Manutenzione
In quattro anni si risparmia fino al 75%
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Tra le molte domande che possono nascere quando si parla di auto elettriche, spicca una certezza: il costo dei tagliandi periodici è molto inferiore a quello di una vettura con motore a combustione interna. Inferiore, però, può significare molte cose. D'altro canto, quando ci si trova davanti al venditore che decanta le qualità di un modello a batteria, è molto probabile che questo vantaggio sia sottolineato assieme agli altri, ma non quantificato con precisione.

Il costo calcolato su quattro anni. Sui siti dei costruttori le indicazioni in merito spesso non ci sono o, se ci sono, sono ben nascoste. E comunque non spiccano per precisione. Non che vada meglio nelle officine di assistenza, dove nella migliore delle ipotesi si riesce a capire a quanto ammonta il costo orario della manodopera. Grazie alla Banca dati di Quattroruote, siamo invece in grado di quantificare con precisione i costi di manutenzione nei primi quattro anni di possesso dei modelli elettrici più venduti nel nostro mercato.

Termine di paragone. Non solo: li abbiamo messi a confronto con quelli del corrispondente modello termico. In alcuni casi, individuarlo è stata questione di un attimo. È stato così, tanto per fare un esempio, con le protagoniste del segmento: 500 con 500, Mini Cooper con Mini Cooper, Twingo con Twingo. In altri, la parentela con il modello preso come termine di paragone è meno immediata. Ma la Volkswagen ID.3 è pur sempre l'equivalente elettrico della Golf e la ID.4 ha molto in comune (piattaforma esclusa, ça va sans dire) con la Tiguan. D'altro canto, abbiamo forzato un po' la mano per trovare l'equivalente termica della Renault Mégane E-Tech. La Kadjar è più lunga di una trentina di centimetri (ed è per questo motivo che le due francesi non sono state considerate per nessuna delle considerazioni che seguono). Infine, non abbiamo cercato parentele dove palesemente non ce ne sono.

Sono le Tesla le meno care. I dati che corredano la gallery che segue ci sembrano sufficientemente eloquenti da non richiedere ulteriori approfondimenti. Lasciamo allora spazio a qualche curiosità. Il costo del tagliando "elettrico", per esempio, non è proporzionale alla taglia della vettura. Con appena 301 euro nei quattro anni, sono infatti le due Tesla al momento in listino, la Model 3 e la Model Y, a conquistare il titolo di regine della convenienza. Non solo: per trovare nella classifica della manutenzione meno costosa la più piccola tra le Bev, la Smart EQ fortwo, bisogna scendere fino alla posizione numero 32. Per l'assistenza della super utilitaria bisogna infatti mettere nel budget quadriennale 607 euro. Più dei 586 della Skoda Enyaq iV,  che è una Suv del segmento D.

Costo medio attorno ai 500 euro (in quattro anni). Le ancelle dei modelli di Fremont sono la Jaguar I-Pace (con 344 euro) e la Ford Mustang Mach-E (349), a dimostrazione del fatto che nemmeno il rango della vettura è un fattore discriminante. Tesi che trova conferma attorno al 20° posto, occupato con l'identico importo di 457 euro dalla piccola Dacia Spring e dalla C-Suv Mazda MX-30. La più costosa, sempre in termini di manutenzione, tra le elettriche considerate è la Mercedes EQS, con oltre 1.000 euro. La cosa non deve stupire più di tanto: con 3.089 euro, ottiene lo stesso posizionamento la corrispondente S 350 d. Un ultimo dato, il costo medio per i tagliandi nei primi quattro anni di vita di un'elettrica è di 515 euro; quello per una termica di 1.452. Poco meno di tre volte tanto.

Come leggere i dati. Per confrontare i costi di manutenzione di Case diverse e di modelli diversissimi (visto che abbiamo messo a confronto le elettriche con la versione con motore endotermico dalle caratteristiche più simili) è stato necessario adottare alcune semplificazioni.

• Il calcolo del costo di manutenzione si basa sul piano ufficiale predisposto da ciascun costruttore.

• Se l'esecuzione del tagliando è prevista al momento dell'accensione della spia, per i modelli termici si è comunque ipotizzato un tagliando annuale con relativo cambio dell'olio; in questo caso, i costi reali possono essere inferiori in funzione dello stile di guida e del livello di usura
dei componenti, come stimato dai calcoli effettuati dalla centralina del veicolo.

• Il costo dei ricambi si basa sul prezzo di listino del componente originale della Casa, esclusi
eventuali sconti ottenibili sul mercato.

• Quattroruote Professional ha ipotizzato i seguenti costi della manodopera (Iva compresa): 61 €/ora per Aiways, Citroën, Dacia, Fiat, Ford, Nissan, Opel, Renault e Suzuki; 73,20 €/ora per Cupra, DS, Jeep, Honda, Hyundai, Kia, Mazda, Mini, Peugeot, Skoda, Smart, Seat, Toyota e Volkswagen; 85,40 €/ora per Audi, BMW, Jaguar, Lexus, Mercedes, Porsche, Tesla e Volvo.

• Il tempo necessario all'esecuzione del tagliando si basa sui tempi ufficiali di ciascuna Casa.

• Per i modelli termici, il costo dell'olio motore e quello dell'olio freni sono stati calcolati

in 24,40 €/litro (ed è sempre stato considerato l'utilizzo di un litro di lubrificante).

• Non si è tenuto conto dei costi di smaltimento, di eventuali forfait relativi a materiali di consumo impiegati dall'officina né di operazioni aggiuntive non previste dal libretto di manutenzione
(per esempio, la sostituzione delle spazzole dei tergicristalli).

• Non sono stati considerati nemmeno eventuali costi di sanificazione della vettura, prima e dopo l'intervento, che alcune officine addebitano al cliente.

• Tuti i costi in euro indicati si riferiscono alla manutenzione nei primi quattro anni di possesso, sono arrotondati e comprendono l'Iva. Il risparmio rispetto al modello con motore endotermico più simile è indicato in percentuale.

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