilità. Quindi unificare sotto il ministero delle infrastrutture e dei trasporti i due registri, metterli sotto lo stesso tetto, far risparmiare agli italiani una parte della loro spesa quando chiedono un servizio di questa natura e far risparmiare alle casse dello stato non i 60-70 milioni di cui parla Cottarelli ma perlomeno la metà”. Il conduttore incalza: “lei l’ha sentito prima Sticchi, il presidente di Aci, che ha detto, riferito a lei “quello non capisce nulla”. Non c’è dialogo tra di voi oppure non vi capite?” Nencini taglia corto: “No, io ho capito benissimo, compresa l’offesa del presidente di Aci”.

     

    La parola agli avvocati

    Chiusa lì? Macché. L’indomani il viceministro annuncia di aver dato mandato ai suoi legali di verificare se vi siano gli estremi per una querela: “il presidente dell'Aci, Angelo Sticchi Damiani, con riferimento alla mia proposta - peraltro già inserita nella Legge di Stabilità - di unificare l'Archivio Nazionale dei Veicoli e l'Archivio del Pubblico Registro - ha dichiarato: 'C'e' qualcuno che spera che da questa operazione si possono creare dei vantaggi ad altri soggetti, che non e' ovviamente la Motorizzazione'''. ''Ho dato mandato ai miei legali - aggiunge Nencini - di verificare se vi siano i presupposti per una denuncia-querela per diffamazione, per una dichiarazione grave che allude a fatti non veri. Se il Presidente dell'Aci ha notizie di comportamenti impropri, faccia nomi e cognomi. Non commento le cadute di stile che lo hanno visto protagonista durante la trasmissione, ma non accetto che venga messa in discussione la mia onorabilità”.

     

    E la riforma? È rimandata. Sine die

    Nel frattempo il governo ha gettato la spugna. Quella riforma che il ministro Lupi avrebbe dovuto attuare per legge entro l’1 marzo 2014 è stata adesso congelata e di fatto delegata al parlamento con il disegno di legge di riforma della pubblica amministrazione che, forse, la Camera inizierà a discutere a settembre. Che cosa dicevamo qualche tempo fa in questo stesso blog? “La riforma del Pra si farà alle calende greche”. Infatti.