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VairanoRing | il blog di Carlo di Giusto

Archivio per 'September 2015'

    Adesso è ufficiale: anche la Porsche 911 Carrera abbandona il classico boxer a sei cilindri aspirato per passare a un'unità propulsiva turbo. La svolta è epocale, paragonabile a quella del passaggio dal raffreddamento ad aria a quello ad acqua di una ventina di anni fa. È un buon momento, quindi, per stimolare una discussione sull'argomento.

    Il turbo a me piace. Mi piace soprattutto sulle auto normali, di piccola cilindrata, perché riesce a conferire consistenza e concretezza ai bassissimi e bassi giri, quelli che uso più di frequente: credetemi, con la Yeti 1.2 TSI di famiglia non superiamo mai i 3.000 giri. Da 1.500 a 3.000 c'è tutto quello che serve, complice anche un bel cambio a sei marce correttamente rapportato, per muoversi in scioltezza su ogni tipo di strada, anche e soprattutto in salita. Sono super soddisfatto, insomma.

    Ma un'utilitaria è una cosa, una sportiva di razza un'altra: va detto che i modelli che sono passati al turbo - e me ne vengono in mente diversi, tipo la 488 GTB o la M4, non hanno perso un grammo della loro personalità, anzi, e sono altrettanto sicuro che alla Porsche abbiano fatto un lavoretto coi fiocchi. Eppure è innegabile che per l'appassionato, quello capace di cogliere e riconoscere le sfumature, il motore turbo appiattisce un po' le differenze, come se la ricerca della perfezione tecnica finisse per cancellare quelle sottili incongruenze che determinano la personalità di un'unità propulsiva.

    C'è davvero il rischio che i motori turbo finiscano per assomigliarsi un po' tutti? Non lo so, ma il tema è stimolante. Vediamo come la pensate.