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AutoDifesa | il blog di Mario Rossi

Archivio per 'February 2015'

    Qualche giorno fa una lettrice di Bari ci ha scritto per chiederci aiuto: aveva ricevuto un avviso bonario, di quelli che la polizia municipale a volte, non sempre, manda prima di procedere con la cartella esattoriale.

    Che cos'era successo? Il 17 febbraio 2014 la signora aveva ricevuto a casa una multa da 84 euro e l'aveva pagata con lo sconto il 24 febbraio, convinta che il sabato e la domenica non contassero nel calcolo dei cinque giorni. Purtroppo non è così, la legge parla di cinque giorni di calendario (con possibilità di pagare al primo giorno successivo utile nel caso in cui il 5° giorno sia festivo).

    Insomma, dal 6° al 60° giorno bisogna pagare l'importo intero e un pagamento di importo inferiore non evita il raddoppio della multa se entro il 60° giorno non si integra la somma mancante. La legge è implacabile: per aver pagato 58,80 euro (più le spese) invece degli 84 previsti (più le spese) la signora si è vista recapitare una richiesta di pagamento di 108,70 euro.

    Della vicenda abbiamo interessato il comandante della polizia municipale di Bari, Stefano Donati. Il quale ci ha confermato ciò che avevamo già detto alla signora, cioè l'impossibilità, per l'amministrazione, di far finta che non vi fosse l'errore. Con Donati, però, abbiamo ragionato sull'enormità della cosa: per aver pagato 25 euro in meno (o, è lo stesso, con un giorno di ritardo) la signora si vede costretta a pagarne adesso quasi 109.

    E' chiaro che la legge va cambiata o, quantomeno, stemperata nella sua eccessiva severità. Ammesso che il legislatore abbia voglia di farlo, però, i tempi sono lunghi. A quel punto Donati ha avuto un'idea che non solo renderebbe meno dure le conseguenze di un banale errore ma che, ed è la cosa che mi piace di più, metterebbe finalmente la polizia al servizio del cittadino: in caso di pagamento parziale, per esempio un pagamento con lo sconto oltre il termine del 5° giorno, segnalare l'errore al cittadino ricordandogli, prima che scadano i 60 giorni, la possibilità di sanarlo per evitare il raddoppio della multa e le relative spese. Una cortesia degna di un paese civile, esempio concreto di corretto rapporto tra cittadini e pubblica amministrazione.

    Donati ha avuto l'idea e si è impegnato a realizzarla a Bari (chissà, forse in qualche altro comune italiano, magari piccolo, già si fa). A me non solo fa piacere raccontarlo a voi (e così "costringere" Donati a farlo per davvero e, possibilmente, in tempi brevi), ma mi dà il pretesto per segnalarlo al legislatore, impegnato a discutere, al Senato, la riforma del codice della strada. Chissà che non si riesca a introdurre questo obbligo per tutti i comuni, anche quelli che degli errori in buona fede dei loro contribuenti approfittano senza pietà.

    Qualcuno di voi avrà senz’altro letto, su Quattroruote di febbraio, la mini inchiesta sulle spese di notifica delle multe. Non sto qui a ripetere i risultati di quel viaggio tra 60 comandi di polizia municipale (e provinciale, in alcuni casi) di tutta Italia che hanno mostrato come le spese di accertamento e notifica possano variare dai dieci euro della municipale di Genova ai 22 euro della provinciale di Bologna. Su AutoDifesa voglio invece raccontarvi il dietro le quinte, fatto di telefonate, a volte in “incognito”, di mail e persino di pec, qualche volta diventate indispensabili di fronte a un muro burocratico invalicabile.

    Una premessa: la maggior parte degli uffici ha risposto subito e in maniera cortese ed esauriente alla domanda di Quattroruote. Qualcuno, però, si è irrigidito: c’è chi ci ha chiesto perché volevamo saperlo; c’è chi ha messo le mani aventi dicendo che le spese di accertamento e notifica erano state deliberate dalla giunta e che il comando non c’entrava nulla; c’è chi ci ha risposto in burocratese.

    A questo proposito voglio citare il caso di Venezia, la cui polizia municipale ci ha scritto una mail di questo tenore: “la informo che il dato richiesto è contenuto nella delibera di Giunta n. 757 del 17.12.2010, direttamente consultabile, a norma di legge, sul sito del comune di Venezia www.comune.venezia.it alla voce /amministrazione trasparente/provvedimenti”.

    Cerchiamo il provvedimento, nel quale si dice che le spese ammontano a 10 euro più le spese postali, che in quel momento, si legge nello stesso provvedimento, ammontano a 5,60 euro ma che saranno automaticamente adeguate a seguito di aggiornamenti disposte da Poste Italiane. Siccome, appunto, nel frattempo le tariffe sono aumentate, chiediamo conferma. Confermano, ma quanta fatica (si fa per dire) per sapere che si tratta di 16.60 euro.

    Almeno loro, però, una risposta l’hanno data. Perché c’è qualcuno da cui stiamo ancora aspettando notizie. E pensare che le spese di accertamento e notifica sono indicate in tutti i verbali notificati successivamente… Se avessimo chiesto qualcosa di un po’ più impegnativo?