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AutoDifesa | il blog di Mario Rossi

Qualche giorno fa la Corte dei Conti ha pubblicato un rapporto sulla finanza regionale: “Analisi dei flussi di cassa anni 2012-2015 e primo semestre 2016”. All’interno del documento c’è una tabella, aggiornata al 1° semestre 2016, sulla tassa automobilistica che contiene dati piuttosto interessanti.

Per esempio, dopo il crollo delle entrate registrato nel 2015 (-27%), la Lombardia ha visto crescere il gettito di oltre il 15% nella prima metà dell'anno scorso. Stavolta, invece, a registrare un brusco calo è il Lazio, (-13,7% nella prima metà del 2016), fenomeno che consente al Veneto (+0,16%) di piazzarsi al secondo posto nella classifica delle regioni che ricavano più dal famigerato “bollo”.

La magistratura contabile non commenta questi dati, se non con un velocissimo riferimento all’anomala crescita registrata dalla Lombardia nel 2014, cosa che ha determinato poi il brusco calo l’anno successivo.

A proposito di variazioni, la cosa che più colpisce, anche in questo consuntivo della prima parte del 2016, sono le brusche oscillazioni che registrano gli incassi delle regioni. Premesso che per alcune autonomie non sono disponibili i dati, in ben 8 casi su 19 la variazione è a doppia cifra, in cinque casi in territorio positivo, in tre col segno meno davanti. Spiccano, rispettivamente, gli aumenti del 28,8% della Campania e del 24,5% della Toscana. Sul versante opposto il -23,3% della Calabria e il -17,4% della Liguria.

Siccome non è possibile che tutto ciò sia determinato da variazioni del circolante (in quantità e in potenza, la caratteristica del veicolo scelta dal legislatore per determinare l’importo della tassa), è chiaro che a influenzare fortemente questo dato è, di volta in volta, l’evasione e il recupero dell’evasione.

Oppure, molto più semplicemente, il rinvio del pagamento di qualche mese, visto che fino a un anno di ritardo la sanzione è minima (al massimo il 3,75% dell’importo). Insomma, il bollo è odioso, ma visto che al prezzo di pochi euro è possibile rinviare il pagamento di un anno...

 

Regione

1° sem. 2015

1° sem. 2016

var. 16/15

Lombardia

569.096

655.887

+15,25

Veneto

378.221

378.809

+0,16

Lazio

414.808

358.131

-13,66

Emilia-Romagna

334.162

328.878

-1,58

Campania

247.679

318.970

+28,78

Toscana

238.395

296.863

+24,53

Piemonte

260.349

264.684

+1,67

Sicilia

194.974

181.712

-6,8

Puglia

184.065

175.480

-4,66

Marche

106.658

104.449

-2,07

Abruzzo

87.203

93.426

+7,14

Liguria

103.547

85.539

-17,39

Calabria

99.911

76.802

-23,13

Provincia Trento

67.683

73.974

+9,29

Umbria

67.503

64.398

-4,6

Provincia Bolzano

53.539

63.267

+18,17

Basilicata

32.377

31.863

-1,59

Molise

15.568

17.007

+9,24

Valle d'Aosta

12.601

13.915

+10,43

Friuli-Venezia Giulia

n.d.

n.d.

 

Sardegna

n.d.

n.d.

 

TOTALE

3.468.973

3.584.055

+3,32

Fonte: Corte dei Conti – Sezione delle autonomie – Relazione sugli andamenti della finanza regionale - Importi in migliaia di euro

 

 

Regione/Provincia autonoma

2014

2015

Var. %

Lombardia

1.350.989

984.713

-27,11%

Lazio

656.490

680.053

+3,59%

Veneto

634.987

634.561

-0,07%

Emilia-Romagna

493.511

539.375

+9,29%

Piemonte

437.757

481.542

+10,00%

Toscana

445.875

455.428

+2,14%

Campania

518.161

437.872

-15,49%

Sicilia

315.560

318.906

+1,06%

Puglia

300.374

306.976

+2,20%

Marche

170.411

169.807

-0,35%

Liguria

131.548

167.780

+27,54%

Abruzzo

155.262

161.791

+4,21%

Calabria

124.990

150.807

+20,66%

Provincia di Trento

101.642

110.182

+8,40%

Umbria

101.045

108.417

+7,30%

Provincia di Bolzano

65.085

85.483

+31,34%

Sardegna

67.479

80.462

+19,24%

Basilicata

48.762

52.015

+6,67%

Molise

35.872

26.000

-27,52%

Valle d'Aosta

24.919

20.812

-16,48%

Friuli-Venezia Giulia

n.d

n.d.

n.d.

TOTALE

6.180.720

5.972.981

-3,36%

Fonte: Corte dei Conti – Sezione delle autonomie – Relazione sugli andamenti della finanza regionale - Importi in migliaia di euro

 

COMMENTI

  • Il bollo è la più ingiusta delle tasse sul patrimonio, in quanto, oltre a essere una tassa sul patrimonio (quindi ingiusta di per se), viene calcolata su parametri che poco o nulla hanno a che vedere con il valore reale e tanto meno con la capacità contributiva. Anzi, il parametro della classe di inquinamento probabilmente colpisce chi è più povero e non ha soldi per cambiarla e comunque l'auto di minor valore. Ciò premesso, bisognerebbe mettersi d'accordo e non pagarla nessuno, data la palese e profonda iniquità, ma questo è praticamente impossibile. I babbei al governo del resto potevano far loro la proposta della Lega di trasferire sui carburanti tale tassa, rendendola giustissima e assolutamente inevadibile. Ma si sa, essendo babbei non lo faranno mai.
  • un paio di anni fa mi arrivò una "nota" per un bollo non pagato. Ovviamente l'errore era dell'agenzia delle entrate. Nel portare i miei tagliandini notai come c'era una fila piuttosto lunga di persone richiamate da lettere per bolli arretrati presunti. Ebbene tutti quelli davanti a me erano realmente morosi, e pure di molti bolli per cifre rilevanti. La cosa mi stupì ma del resto si sa che l'Italiano cerca spesso di non pagare. E lo dico nonostante sia il primo a reputare il bollo una tassa assurdamente alta e che andrebbe non pagata.