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VairanoRing | il blog di Carlo di Giusto

Archivio per 'April 2015'

    Neppure Wikipedia riesce a fare chiarezza sul numero di figli di Ferdinand Karl Piëch ("dodici o tredici", si legge). Quello che invece sappiamo con certezza è che il primo "figlio" - professionalmente parlando - dell'ingegnere austriaco è il motore boxer a sei cilindri della prima Porsche 911.

    Sì: la responsabilità dello sviluppo tecnico del motore della nuova sportiva Porsche fu il primo incarico di spessore affidato al venticinquenne ingegner Piëch. Il suo ruolo fu quello di tradurre in realtà il progetto di Hans Mezger, che a sua volta aveva ripreso alcuni elementi del sei cilindri tipo 745 di Klaus von Rüker, e di completarne lo sviluppo in tempo per l'inizio della produzione, fissato per la fine del 1963. Che cos'è diventato e cos'ha rappresentato il "flat six" per la Porsche lo sapete tutti. E basterebbe questo per dedicare a Ferdinand Piëch una lunghissima standing ovation.

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    Un giovanissimo Ferdinand Piëch assieme allo zio Ferry Porsche davanti a un prototipo del motore a sei cilindri al banco.

    Che ci sia una grande nostalgia della Lancia di una volta è fuori di dubbio. Addirittura sui social network c'è chi è disposto a credere al ritorno nel 2016 di una rivisitazione della Delta Integrale... Questo per dire quanto sia ancorato il marchio Lancia alla memoria collettiva.

    La Lancia, però, non è stata sempre una cosa sola, anzi: nel corso degli anni - e sono tanti, ormai: 109 - si sono succedute "tante Lancia". La Lancia innovativa, la Lancia sportiva, la Lancia lussuosa, la Lancia elegante, la Lancia nuovamente sportiva... tante anime diverse, tante declinazioni, ognuna sicuramente significativa ma anche talvolta un po' slegate tra loro.

    Ecco, mi piacerebbe sapere a quale Lancia si riferiscono gli appassionati quando invocano il suo rilancio. E sarebbe interessante farlo alla luce della situazione attuale, che vede il comparto sportivo del Gruppo FCA piuttosto ben carrozzato (Ferrari, Maserati, Alfa Romeo e Abarth, sulle cui radici corsaiole c'è poco da discutere, dovrebbero assecondare tutti i gusti e tutti i portafogli).

    Interrompo (scusandomi con tutti) questo lungo periodo di silenzio con questo tema che mi frulla per la testa da ieri. Cioè da quando è stata annunciata la nuova Porsche Boxster Spyder. Con il cambio manuale, con la capote manuale e la "climatizzazione solo tramite riscaldamento o capote aperta", che è un suggestivo giro di parole per dire che quando fa caldo non raffredda.

    Io ve lo dico: un'automobile sportiva superessenziale mi eccita. Ma non sono proprio certissimo che la comprerei. Primo: non amo il cambio manuale e su una sportiva, oggi, pretendo i paddle dietro il volante. Secondo: non faccio track day (purtroppo, mi viene da dire). Terzo: per il 99,9% guido su strade aperte al traffico, dove le differenze tra una sportiva civile e una essenziale si assottigliano. Insomma, temo che il fascino dell'essenzialità si traduca in autentica scomodità. Eppure queste auto sono le preferite dagli appassionati di tutto il mondo, risvegliano le velleità corsaiole più recondite, finiscono in cima alle graduatorie delle visualizzazioni su YouTube e, anzi, più sono scomode, crude ed essenziali più piacciono, più fanno sognare. Di materiale sul quale discutere ce n'è e sono sicuro che più di qualcuno di voi ha in mente come dovrebbe essere fatta la propria sportiva ideale.