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Dacia Duster
Elettrificazione e giusto prezzo: ecco come sarà la terza serie

Dacia Duster
Elettrificazione e giusto prezzo: ecco come sarà la terza serie
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Chissà a che punto sarà la transizione energetica nel 2024, anno in cui, stando alle indiscrezioni, dovrebbe debuttare la nuova Dacia Duster. Perché se l’elettrificazione è una prospettiva ormai ineluttabile, ci sono auto che, per rimanere fedele a sé stesse con questo cambio di paradigma tecnologico, dovranno scendere a compromessi. Un caso è proprio quello della Suv romena, che dell’ibrido ha bisogno per garantirsi un futuro, ma allo stesso tempo dovrà tenere fede ai propri valori di concretezza e accessibilità (economica) per protrarre il proprio successo.

Piani da Big(ster). Insomma, se i costi produttivi aumenteranno, e con loro i prezzi medi delle automobili, potrà la Duster rimanere la sport utility più conveniente del mercato? E avrà ancora alcuni dei suoi classici punti di forza, come le motorizzazioni frugali e una trazione integrale di tipo meccanico? In assenza di informazioni ufficiali, occorre cercare le risposte nelle mosse della Casa, alle prese con una metamorfosi voluta dal ceo del gruppo Renault, Luca De Meo. Semplificando, l’intenzione è quella di confermarsi un benchmark nel rapporto qualità/prezzo (puntando sempre all’essenzialità e alla solidità tecnica), ma anche di sapersi distinguere offrendo prodotti desiderabili. In questo senso, la chiave sta nel design e nel nuovo indirizzo anticipato dalla concept Bigster, una Suv più grande i cui stilemi influenzeranno le Dacia del futuro. A partire dalla Duster III, che nella nostra ricostruzione esclusiva appare con la medesima mascherina, la fanaleria tridimensionale e i lamierati spigolosi tipici della futura sorellona.

REVELATION GAMME DACIA NBI 2022

La gamma Dacia con il nuovo logo introdotto dalla concept Bigster

Ok, ma il prezzo è giusto? La scommessa sta nel riuscire a coniugare le rinnovate ambizioni con il caposaldo per eccellenza del marchio: un listino alla portata di tutti. La soglia d’accesso alla terza generazione è inevitabilmente destinata ad alzarsi rispetto alle serie precedenti (oggi ha prezzi di listino a partire da poco più di 14 mila euro) ma, per evitare un effetto-barriera, la Dacia punterà su un approccio “design to cost”. Gli aumenti, insomma, verranno contenuti continuando a proporre ai clienti “solo ciò di cui hanno realmente bisogno” (quello che il ceo Le Vot ha definito il principio dell’essenzialità) e riducendo il più possibile i costi di quel che va necessariamente aggiunto, ovvero l’ibrido. In tal senso, la soluzione risiede nelle sinergie con la Renault. La Losanga fornirà alla prossima Duster il pianale Cmf-B e, con essa, alcuni powertrain elettrificati, compreso – con ogni probabilità - il TCe full hybrid già introdotto su Clio e Captur (e che verrà presto sdoganato anche per la Jogger): un powertrain che abbina un 1.6 benzina da 92 cavalli a due motori elettrici e a un cambio robotizzato a quattro rapporti.

Sì al Gpl e al 4x4 tradizionale. In realtà, di confermato ufficialmente, per il momento, c’è soltanto l’arrivo del mild hybrid 1.3 TCe. Un’elettrificazione di stampo leggero, che manderà in pensione il diesel (costoso da omologare e, in prospettiva, sempre più diffiicle da vendere) ma non cancellerà del tutto la tradizionale gamma della Dacia Duster, che accanto a una piccola unità esclusivamente a benzina (il tre cilindri da 1.0 da 110 CV) dovrebbe riproporre la variante benzina-Gpl (da 100 CV), di gran successo in Italia. La Suv romena continuerà poi ad avere versioni con trazione integrale di tipo meccanico, mantenendosi sul mercato come un’opzione credibile anche per chi cerca una fuoristrada accessibile ed efficace.  

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