Il fatto che sia destinata a diventare il canto del cigno della dinastia termica che abbiamo conosciuto finora già conferisce alla prossima generazione della Q5 un’aura a suo modo epica e quasi tragica, che la staglia sul pinnacolo di una storia di successo contro lo sfondo di nuvoloni scuri squarciati dal lampo dell’elettrificazione. Perdonate la fantasia da pittura ottocentesca, metaforica di una fase di transizione verso un futuro luminoso ed ecofriendly che non è priva, tuttavia, di incertezze e di interrogativi esistenziali per il sistema automotive occidentale, spinto ad abbandonare quella “confort zone” fatta di pistoni, cilindri, bielle e alberi di trasmissione su cui ha costruito il suo vantaggio competitivo sul resto del globo terracqueo. Come rappresentante di un mondo che scompare, quindi, alla prossima Q5, attesa sul finire del prossimo anno, ben si attaglia il ruolo di eroina romantica destinata (a fine carriera, cioè attorno al 2030, che coincide con il periodo fissato dall’Audi per il passaggio alle zero emissioni per la totalità della sua gamma) a sprofondare nell’oblio con tutto l’universo che le auto come lei hanno rappresentato. Non prima, tuttavia, di aver cercato di tenere alta la bandiera di un modello di grande successo e di avere cristallizzato, per i posteri, lo stato dell’arte dell’evo termico.

Player globale. Di grande successo la Q5 lo è sicuramente. Se ci si ferma al mercato italiano, dove pure è popolarissima, non si comprende appieno la portata del suo ruolo nell’economia della Casa dei quattro anelli. Con circa 300 mila nuovi clienti su scala planetaria nel 2021, non soltanto è la bestseller nella gamma a ruote alte di Ingolstadt, ma il modello più venduto in assoluto per la marca tedesca.  Giunta alla terza generazione – la prima comparve nel 2008 -, la prossima Q5 ripropone la formula che ne ha decretato il successo fino a oggi: spazio e versatilità in una taglia medio-grande, ma non mastodontica (oggi è lunga poco meno di 4 metri e 70 centimetri), che coniuga confort, praticità e un tocco di sportività.

Rigore e capricci. Proprio per via della popolarità del modello, il design preferisce evitare salti o svolte radicali. Ma per quanto evolutivo, lo stile della prossima Q5 si guadagna quel grado di autonomia dall’eredità della serie precedente sufficiente a dare alla macchina un carattere a sé stante e più vicino alla recente Q4 e-tron che alla Q5 uscente. In particolare, la nervatura della fiancata, oggi una linea sinuosa continua, sulla prossima dovrebbe ritornare diritta almeno nella parte centrale, avvicinandosi maggiormente all’aspetto rigoroso e deciso della prima serie e concedendosi un capriccio con gli intagli nervosi sopra i quattro parafanghi, come sulla Q4 e-tron (e come sarà sulla Q6 e-tron): un richiamo visivo al concetto di trazione quattro. Il nostro disegnatore Andrei Avarvarii ha immaginato questo motivo grafico, ma non vi è la certezza matematica che ci sarà davvero, in quanto potrebbe restare riservato alla gamma a zero emissioni.

Firma luminosa. Staremo a vedere. In ogni caso, le proporzioni sono simili all’attuale Q5, con cofano ben marcato, cabina piuttosto arretrata e sbalzi piuttosto corti, frutto della particolare configurazione dell’architettura Mlb-Evo per auto a motore longitudinale, che prevede il propulsore in posizione arretrata, praticamente sopra l’asse anteriore. Cofano relativamente piatto, fari sottili, calandra a sviluppo orizzontale, muso e coda piuttosto arrotondati, spalla pronunciata e linea dei finestrini inclinata fanno il resto, conferendo un’apprezzabile dose di atleticità alla Suv di fascia D dell’Audi, rivale di BMW X3, Mercedes GLC e Alfa Romeo Stelvio. Da notare che le luci posteriori sono ora unite da una fascia luminosa a ponte: inizialmente inaugurata dai modelli della linea elettrica, questa soluzione estetica compare su tutti i modelli o i restyling più recenti, affermandosi ormai come la firma luminosa posteriore della marca.

Elettrica, no grazie. La piattaforma, come accennato, è un’evoluzione dell’attuale Mlb e ne riprende, quindi, anche l’apparato sospensivo multilink, con l’opzione pneumatica adattiva. Mentre è scontata l’offerta di varianti a trazione anteriore e integrale, questa generazione della Q5, secondo alcune fonti tedesche, potrebbe ricevere in dote le quattro ruote sterzanti. Nel cofano c’è da aspettarsi un ventaglio di proposte a quattro e a sei cilindri, sia a benzina sia a gasolio, aggiornate alle normative Euro 7, il cui grado di elettrificazione estenderà all’intera gamma il sistema mild a 48 volt e confermerà il plug-in a benzina. Con un range di potenze che dovrebbe ricalcare in linea di massima lo spettro attuale, da 150 a oltre 370 cavalli. La politica del gruppo Volkswagen, che prevede per le proprie auto elettriche una linea separata e una piattaforma dedicata – la Meb per i modelli più piccoli e la Ppe per quelli più grandi (corrispettivo proprio della Mlb per la gamma termica) –, esclude automaticamente l’arrivo di una Q5 “battery only”. Del resto, per quello ci sara la Q6 e-tron.

In attesa della rivoluzione. Non abbiamo ancora informazioni dettagliate sugli interni, ma è facile immaginare schermi di dimensioni maggiorate, con quello centrale sulla plancia forse sdoppiato per la regolazione di climatizzazione e altre funzioni rapide delegata al touch screen inferiore. Di certo, comunque, offrirà lo stato dell’arte della telematica di casa Audi e della connettività, pur senza implementare la nuova architettura elettronica che debutterà invece con la prossima ammiraglia, la sostituta della A8. Gli Adas troveranno compendio nella guida assistita di livello 2. Insomma, la prossima Q5 intenderà rappresentare una sorta di concentrato dello sviluppo finora raggiunto dai veicoli tradizionali, demandando le innovazioni più radicali alla prossima generazione di vetture elettriche, semiautonome e iper connesse, che arriverà con l’esordio di A6 e-tron e di A8.