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VairanoRing | il blog di Carlo di Giusto

Articoli per Design

    Un giovane lettore di Quattroruote, Davide Gallina, product designer e appassionato d'auto, mi ha scritto, sollevando un tema che personalmente trovo piuttosto stimolante, perché mette in relazione i rapidi sviluppi della tecnologia con l'approccio dell'utente finale, degli automobilisti, noi. Ecco il suo spunto, che parte dallo stile della fanaleria, ma che noi possiamo estendere anche ai mondi al di fuori dell'automobile:

    "Sempre più spesso ci troviamo a dover inseguire la tecnologia che corre qualche passo avanti a noi. Mi spiego meglio. Negli ultimi anni i progressi tecnici e tecnologici si sono susseguiti raggiungendo traguardi inaspettati, ma la cosa che più ci sorprende è la rapidità con cui vengono raggiunti.

    La mia riflessione cade su un particolare di design che connota fortemente un'auto, la fanaleria. Perchè siamo ancora così ancorati alla vecchia idea progettuale di fanale?

    Vediamo automobili con fanalerie sempre più grosse, spesso create per stupire più che per “illuminare”. Ma l’illuminazione è cambiata radicalmente in 100 anni. Siamo passati da una lampadina ad incandescenza, grande, deteriorabile, fragile e con un alto consumo energetico a led microscopici, altamente durevoli, ad alta capacità illuminante e bassissimo assorbimento energetico.

    Il mondo dell’auto sembra non sfruttare appieno queste caratteristiche. I tentativi certo ci sono, ma non vengono tutti portati a termine con coerenza o, forse, coraggio. Le normative, l’ impossibilità di usare il vetro per la copertura dei fanali e il costo costruttivo (più componenti, più costo) potrebbero determinare la scomparsa del vecchio fanale ampio e tondeggiante, che risulta una vero e proprio oggetto lampada, in favore di una linea di luce esile, costruttivamente semplice che aprirebbe un nuovo corso per la progettazione dei frontali automobilistici.

    Siamo forse noi utenti finali a non essere pronti ad abbandonare una rassicurante “installazione luminosa" in favore di un'asettica linea di luce?"

    Al di là dell'esempio dei fari, le annotazioni di Davide Gallina ci accompagnano dentro un tema non banale e cioè nella nostra effettiva capacità di accettare, comprendere, apprezzare e, in ultima analisi, di trarre beneficio dalla tecnologia. Siamo abbastanza pronti e aperti alle novità? Ho già una vaga idea di come risponderete...

    Avevo in mente di aprire l'anno con una riflessione sul Salone di Detroit (avete visto quante ibride?)... Poi stamattina ho visto la nuova Boxster e non ho capito più niente... Scherzi a parte, la nuova Porsche mi ha fatto venire in mente un tema più ampio, che si collega un po' al post precedente sulla durata nel tempo delle auto. Mi riferisco al design. Da un lato abbiamo Costruttori che evolvono le linee del proprio modello, seguendo un invisibile filo di continuità tra le generazioni dei modelli (e la Porsche è probabilmente l'esempio più rappresentativo); dall'altro c'è chi preferisce rompere con il passato, proponendo di volta in volta vetture molto diverse tra loro. L'impatto sul prodotto è tutt'altro che trascurabile, anche e soprattutto in termini di appeal e di valore residuo. Insomma, più o meno inconsciamente ne teniamo conto, quando scegliamo un'auto nuova e soprattutto quando la stiamo per acquistare usata. Ci avete mai pensato prima? Ve lo chiedo perché io - nelle mie scelte personali - lo faccio sempre e inevitabilmente finisco col preferire quelle auto che cambiano apparentemente poco negli anni. E dire che sono tutt'altro che abitudinario...