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VairanoRing | il blog di Carlo di Giusto

Articoli per Acquisto

    Più o meno per tutti, cambiare l'automobile è un momento di grande euforia. Ognuno poi lo vive a modo suo, caricando o meno l'evento di significato: per noi appassionati è di sicuro un'emozione. Le persone, però, cambiano auto sempre meno spesso. Il ché, se vogliamo, è anche il risultato del costante perfezionamento tecnico del prodotto automobile: ci siamo lasciati alle spalle i tempi delle carrozzerie che marcivano, delle vernici che sbiadivano o dei motori che non andavano oltre i cento mila chilometri... Insomma, la necessità di sostituire ogni tot anni la propria vettura con una "più fresca" è venuta meno perché le auto di oggi sono oggettivamente migliori di quelle di anche solo 15-20 anni fa. Alla fine, ammettiamolo, il più delle volte, l'auto l'abbiamo cambiata per ragioni diverse dall'invecchiamento.

    Ora, quantomeno qui da noi, c'è parecchia incertezza nel mercato dell'auto, quindi è abbastanza normale tenersi stretta la propria macchina. Ma siamo poi così sicuri che quando le cose andranno meglio torneremo a sostituire l'auto di frequente? Ve lo domando, perché negli Stati Uniti - dove di solito le cose succedono prima che da noi - dopo la ripresa del mercato, gli automobilisti sembrano poco interessati a una sostituzione nel breve periodo: un sondaggio online condotto da AutoMD.com ha dato risultati eclatanti, con addirittura il 78% degli intervistati (circa 4.000 persone) che hanno dichiarato di mantenere il possesso della propria vettura per almeno dieci anni e di resistere alla tentazione di sostituirla più di frequente. D'accordo: a questo dato occorre fare la tara perché il sito americano autore del sondaggio è un riferimento nel settore dei ricambi e delle riparazioni e quindi ha un pubblico già piuttosto orientato in questo senso. Ma anche ridimensionando il risultato, quello che emerge è come gli automobilisti americani intervistati siano meno propensi ad acquistare un'auto di frequente, a prescindere dalla situazione economica generale. È evidente che c'è un grande cambiamento collettivo in atto.

    Come potete immaginare, vengo regolarmente interpellato quando qualcuno dei miei amici decide di acquistare un'auto. Ultimamente, proprio osservando come questi amici e conoscenti si comportano di fronte alla scelta di un modello piuttosto che un altro, mi si è rafforzata un'opinione che mi sono fatto da tempo. E cioè che, a fronte di un'offerta amplissima - il nostro listino contempla 5.801 modelli - alla fine, le alternative realmente e realisticamente acquistabili si riducono a due, massimo tre vetture. Come se l'offerta, pur sovrabbondante, non riuscisse a soddisfare appieno le singole esigenze. Non so se anche voi avete avuto questa sensazione e sinceramente non so neppure se è normale: a me ha solo fatto effetto constatare più volte che a fronte di un'offerta che definirei sovrabbondante, le alternative fossero sempre poche, pochissime. Quello che so, e lo dico sempre, che quello della scelta dell'auto (con tutti i riti che comporta, dalla lettura delle inserzioni alle visite in concessionaria) è uno dei momenti più belli del processo d'acquisto: ma io sono un appassionato e non faccio testo...