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VairanoRing | il blog di Carlo di Giusto

Articoli per Car sharing

    L'altro ieri abbiamo dato la notizia sui numeri di Car2go a Milano: in due mesi hanno aderito 50.000 persone, segnando un record assoluto nella storia del servizio di car sharing della Daimler-Europcar. Tutta gente che in un modo o nell'altro ha sentito il bisogno di disporre di un'auto (o di un'altra auto) e di affiancarla al sistema di trasporto pubblico. Cinquantamila automobilisti.

    Non voglio dilungarmi tanto su Car2go nello specifico, quanto sulle ragioni - o sulle condizioni - che hanno spinto i milanesi ad accogliere con tanto entusiasmo la formula del car sharing, l'auto in condivisione, come se fosse attesa da tempo una soluzione concreta alle esigenze di mobilità individuale.

    Sicuramente quello che è successo a Milano è un segno dei tempi, visto quanto costa avere un'auto oggi, in questa Italia. Tenere la tesserina azzurra in tasca è come disporre di centinaia di auto parcheggiate un po' ovunque in tutta la città, senza gli oneri legati al possesso, al mantenimento, alla manutenzione. Una bella fetta di costi tagliata, insomma.

    D'accordo, c'è un po' di rodaggio da fare come in tutti i momenti di passaggio, qualcosa ancora da mettere a punto, volendo, ma è chiaro che è emerso un modo nuovo, diverso, di approcciarsi all'auto e, con esso, è emersa anche una generazione di nuovi automobilisti. Che stanno dimostrando quanto l'auto svolga ancora un ruolo essenziale nel sistema dei trasporti. Insostituibile, verrebbe da dire.

    Nonostante alcuni sostengano il contrario, l'automobile rimane il mezzo di trasporto individuale più efficiente in assoluto: impossibile pensare di farne a meno in senso assoluto. A cambiare, semmai, sarà l'approccio: si dice che passeremo da un modello di possesso dell'auto a un modello di utilizzo dell'auto (laddove sarà possibile farlo, s'intende: se abiti nella campagna lodigiana, per dire, la macchina te la devi comprare per forza). Il car sharing, come viene definita questa formula di utilizzo, è ormai una realtà istituzionalizzata anche nel nostro Paese, quantomeno nei grandi centri urbani.

    Qualcuno, però, si è spinto ancora più in là. In Olanda, per esempio, è nato il car sharing fra vicini di casa: le auto che vengono utilizzate poco dai rispettivi proprietari sono messe in condivisione tra i residenti del quartiere. I vantaggi sono quelli di disporre di un'auto praticamente sotto casa e, dall'altro lato, di ridurre i costi di possesso. In Francia, invece, il proprietario di una vettura può decidere di noleggiarla a chi ne ha temporaneamente bisogno. Le due iniziative, va detto, sono accomunate dal fatto di essere gestite attraverso piattaforme web che dovrebbero dare un minimo di garanzia su chi offre e su chi chiede la vetture, ma è chiaro che in entrambi i casi sia necessaria una certa propensione a condividere un bene, l'automobile appunto, così personale. Ed è proprio sul tema culturale e sociale che vorrei sentire la vostra opinione: oggi, certe trasformazioni avvengono alla velocità della luce, ma personalmente, se non da un lato non ho il benché minimo problema a utilizzare un servizio di car sharing, dall'altro faccio un po' fatica ad accettare l'idea di prestare la mia auto a uno sconosciuto. Magari ragiono un po' troppo da appassionato, senza dubbio carico l'auto di valori che vanno oltre la funzione di mezzo di trasporto, ma mi chiedo quanto tempo dovrà passare prima di cambiare atteggiamento così radicalmente. E dire che sono uno piuttosto aperto ai cambiamenti.