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Il pieno sporco è in agguato

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Il pieno sporco è in agguato
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“Dopo aver fatto il pieno di gasolio alla mia auto”, racconta Adele Galbucci, una nostra lettrice parmigiana, “la mia auto si è fermata e in officina è stata stabilita la necessità di sostituire gli iniettori. Come posso tutelarmi?”. Fare un pieno di carburante sporco è un’eventualità che, purtroppo, è più frequente di quanto si pensi. Benzina e gasolio presenti nelle cisterne delle stazioni di servizio possono contaminarsi con sostanze più o meno pericolose per la salute del motore. A volte il problema è causato dall'eccessiva quantità di organismi (alghe e muffe) che si sviluppano a causa della presenza di biocarburante e acqua mescolati con i prodotti petroliferi. A Natale del 2017 in Salento e nella zona del Metaponto, per esempio, un gran numero di automobilisti si è ritrovato in panne dopo aver fatto un pieno contaminato con additivi sbagliati, come poi ammesso dalla compagnia petrolifera. Altre volte si tratta di vere e proprie sofisticazioni, con l’aggiunta di sostanze di scarto di altre lavorazioni che vengono mischiate in maniera fraudolenta a benzina e gasolio, per accrescerne il volume. Sul numero di Quattroruote del dicembre 2018 denunciammo la presenza crescente di cloro mescolato al gasolio che danneggiava in maniera quasi irreparabile i motori. Lo stesso fenomeno, poi, si è esteso anche alla distribuzione della benzina, come abbiamo segnalato nel settembre 2021.

Stazione di Servizio

Serve metodo. L’automobilista che incappa in un pieno sporco ha ben poche possibilità di scampare al pericolo. Se è fortunato, i danni al motore, diesel o a benzina, possono essere limitati. Altrimenti, il conto dal meccanico può essere davvero salato. Esiste però una via d’uscita, per seguire la quale è però fondamentale dimostrare il nesso di causalità tra il rifornimento e i guai al propulsore. La prima strategia che l’automobilista può adottare prevede di pianificare, in un certo senso, gli spostamenti in modo da rifornirsi sempre presso lo stesso distributore. Fondamentale, poi, conservare tutte le ricevute che provano l’acquisto di carburante, di tutti i distributori. In seguito, una volta subito il danno, bisogna farsi rilasciare dal meccanico una relazione scritta (se la vettura è ancora in fase di riparazione) oppure una fattura che certifichi i danni al sistema di alimentazione; meglio se il professionista ha provveduto a effettuare pure un’analisi del carburante presente ancora nel serbatoio e a conservarne un campione significativo. In base a queste risultanze, bisogna poi inviare una raccomandata al gestore della stazione di servizio, che provvederà a interpellare la propria assicurazione al fine di stabilire l’ammontare di un eventuale risarcimento. Qualche volta il gestore, però, può rifiutare il risarcimento e negare la propria responsabilità: in questo caso, è opportuno rivolgersi a un legale e avviare una causa per il ristoro dei danni subiti, mandando l’incartamento, per conoscenza, anche alla compagnia petrolifera rappresentata.

Vietato sbagliare. Ci sono però altri casi in cui il pieno è quello sbagliato. Può capitare, per distrazione, di immettere gasolio in vetture a benzina e viceversa. In questo caso, se l’automobilista si accorge subito dell’errore, deve fermare l’auto e chiamare il carro attrezzi per ricoverare l’auto in officina, dove il meccanico provvederà a svuotare il serbatoio e a ripulire il sistema di alimentazione. Altre volte l’errore, sempre per distrazione, può essere commesso dal benzinaio alle pompe del “servito”. In questa seconda evenienza, nella stragrande maggioranza dei casi provvede direttamente il gestore a svuotare il serbatoio e ripristinare il carburante giusto. Non è, però, necessaria la pulizia dell’impianto d’iniezione, perché il motore non è stato avviato.

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