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VairanoRing | il blog di Carlo di Giusto

Articoli per Elettriche

    Avete mai pensato a come cambieranno le nostre abitudini automobilistiche quando le auto elettriche saranno più diffuse? Io sì, me lo domando spesso, anche e soprattutto perché per il lavoro che faccio ho bisogno di gettare lo sguardo un po' più in là. Ebbene, oggi mi sono imbattuto in un tweet interessante, che linkava a un articolo di Todd Woody pubblicato su forbes.com. Ve lo riporto (poi, se volete, leggete l'originale, ché ne vale la pena). Insomma, mentre Woody se ne stava tranquillo, gli arriva un sms dalla Ford Focus Electric che aveva in uso: "Tuxedo Black CA 3801 si è scollegata accidentalmente mentre era in ricarica". Per farla breve, era arrivato un tizio con un'altra auto elettrica e senza porsi alcun problema ha staccato la spina alla Focus per connetterla alla sua Coda EV (l'altra auto, sarebbe). Non si fa così, è evidente. L'episodio, però, una certa ansia me la procura: e se a qualche buontempone venisse in mente nottetempo di staccare le spine alle auto parcheggiate fuori? Io me l'aspetto che succeda, prima o poi...

    Voglio rimanere in quel territorio, per lo più inesplorato, che sono le automobili elettriche ancora per un po’. Ho la sensazione che il futuro – neppure troppo lontano se è vero, come sostiene la Frost & Sullivan, che entro cinque anni quasi un terzo del mercato sarà costituito da automobili ibride o elettriche - ci riservi delle belle sorprese e che potremmo considerarci fortunati a vivere questa fase di passaggio. Mi spiego. Oggi le automobili tradizionali hanno un carattere, ognuna ha un suo modo specifico di funzionare, tant’è che noi appassionati sapremmo riconoscere un modello da un altro a occhi chiusi, se potessimo guidare bendati. Pensate alle good vibrations che differenziano un V8 da un sei in linea o l’erogazione di un quattro cilindri turbo rispetto a un aspirato. E ancora alla risposta più o meno gradevole dei diversi tipi di trasmissione. Insomma, facciamo mente locale su tutto ciò che oggi – al di là dell’aspetto, delle dimensioni, degli accessori – rende un’auto diversa da un’altra. E proiettiamo tutto a domani. Voglio dire, avremo automobili con un motore elettrico più o meno potente, con batterie che potranno durare di più o di meno, senza cambio e con tutti i servizi – freni e sterzo, per dire – dipendenti completamente dall’energia elettrica. E allora le auto saranno tutte maledettamente uguali? No, per fortuna: di motori elettrici ne esistono svariati tipi, ognuno con caratteristiche diverse e modalità di applicazione differenti. Semmai saremo noi a dover imparare a distinguerli, come sappiamo fare oggi con quelli tradizionali, a riconoscerne le peculiarità, le attitudini, le sfumature. Insomma, impareremo a parlare di motori out-runner, statori, poli… e sarà questo il nostro nuovo linguaggio.

    Di sicuro stiamo vivendo un momento decisivo del percorso evolutivo dell’automobile. È in atto una profonda trasformazione tecnica e anche concettuale, che segna l’inevitabile passaggio tra la propulsione tradizionale a quella (o quelle) del futuro. Le vetture ibride, le plug-in, le extended range, le elettriche pure e via dicendo: sono auto che esistono, che si possono comprare, non è fantascienza. Ora, non voglio entrare tanto nel merito tecnico o ambientale e men che meno fare previsioni. Questa trasformazione, questo passaggio, però, può essere rallentato o accelerato secondo la personale attitudine degli automobilisti nell’accettare o meno i cambiamenti. E dunque veniamo a noi: se siamo qui, è evidente, è perché le automobili ci piacciono, ci interessano, ci incuriosiscono e ci emozionano. E allora mi domando se tocca agli appassionati consapevoli e informati come noi diventare i pionieri della nuova automobile. Vi sentite pronti? Ecco, mi piacerebbe sapere se un pensierino a queste “forme di automobile alternative” l’avete fatto, se vi siete già lasciati sedurre dal vento del progresso. E perché sì, o perché no.